venerdì 7 dicembre 2012

Croci o svastiche? Filistei o Nuragici? Una brocchetta nuragica per chiudere definitivamente il discorso (parte III)

# Gigi Sanna e il codice nuragico

di Gigi Sanna (parte III di III, vd. II  e I parte)

Figura 1                                                        Figura 2
Nella prima parte di questo lungo articolo (1) che però, naturalmente, vuol essere poco più che una comunicazione (2) su alcuni dei documenti della scrittura nuragica, abbiamo sottoposto ad analisi la scritta di Murru Mannu di Tharros e, contro l'opinione dello studioso G. Garbini, che la ritiene appartenente alla cultura religiosa filistea, abbiamo asserito essere quella una scritta squisitamente nuragica. 'Nuragica' per i dati epigrafici e paleografici e 'nuragica'  per il contenuto che abbiamo detto riguardare la divinità yh il, quella stessa che, insieme ad 'asherah, si trova attestata nei frammenti dell'anfora di tipologia cananaica rinvenuti in S'Arcu 'e is Forros di Villagrande Strisaili (3)
   In particolare abbiamo sostenuto che il segno presente al centro della scritta non era una croce adoperata ai fini della 'divinazione' filistea, ma una vera e propria svastica con il significato di 'immortalità', riferita questa alla 'dimora' celeste o al tempio della luce; edificio di culto di Tharros.  con ogni probabilità,  della cui esistenza attestava la scritta stessa. 
   Nella seconda parte dell'articolo abbiamo presentato un documento eccezionale in quanto per la prima volta nella storia della documentazione iconografica della cosiddetta Tanit compariva graffito, su una pietra basaltica di Baratili San Pietro (Oristano), non solo il disegno della testa a 'rombo' ma anche quello delle braccia della figurina reso con evidente allusione alla svastica. L'analisi del  secondo documento ci ha consentito dunque, tra l'altro, di parlare per una seconda volta del concetto di 'immortalità' riferito anche questa volta al 'toro celeste' ovvero alla divinità nuragica  yh (LUI).
    Già queste due prove dovrebbero risultare  sufficienti per affermare che la svastica per i nuragici aveva un significato ben preciso e che esso era strettamente legato al principio primo della creazione divina che,  al fine di dar origine alla vita del mondo, fa nascere la prima 'cosa buona' e 'separa le tenebre dalla luce (4). Non però una luce effimera o temporanea, ma una  'lampada' (nr) ciclica che si rinnova incessantemente, 'per l'eternità'. 
     Ma la conoscenza e la scienza - si sa - non si accontentano mai e per  poter  credere sino in fondo circa un dato fenomeno hanno bisogno di prove su prove e, soprattutto, della  cosiddetta 'prova regina' o definitiva. Hanno cioè bisogno di una ripetizione quanto mai chiara dell'evento che non lasci adito a dubbi di sorta.
      Nel 2004 lo studioso Giovanni Fadda  ripubblicava (IV edizione)  per i tipi della Graf & Graf srl di Quartu S. Elena un volumetto dal titolo Nomi di paesi  e nuraghi  della Sardegna in onore di divinità egiziane. Ora, al di là dello specifico contenuto (sul quale non intendiamo minimamente entrare) il libro contiene alla fine (p. 6 delle illustrazioni) un vera perla documentaria che riguarda la produzione vascolare nuragica dell'età del bronzo: una brocchetta piriforme con singolo manico a doppio occhiello per la presa, contenente dei 'segni' inseriti in due specie di 'cornici' date da una figura geometrica quadrata o vagamente trapezoidale. 
   Purtroppo la foto della brocchetta non consente di dire se una terza figura geometrica si trovi dalla parte opposta de manufatto (5) né di poter dire più di tanto sulla prima figura a 'cornice'  sulla destra la quale sembrerebbe riportare un triangolo bipartito a vertice verso il basso formato interamente da delle linee cosiddette a 'zig zag'. 
   Invece sulla seconda figura molto si può dire sia in virtù del sufficientemente chiaro tracciato dei segni che si trovano al suo interno sia per la certa identità dei segni stessi, pittografici e non,  che appartengono tutti alla tipologia della scrittura nuragica (v. fig.2) ormai nota attraverso decine e decine di documenti rinvenuti, soprattutto in questo ultimo decennio, in tutta l'isola (6)
  Si nota infatti che all'interno della seconda figura geometrica insiste un chiaro disegno a svastica con l'estremità dei bracci orientati con movimento rotatorio in senso orario. Ma si nota anche che i bracci sono accresciuti e completati con delle 'strane' appendici, una diversa dall'altra;  evidentemente aggiunte dall'artigiano scriba per dare ulteriore senso alla svastica stessa. 
  Ora, per chi è avvezzo a riconoscere subito i segni 'alfabetici' della scrittura  cosiddetta 'nuragica' , non c'è alcuna difficoltà nel capire che il segmento finale dei bracci della svastica (in tutti solo il segmento finale, si badi!) concorre con l'appendice o aggiunta segnica  a realizzare dei grafemi con valore fonetico consonantico. E non c'è difficoltà per comprendere che i segni, come di norma (7) nella scrittura a rebus nuragica, sono agglutinati per legatura o per nesso.  Più  precisamente, a partire dall'alto a sinistra, possiamo riconoscere una 'nun', una 'lamed', una 'sade', una 'ayin' e una seconda 'nun'.  Detti segni alfabetici si riconosceranno ancora più facilmente ruotando la svastica, di volta in volta,  di 90 gradi (v. figg. 3 -4).     
     
Figura3                                                         Figura 4
      La cornice quadrata disegnata sulla superficie del vaso contiene quindi al suo interno la scritta  nl s'an composta da due voci, l'una la più frequente nella documentazione nuragica (pittografica e non) e l'altra meno usata ma sufficientemente più che attestata. Per comprenderlo ed esserne certi forniamo, ancora una volta (8), delle tabelle recanti degli esempi delle due parole semitiche NL e S'AN, con a fianco i riferimenti ai documenti nuragici (v. figg. 5 -6) e con corredo di alcuni esempi documentari (v. fig. 5.1; 5.2; 5.3; 6,1; 6.2; 6.3). Non  riportiamo però, per motivi di spazio e di opportunità di sintesi,  le numerosissime volte in cui sia la voce NR sia la voce S'AN sono attestate con segni pittografici o ideografici logografici (9).
  Si osservi che la voce NL può essere resa in scrittura (e quindi in lingua nuragica semitica arcaica ) col secondo grafema dato indifferentemente da entrambe le liquide (lamed oppure resh, quindi elle o erre ).  Nella tabella la voce NL compare  8 volte, NR 4 volte. Compare cioè meno attestata la parola che invece nella Bibbia risulta essere l'unica attestata  (10)
    Si osservi ancora, al fine di capire il particolare  'modus scribendi' degli scribi  nuragici di fronte a certe  parole (nl/nr, yhh/yhw, yhwh, il/ili, bn, 'ab, ecc.) che sia NR che NL  risultano  spesso voci composte da consonanti agglutinate o in legatura o in nesso.  

Figura 5
          Figura 5.1                                          Figura 5.2                                                  Figura 5.3

Figura 6
     Figura 6.1                       Figura 6.1                            Figura 6.3 

   Accertato dunque che nel secondo riquadro della brocchetta sussiste la svastica con le cinque lettere di tipologia protocananaica e che la lettura fonetica in senso orario ci offre le voci NL e S'AN non è difficile ricavare sia il motivo della presenza della svastica sia delle lettere che insistono in essa. Come non  è difficile, conoscendosi ormai molto bene  il valore ideografico logografico del quadrato, del quattro o del rombo (11) nella scrittura nuragica, ricavarne il significato  preciso. Pertanto se noi mettiamo in sequenza tutti i segni presenti nel disegno avremo : quadrato + svastica + NL + S'AN. Avremo cioè l'espressione Forza ('az אז) della eterna ('olam עולם) luce (nl נר) santa (s'an צען). 
    Mettiamo ora confronto un particolare della scritta di Murru Mannu di Tharros (già  analizzata  nella prima parte del presente saggio) e questa parte della scritta della brocchetta. Si noterà che entrambe le scritte fanno ricorso allo stesso  accorgimento: usare la svastica  ai fini di proporre sia il significato della svastica come segno logografico a sé sia di scrivere 'a rebus' delle lettere consonantiche (v. fig.7) attraverso  i bracci della stessa. Ma mentre la svastica di Murru Mannu è orientata in senso antiorario quella della brocchetta lo è in senso orario. La prima reca tre lettere  (beth. zayin e lamed) e la seconda cinque ( nun, lamed, sade, 'ayin, nun). 

Figura 7

     Apparentemente il motivo sembra dare in comune solo la svastica con il valore di 'eternità', l'uno riferito a zbl (dimora eterna) e l'altro a nl sa'an (eternità della luce santa). Ma se si mette a confronto l'intera sequenza con i segni pittografici e lineari delle due scritte si noterà che voce fondamentale di esse è la parola nl:

Scritta di Murru Mannu: Casa della luce dimora eterna del santo YH (r.) santo IL
Scritta della brocchetta:  Forza della eterna luce Santa.

    In entrambe le scritte  si fa riferimento al concetto di 'luce eterna', quella luce la cui eternità viene  suggerita (non solo per i nuragici semitici ma per i molti popoli che la usarono)  dal movimento rotatorio ciclico o circolare del segno pittografico. Purtroppo, come si è detto in apertura, non è possibile leggere con chiarezza tutto il contenuto del primo segno  a cornice della brocchetta. Ma è del tutto chiaro che anche quel segno è scrittura complessa che  tende a dare ulteriore senso e forse quello fondamentale se la lettura dei due segni complessi dovesse partire, come di norma, dalla destra. Ci sembra di capire che all'interno della cornice insista un segno triangolare taurino reso proprio con quei segni a zig -zag attraverso i quali, reiterandoli per sette volte, la scritta di Murru Mannu rende il nome del dio cioè  di yh. Se così fosse è evidente che si avrebbe una lettura che eliminerebbe  quasi interamente le differenze delle due scritte. Perché si otterrebbe espressa con analogia pittografica 'anche' la divinità dalla quale  promana quella 'luce eterna santa'.  
   In ogni caso, possiamo tranquillamente affermare che sia la scritta di Murru Mannu di Tharros sia la scritta della brocchetta appartengono ad una tipologia di scrittura a rebus in mix tipica del nuragico e per di più conforme ai requisiti richiesti dalla 'griglia di Sassari' (presenza di pittogrammi, di segni lineari, di agglutinamenti, della numerologia, ecc.). Inoltre aggiungere che  entrambe manifestano un lessico non nuovo ma  anch'esso tipico del linguaggio formulare semitico nuragico (nl, s'an, 'az, 'olam, il, yh).  
   E' quindi appena il caso di sottolineare che non solo la presenza  specifica della svastica in nuragico con un ben preciso valore ma anche ogni aspetto della scrittura della brocchetta  tendono a illuminare ancora di più il quadro archeologico - epigrafico di riferimento di riferimento  e ci consentono di respingere  fermamente l' ipotesi avanzata da G. Garbini che i segni di Murru Mannu di Tharros possano appartenere alla cultura 'divinatoria' dell'aldilà dei Filistei.
   Naturalmente coloro che sono ormai abituati a osservare attentamente e a quindi a leggere sino in fondo e a tenere in debito conto tutti i dettagli della 'scrittura' della brocchetta (soprattutto i valori fonetici dati dalla scrittura 'con' ovvero quelli suggeriti dal supporto stesso) si saranno resi conto che ci sarebbe dell'altro di 'sostanzioso' da aggiungere;  perché la 'luce' e il segno della  'divinità' sono le prime parole che lo scriba riporta per dare senso profondamente e solo religioso all'originario laico e prosaico manufatto. Ma su questo tipo di scrittura, adoperata in maniera  così esuberante dagli scribi nuragici e presente anche (e soprattutto) nella scrittura geroglifica egiziana (12), ci sia consentito ritornare con un articolo specifico che riguarderà questo e, forse, altri documenti ancora. Quelli che per fortuna non cessano di emergere dall'oblio e di stupirci per la loro continua originalità.              

Note e riferimenti bibliografici

1. Sanna G., 2012, Scritta di Tharros. Garbini: la buia 'dimora' filistea di Ba'al Zebul. No, il tempio luminoso e la dimora eterna di 'el yhwh (I); in http://monteprama.blogspot.it/  ( 9 Novembre 2012).
2. Il saggio completo sarà pubblicato nel numero del mese di dicembre (secondo semestre) del 2012  o nel numero di giugno (primo semestre) del 2013 nei numeri 64 - 65 di Monti Prama. Rivista di Quaderni Oristanesi.  
3. Fadda M.A., S'Arcu 'e is forros. Nuragici Filistei e Fenici fra i monti della Sardegna; in Archeologia Viva, anno XXXI n.155, Settembre/Ottobre 2012, pp. 46 -56.
4. Sanna G., 2012, Tanit, il Toro eterno celeste e i versetti 3 e 4 del libro della Genesi (II); in http://monteprama.blogspot.it/ (21 Novembre 2012).
5. Personalmente ritengo che del manufatto nuragico presentato dal signor  G. Fadda solo questa parte offra dei dati epigrafici. Ma per saperlo bene bisognerà attendere il completamento della ricerca in corso che riguarda non solo il luogo dove la brocchetta è stata rinvenuta e in quali anni  ma anche chi, eventualmente,  la detiene.  Bisogna tener presente che ormai è passato molto tempo (fine del secolo scorso) da quando, senza che purtroppo nessuno se ne accorgesse e segnalasse il dato, è stata resa pubblica la presenza di un oggetto così importante sul piano sia archeologico che epigrafico.
6. I documenti nuragici con i 'segni'  della scrittura nuragica sono attualmente 110  (gli ultimi 3 sono quelli di cui si parla nelle tre parti del presente saggio). C'è da dire però che una recente visita di uno dei collaboratori di questo Blog nel Museo Archeologico Nazionale di Nuoro, con la 'scoperta' di altri due chiari documenti epigrafici (di cui presto si dirà), nonché varie segnalazioni in diverse parti dell'Isola  portano a ritenere che entro la fine del presente anno il suddetto numero sia destinato ad aumentare.     Perché il lettore si renda conto della portata  storica di ciò che sta accadendo in Sardegna dal punto di vista  archeologico - epigrafico circa la documentazione di scrittura 'nuragica' dell'età del bronzo (e anche del Ferro) sappia che attualmente la scrittura nuragica di tipologia protocananaica in mix (rinvenuta in 17 anni circa) conta  più del doppio dei documenti  rinvenuti in tutto il secolo scorso nell'attuale territorio che comprende la Siria,  il Libano e la Palestina.  Abbiamo detto altre volte circa questa anomalia (si pensi però che il divario numerico  potrebbe essere di gran lunga più notevole se alla  ricerca collaborassero, in qualche modo, le due sovrintendenze!) ma sempre per segnalare il progresso continuo della documentazione sarda.  E perché si capisca ancora meglio il fenomeno, i non pochi che hanno visitato la Mostra Didattica Permanente della Scrittura Nuragica di Macomer, inaugurata nel Novembre del 2011 (casa del poeta Melchiorre Murenu), sappiano che oggi occorrerebbe un numero quasi doppio di pannelli (cioè circa ottanta e non quaranta) per  illustrare tutte le novità epigrafiche emerse in un solo anno!
7. Sanna G., Scrittura nuragica: ecco il sistema. Forse unico nella storia della scrittura; in Monti Prama. Rivista Semestrale di cultura di Quaderni Oristanesi, n.62, Dicembre 2011, pp. 25 - 38.
8. Si veda ad es.  per la voce 's'an', Sanna G. 2011, Yhwh e la scrittura nuragica: un successore di Aaronne con il diadema della santità nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari; in gianfrancopintore bolgspot.com  (17 Dicembre). 
9. Si tenga presente che nella scrittura pittografica/ideografica  la voce nr/nl è rappresentata o dal  disco luminoso o dal cerchio oppure dal numero 12 (il numero sacro del calendario solare e lunare) realizzato quest'ultimo  in svariati modi; mentre la voce  sa'an  viene espressa con il numero 'sette'.  Si vedano per la voce nr/nl  Sanna G., 2011, L'emblema del Museo Archeologico di Nuoro. Decorato? No, scritto (III); in gianfrancopintore Blogspot.com (17 maggio);  per la voce sa'an (il sette) unita al nl/nr (cerchio) il cosiddetto 'focolare' del Nuraghe Funtana di Ittiri ( v. Galli F. , Ittireddu. Il Museo e il territorio, Delfino ed.  Sassari, p. 16).
10. Con significato di 'lampada' del tempio (Es. 25:37)  o della casa (Prv. 31:18) o di Dio (yhwh) in 2 Sam, 22, 29.
11. Sanna G., 2011, L'emblema del Museo Archeologico di Nuoro., cit. 
12. Losi A.,  2012, Scrivere con gli oggetti? In Egitto lo facevano 5000 anni fa: in gianfrancopintoreblogspot. Com (18 gennaio).