lunedì 3 dicembre 2012

Arega pon-pon (1 di 16)

Un romanzo sulla fine del mondo. Un romanzo che è già alla fine del mondo e che è la fine del mondo. Scritto da Francu Pilloni, il nostro Francu Pilloni. Lo proponiamo a puntate, da seguire fino al finale rivelatore. Ma è inutile farsi illusioni su una fine del mondo pirotecnica, perchè "[...] il mondo finiva in silenzio. Contrariamente a tutte le fantasie esposte in migliaia di film sull’argomento, il mondo finiva senza botti, senza crolli e senza urla[..]". 

Cronache dalla fine del mondo 01: December, 3, 2012 – H 06:03 UTC
Cagliari, Sardinia, Italy – H 07:03 


Placido si svegliò che era già morto, la testa zeppa di sogni sbiaditi. Si sollevò sul gomito per spiare oltre i vetri di una finestra senza scurini e senza tende.
La notte aveva partorito un’alba senza voce: se giorno fu, si fece largo in silenzio. La luce era intorno uguale. Non nebbia, ma una foschia vaporosa impedì di presagire da quale orizzonte potesse sorgere un sole.
Era l’ora in cui gli storni di Molentargius prendono il volo dai canneti e volgono sulle colline del Parteolla per riempire il gozzo di bacche.
Nessuno percepì fruscio d’ali, né i rochi richiami.
L’aria era pulita di voli, oltreché di nuvole.
Il cielo, a chi avesse alzato lo sguardo, sarebbe apparso come una parete sconfinata, calcinosa, stinta dal sole di mille stagioni che, se sfiorata, lascia traccia di sé.
Parve il silenzio contenersi in una enorme ampolla di vetro dove l’aria ferma, stantia, sapeva di muffa.
Strade, negozi, alberi, la città intera, tutto era silenzio.
Pareva il mattino di un ferragosto qualsiasi, con la gente che indugia ad alzarsi, ma ha fretta di andare. Invece era il tre di dicembre, Lunedì, giorno feriale di un anno pari a ridosso di anni importanti: a Capodanno si era brindato ai fasti nefasti dell’anno vecchio, col pensiero a scavalco sull’anno dispari che sarebbe seguito, quello della ripresa sperata, presagita, sognata ma solo probabile, del quale circolavano calendari incredibili. Agende e lunari su cui nessuno avrebbe mai annotato una sillaba perché il tempo, da quella mattina, era assente. Avrebbero continuato a segnarlo con precisione psichiatrica orologi atomici e digitali in tutto il mondo: inutilmente, come al mercato i cartellini del prezzo in un bancone senza merce. L’unico tempo rimasto era quello passato.

Moolentargius è la zona umida a Est di Cagliari dove nidificano i fenicotteri rosa e, nei mesi invernali, alla sera si riuniscono milioni di storni al rientro dalle zone di pascolo, disegnando nell’aria fantastiche figure coi loro voli acrobatici.


Francu Pilloni (continua)