martedì 11 dicembre 2012

Arega pon-pon (5 di 16)

Cronache dalla fine del mondo 05: December, 3, 2012 – H 16:03 UTC
Alaska (USA) – H 07:03

Trip Gundurda si svegliò che sudava.
Anche stavolta aveva sognato il tricheco.
È sbagliato dire che lo sognava ogni notte perché, a quelle latitudini, le notti non sono trecentosessantacinque in un anno, ma molte, molte di meno e molto più lunghe.
Quando sognava il tricheco, immancabilmente gli veniva la voglia di pisciare. Anzi, a ben vedere, la voglia era doppia. Allora ripassò nella mente le azioni essenziali che serviva porre in essere, dato che voleva uscire dall’igloo per depositare i propri bisogni. Non che la cacca surgelata puzzi o sporchi più di una qualsiasi altra sostanza, ed è per questo motivo che i suoi avi defecavano tranquillamente al caldo, ma Trip era stato educato in un collegio di Ancorage, sino all’età di 15 anni. Posto a scegliere fra il lavoro in una segheria e la vita nomade della tundra, scelse l’avventura. A ventotto anni ne aveva più di quanto avesse creduto possibile sopportare.
Sbloccò l’uscita dalla neve morbida e uscì all’aperto.
S’aspettava di vedere il bagliore azzurrino del ghiaccio, invece l’orizzonte era pallido come se un sole dovesse sorgere da ciascuno dei punti cardinali. L’aria era tiepida; la neve pareva farina d’avena.
Pensò di controllare l’ora e la data, ma all’improvviso non gli parve importante.
Seguì un istinto primordiale e si mise in cammino, sempre dritto davanti a sé, verso l’orizzonte indistinto.
Ciò che colpì Trip non fu il silenzio, al quale era più che aduso, ma uno squillo insistente di tuba continua o un suono simile, prodotto da uno strumento a fiato come un armonium, che doveva essere perso da qualche parte della banchisa, invisibile eppure così presente, che gli rintronava nella testa con mille echi.
Parve a Trip di andare verso la sorgente del suono, tuttavia fu convinto che se ne stesse allontanando con la stessa velocità.
Il suono era un sol diesis, a dar retta all’orecchio destro, o forse anche un la o un si bemolle, a stare appresso all’orecchio sinistro.
Trip non sentiva freddo e aveva smesso di sudare. Tanto meno soffriva di altre impellenze.
Provò a ipotizzare che quel suono di tromba esistesse solamente dentro le sue orecchie dato che era difficile supporre un armonium a quelle latitudini o qualcosa d’altro che lo emettesse veramente, ma non andò oltre con la speculazione