giovedì 29 novembre 2012

I più antichi scarabei sardi: XVII-XI sec.a.C.

di Atropa Belladonna

[...] A questo proposito, si deve esporre l'opportunità di considerare probabilmente diverse le modalità di diffusione degli scarabei egiziani “classici” da quelle degli esemplari egittizzanti naucratici e menfiti: i primi possono essere giunti in Sardegna in epoca imprecisabile e per via diretta, differente quindi da quella che seguirono gli scarabei del secondo tipo [..] (1, pg. 102)

Tale “opportunità da considerare” dal 1975 non l’ ha più  considerata nessuno, nemmeno la Scandone stessa. L’ipotesi le fu suggerita - tra le altre cose- da un fatto che lei stessa documenta, dettagliatamente, nel suo libro: l’ esistenza di 14 scarabei  riportabili ad un’epoca molto antica; specificamente tra l'inizio della dominazione Hyksos nel delta - ca inizi del XVII sec. a.C.- per arrivare alla fine del Nuovo Regno con Ramesses XI (ca. 1080 a.C.), 600 anni di storia (2). Ecco la lista di questi 14 con una sintetica spiegazione, approssimativamente in ordine cronologico (1):
G22: motivi a volute simmetrici; epoca Hyksos
G19: ankh stilizzato in forma di “Tanit”+ altri segni geroglifici; simmetrie; epoca Hyksos (?)
G20: 4 urei simmetrici; XVIII dinastia (?)
G21: 4 fiori di loto simmetrici; XVIII dinastia (?)
A8:  Menmaatre (Seti I, 1290-1279 a.C.), opera locale.
A3:  Menkheperre  (Thuthmosis III, 1470-1425 a.C.)  o Menmaatre (Seti I, 1290-1279 a.C.);   crittografia Amun-Re; XVIII-XIX dinastia (?);
A9:   Usermaatre (Ramesse II, 1279 – 1213a.C.);  XIX dinastia
A10: Usermaatre (Ramesse II, 1279 – 1213a.C.);  XIX dinastia
A11: Usermaatre (Ramesse II, 1279 – 1213a.C.);  XIX dinastia
A12: Usermaatre-Setepenre (prenome completo di Ramesse II, 1279-1213 a.C.); XIX dinastia
D1: crittografia: Amun è il signore; XIX dinastia
D4: raffigurazione di Reshef; crittografia: Amun; XIX dinastia
E9: crittografia: Amun; XIX dinastia
E11: crittografia: Amun; XIX-XX dinastia; opera locale

Questi 14 scarabei (vd. figura 1,2,3,4) o placchette come G19, pur con le solite incertezze nella datazione di tali oggetti (3),  rappresentano circa l'8% dell' intero catalogo: una percentuale non altissima, ma di certo non trascurabile. Ma, come del resto la quasi totalità del catalogo, soffrono di un male incurabile: manca la loro provenienza, con l' eccezione di G20 di cui si sa che proviene da non meglio definiti scavi eseguiti a S. Giusta. 

Figura 1. Placchetta e scarabei dal Museo di Cagliari, epoca proposta:  Hyksos-XVIII dinastia (1)
Se aggiungiamo alla lista lo scarabeo di Monti Prama-per il quale la datazione al Nuovo Regno assume sempre maggior consistenza anche grazie all' analisi chimico-fisica e formale (4) - e se vi aggiungiamo quello di Monte Sirai della tomba 267 con un motivo sicuramente ramesside (5), c'è da farsi venire il mal di testa, prendersi un analgesico e rimettersi al lavoro. E per un bel pò di esperti.

Figura 2. Scarabei dal Museo di Cagliari coi nomi reali di Seti I (o Thuhtmosis III) e Ramesses II, Nuovo Regno.
A8 è considerato di produzione locale (1). 

Figura 3. Scarabei dal Museo di Cagliari,  Nuovo Regno (XIX.XX dinastia).
E11 è considerato di produzione locale. Crittografia amunica (1)
Se a qualcuno venisse voglia di cercare paralleli agli oggetti più antichi, quelli di figura 1,  non avrebbe che l'imbarazzo della scelta: il Metropolitan Museum ne possiede almeno 3 con il medesimo impianto della placchetta incisa G19 (Figura 4), variamente datati tra il 1991 ed il 1450 a.C.; sia da Tebe che dalla regione di Memphis (El Lisht). 
Figura 4: la placchetta G19 dal Museo di Cagliari, a confronto con scarabei del Metropolitan Museum (1991-1450 a.C.)
Gli altri 3 modelli di figura 1 sono facilmente rintracciabili nel recente lavoro della Teeter, che li rimanda però al Nuovo Regno iniziale (XVI-XV sec. a.C.) più che al periodo Hyksos (6). 


Che significa tutto questo? come dobbiamo considerare questi oggetti? Ci manca, ancora una volta, il conforto dell' analisi storica specialistica ed ancora una volta dobbiamo prendere atto di come e quanto questi oggetti eccezionali siano stati negletti. Di come ad esempio, anche molto di recente (7), non si sia neppure presa in considerazione l' idea di provare a vederli nell' ottica dei contatti diretti tra Egitto e Sardegna. Stiglitz dice che vi sono solo 3 oggetti possibili (che poi scarta come reperti di cui si sa troppo poco) da considerare in questa ottica: lo scarabeo di Monti Prama, la tavoletta di Assemini (perduta) ed il frammento di sarcofago di Neapolis. Menziona in effetti gli scarabei di Cagliari-senza minimamente analizzarli-e dice che sì arrivano almeno alla XVIII dinastia,  ma che sono facilmente riportabili ai  possibili  stanziamenti fenici in Egitto del IX e dell' VIII secolo a.C., testimoniati da materiale fenicio a Menfi ed a sud di Herakleopolis.

Peccato che la XVIII dinastia  (1550-1292 a.C.) sia un pò più antica del IX-VIII sec. a.C.. 

(1) G. Matthiae Scandone, Scarabei e scaraboidi egiziani ed egittizzanti del Museo Nazionale di Cagliari, CNR Roma, 1975
(2) Hayes, William C. (1978) The Scepter of Egypt: The Hyksos Period and the New Kingdom (1675-1080 B.C.)
(3) W.A. Ward Beetles in Stone: The Egyptian Scarab,  The Biblical Archaeologist, 1994, 57: 186-202
(4) G. Artioli, I. Angelini, F. Nestola, New milarite/osumilite-type phase formed during ancient glazing of an Egyptian scarab, 2012, Applied Physics A, DOI 10.1007/s00339-012-7125-x
(5) A. Belladonna, http://gianfrancopintore.blogspot.com , Un paio di scarabei sardi. Ed un paio di idee sulle date 05.03.2012
(6)  Emily Teeter, Scarabs, Scaraboids, Seals, and Seal Impressions from Medinet Habu, (2009), Oriental Institute Publications 118, Chicago
(7) A. Stiglitz, La Sardegna e l'Egitto: il progetto Shardana, In: L'Egitto di Champollion e Rosellini: fra Museologia, Collezionismo e Archeologia”, Atti della I Giornata di Studi Egittologici (Genova 2010), Aegyptiaca, Annali dell'Accademia Egizia - Studi e ricerche, I (2010).