sabato 15 dicembre 2012

Lingua protosarda e Wikipedia: qualche breve considerazione.

# Gigi Sanna e il codice nuragico

di Gigi Sanna

Che la voce 'lingua protosarda' dovesse far parte dell'enorme serbatoio dell'enciclopedia mediatica mondiale e dovesse avere un spazio specifico tutto suo mi sembra non solo giusto ma assai utile per tutti coloro che, addetti ai lavori o non, vogliono farsi una qualche idea di 'cosa' si sa oggi del 'come' si parlava e di 'chi' parlava nell'Isola nel periodo dell'età del bronzo e del Ferro. 
  Chi si è sobbarcato il difficile compito di fare una sintesi iniziale, per un lavoro in progress (come sono d'obbligo in progress tutti quelli che formano il lessico 'esplicativo' del più grande vocabolario enciclopedico universale), vedo che suda le classiche quattro camicie dal momento che, inevitabilmente, si trova a 'fare i conti' con non pochi studiosi  'viventi ', i diretti interessati,  i quali, rispetto a quelli che ormai non ci sono più (storici, linguisti e archeologi che siano), godono di un certo vantaggio e fanno quello che proprio non dovrebbero: trinciano giudizi su questo o su quello, mostrano (anzi ostentano) la loro dottrina, disquisiscono, fanno elenchi mostruosamente indiscreti  di lessico e di radici 'probanti', parlano dei loro studi minimi e massimi (mentre ne annunciano degli altri), citano coloro che con medaglie più o meno lucenti approvano e fanno applausi, vogliono con forza un posto in prima fila (mentre vorrebbero gli altri nel 'volgo' della seconda o della terza), danno subito addosso a chi interviene nella cosiddetta 'discussione', polemizzando continuamente e asfissiando  il ' creatore' della voce. 
Tre quarti della detta 'discussione'  risulta tutto un assurdo per vanità e fa specie vedere che proprio coloro che spaccano il capello in 10 parti per ottenere risultati in qualche modo 'scientifici' non riescano a capire quello spirito che i wikipediani DOC difendono e spiegano continuamente: non esistono in wikipedia privilegi di sorta, non si respingono  né tanto meno si disprezzano, come si fa normalmente nel mondo cosiddetto scientifico, le parole di chi su un certo fatto  dissente e dimostra con i suoi studi (cioè con un lavoro sufficientemente accettabile per rigore e per metodo) opinioni diverse (e spesso anche molto diverse) da quelle correnti, giudicate e proclamate spesso le sole scientifiche solo perché accolte dalla maggioranza (quasi che fosse il numero a far scienza!) degli studiosi.
   Lo spirito di wikipedia è proprio quello di affiancare, senza che nessuno si offenda e prenda cappello per una certa quale nobiltà di posizione, per una presunta aristocraticità di metodo e di ambienti della ricerca, il piccolo al grande, il professore all'alunno, il principiante all'esperto, il docente universitario al maestro elementare, la celebrità alla completa nullità. 
   Spetta dunque alla sensibilità (è chiaro che qui non si può eliminare una certa umana 'soggettività')  del proponente, che necessariamente non deve essere un super esperto,  ma sapere quel tanto che basti per comporre una scheda ottimale formata da tante schede illustrative, fornire il cosiddetto panorama degli studi e, quando non v'è certezza, comporre il quadro sintetico di tutte le ipotesi sostenute sia  in diacronia che in sincronia. 
  Spetta ancora alla sua sua sensibilità (che certamente potrà e dovrà crescere durante la 'discussione' aperta non per egoismi e per la gloria e la visibilità del singolo ma per la chiarezza informativa e, si direbbe, per la gloria di tutti e del  tutto), spetta al suo equilibrio mosso da  'giustizia' mettere di più o di meno sulle singole ipotesi, togliere il troppo e il vano, evitare la 'lottizzazione' e, soprattutto, respingere la  pressione di chi molto ostenta per essere ostentato, parla o sparla degli altri senza averne alcun diritto ( in una sede di tolleranza e di profondo rispetto!), che si compiace di sottolineare presunti errori altrui, che quasi quasi tende a suggerire chi va citato e chi non, persino chi va espulso perché indegno di stare tra 'cotanto senno'.
   In un campo così scivoloso e minato qual'è quello linguistico quando è  basato (com'è basato prevalentemente), sulla toponomastica e su presunti relitti linguistici di una lingua ritenuta scomparsa, ergersi a paladino di verità assolute di ieri e di oggi, mostrare troppa sicurezza, giurare per il 'giusto' , per il 'vero' e per il 'buono' solo circa il proprio lavoro, è la cosa peggiore che si possa fare. Perché le ipotesi sono davvero tante, ma la certezza nessuna: tant'è che se si prendono cento studiosi che indagano sulle lingue estinte non se ne troveranno due che vadano totalmente d'accordo. Questo in genere si troverà (quando lo si troverà) sarà solo su quei punti che possono 'convenire' per la giustezza della dimostrazione reciproca. Altrimenti si tratterà  perlopiù di  un concordare per 'prestigio', dal momento che chi concorda con una autorità parte già con il vantaggio fornitogli da questa. Non mi è mai capitato di vedere uno che concorda, cita continuamente e fa leva sulla scienza di  un fresco anonimo dottore ricercatore. 
   Detto questo resta da dire che è proprio inutile che uno sbraiti e  magari conquisti, magari per stanchezza,  uno spazio   di 'pubblicità' che non merita. Anzi una vetrina troppo ampia può essere del tutto controproducente dal momento che proprio quella vetrina sarà soggetta ad essere esaminata di più e quindi più esposta delle altre  al vaglio della critica scientifica. Se si dicono amenità, e per giunta con spocchia,  saranno in migliaia e migliaia gli utenti che storceranno muso e naso e protesteranno in coro facendo un legittimo 'pelo e contropelo' a chi troppo presume. Sarà bene far notare che Wikipedia, per sua natura, così come con infinita pazienza tollera, accetta e quasi sorridente ingurgita l'effimero, con altrettanta impazienza accompagnata da smorfie, nel giro di poco tempo, tende, per lo più senza clamori, a non sopportarlo più e a vomitarlo.
   E resta da dire ancora che se la lingua paleosarda resta senza documentazione nessuno potrà vantare delle prove perché senza di esse anche le tesi di ricostruzione le più raffinate e apparentemente prive di sbavature non offriranno certezza alcuna. Magari possono 'affascinare' per certe enormi competenze linguistiche e per il lavoro certosino, per la forza dell'intelligenza dello studioso,  ma non convinceranno più di tanto. 
  Per questo motivo mi ha fatto piacere che il creatore di una voce, tanto difficile quanto spinosa per la posta in gioco, abbia fatto il mio nome circa  la 'luce'  emersa su di una possibile scrittura nuragica. Perché con essa oltre a dire il vero verificabile sull'esistenza di una certa documentazione (dove io come diretto interessato potrei dire, ma non lo pretendo, tantissimo altro) si tende già a porre prudentemente un certo stop alla debolezza di rigore scientifico insita nell'incipit apodittico iniziale circa la 'mancanza della scrittura'  acclarata per un dato periodo. Mi ha fatto piacere perché il creatore della voce dice, in qualche modo, che quella presunta certezza può non essere una certezza assoluta e che quindi spetterà ai lettori, soprattutto agli studiosi del ramo, verificarla sulla base di quelle non poche citazioni bibliografiche che fanno sì che quell'informazione  non resti gratuita,  senza significato e come campata per aria. Si dice, si suggerisce il dato con discrezione, ma con la speranza della pronta (e eventualmente anche cruda) risposta una volta esaminata bene la fonte .
  Proprio nello spirito della tolleranza ma anche nella consapevolezza che sulla voce non ci debbano essere ombre di disinformazione - sempre che il proponente ci ascolti -  mi permetto di dire che la frase che mi riguarda circa gli studi di Raffaele Pettazzoni sulla 'religio' dei popoli nuragici 'primitivi'  (così li chiama) non è esatta. Il celebre antropologo non asserì mai che Yhwh era la divinità venerata dai nuragici. Gli mancavano molti documenti della scrittura per capirlo.  Disse invece che quella  venerata nell'isola era una una divinità 'nazionale', cioè di tutto un popolo, paragonabile al dio supremo degli Israeliti e cioè Yhwh. Non disse neanche che era imparentata. Era solo 'paragonabile', associabile per certe evidenti analogie che sembrava indicargli la sola documentazione archeologica del tempo. 
  E si badi, non vado per niente a caccia di primogeniture; vado invece a caccia di quegli 'errori'  che possono ingannare coloro che si fidano troppo su quello (penso soprattutto agli studenti che 'copiano' troppo comodamente e acriticamente) che wikipedia non è né vuole essere.  Perché vuole essere miliardi e miliardi di velocissime pagine oneste di introduzione al sapere e alla scienza ma mai la scienza o la perfetta conoscenza. Sempre che questa esista. .