venerdì 14 dicembre 2012

Arega pon-pon (6 di 16)

Cronache dalla fine del mondo 06: December, 3, 2012 – H 16:03 UTC
Perù – H 11:03

Machu Picchu si sentì ancora più protesa verso le stelle, come fu nell’intenzione di chi la volle lassù.
L’ultimo dei turisti giunse al bivacco a quota duemila.
Sulle antiche pietre era rientrato il silenzio abituale.
Una nube color ocra montò sul pendio da nord-ovest e stagnò sopra la città diroccata.
Il sibilo del vento tacque e al gemito dei tronchi, agli scricchiolii dei rami, subentrò una nota bassa continua che pareva un pianto di donna, un attitidu* esausto, spezzato solamente dal brontolio di massi che rotolavano risalendo il pendio.
Le pietre squadrate, colorate di licheni e morbide di muschi, si mossero discrete verso il monte e si posero sulla cima, là dove le vollero i costruttori delle città divine.
Machu Picchu, la Città Vecchia, tornò perfetta dentro la nube giallastra.
Con la nenia, col pianto, sarebbe tornato anche l’Inca?

*Attitidu è un canto sardo di dolore, un pianto espresso in versi, una nenia triste e antica.

 Francu Pilloni (continua)

Ripasso: parte 1, 2, 3, 4, 5