lunedì 14 gennaio 2013

Foto del giorno: Il segno taurino di Su Coddu, Sa Londra e di Bau Porcu

Fig 1:  il segno taurino inciso nell'accettina-amuleto proveniente da raccolta superficiale dall'insediamento prenuragico di Bau Porcu (Or)  attribuito da G. Lilliu al panorama culturale di S.Michele Ozieri  (3200- 2800 a.C, ca.) (1); Fig 2: motivo corniforme scolpito in rilievo nell'anticella d'ingresso delle domus de janas  di Sa Londra (Alghero, SS), figura che G. Lilliu  accostò a quella di Bau Porcu (1) e  attribuì  anch'esso alla cultura Ozieri (2); Fig 3 : il "toro" ,cronologicamente più giovane (Eneolitico antico - Sub-Ozieri - ca. 2850-2600 a.C.) proveniente dalla capanna e pozzo dell'insediamento di Su Coddu (Selargius, Ca) (3).

1: Arte e Religione della Sardegna Prenuragica Lilliu. G 1999 Ed C.Delfino. pag 83 :"(...) l'amuleto litico di Bau Porcus n. 142 mette in evidenza l'importanza e il valore taumaturgico del simbolo taurino che vi è inciso in disegno della testa di forma ovale sormontata da corna lunate come nelle protomi bovine scolpite nell'ipogeo di Sa Londra ad Alghero (...)  Amuleto e rilievo dell'ipogeo sono stati ascritti alla cultura di Ozieri.(..)Sembra un paradosso che un animale, come il toro, così pregnato di sacro e di mito da costituire l'ipostasi d'una divinità e utile nella realtà quotidiana della civiltà agricola, sia stata effiggiata soltanto con i segni della testa e delle corna e non invece con l'intero corpo. Sorte condivisa dall'ariete(..).Questo modo di offrire in immagine cifrata parte dell'animale, l'animale incompleto, non è dovuto ad inabilità dell'artigiano neolitico protosardo. Si tratta invece di una norma di rappresentazione fondata su idee e credenze le quali, anche se restano a noi sconosciute, hanno agito come regola di elaborazione del sistema artistico e religioso più remoto della Sardegna, per cui l'espressione animalesca si riduce a un mitogramma quando non diventa tabù. Si coglie dunque, per tale aspetto, una visione del mondo abbastanza singolare di gruppi sardi neolitici, divergente da quella di altre aree culturali con le quali, al contrario, la Sardegna del IV- III millennio a.C. procede in sintonia di clima ideale e di pratiche materiali in altre evidenze,come abbiamo visto. A conforto di tale anomalia sta la contrapposta ricchezza e varietà di espressioni artistiche dell'animale nella sua interezza, con la materia litica e la plastica in terracotta, tra i popoli agricoltori e allevatori neolitici e calcolitici dell'Europa del sud-est, della Penisola balcanica e italiana, del Vicino Oriente, dell'Egitto e dell'articolata area insulare del Mediterraneo centrale.(..)
2: Tanda, Giuseppa (1985) L'Arte delle domus de janas nelle immagini di Jngeborg Mangold 1985 Università degli Studi di Sassari . Ed Chiarella SS. Pag 124: "(...)  protome della parete sinistra, assai  degra- .data (..) è scolpita all'interno di una cornice a bassorilievo (larghezza m. l,20, altezza m. 0,93; larghezza della cornice m. 0,15 ai lati verticali e m. 0,10-0,11 sui lati orizzontali). Essa presenta un'ampiezza di m. 0,88 nel motivo esterno, di m. 0,82 nell'interno, una larghezza, rispettivamente, di m. 0,02 e m. 0,06, uno sbalzo di m. 0,02-0,01. La testa, di forma semicircolare, è lunga, rispettivamente, m. 0,28 e "m. 0,17, larga m. 0,28 e m. 0,11. (..)  Esse ricordano assai da vicino la protome bovina incisa su di un' accettina-amuleto ·di cultura S. Michele - proveniente da Bau Porcos (Oristano - che permette di attribuirle alla  cultura di S. Michele.Nell'ubicazione su pareti contrapposte dell'anticella le protomi di Sa Londra richiamano le figurazioni bovine della Roccia dell'Elefante (cat. 25), di Calancoi IV e VI (Sassari) (tutte del medesimo tipo) e quelle della tomba XXX di Anghelu Ruju (Alghero). Queste protomi si riferiscono, presumibilmente, alla fase in cui le cerimonie del culto avvenivano nell'anticella. (...)
3: L'insediamento prenuragico di Su Coddu (Selargius-Ca). Notizia preliminare sulle campagne di scavo 1981-1984. GIOVANNI UGAS - GLORIA LAI - LUISANNA USAI Soprintendenza Archeologica di Cagliari 1985 : " (...) frammenti di ceramica giallastra o rossastra (..) esemplari 12-16 di Fig. 13 (..) sono stati rinvenuti nella capanna e nel pozzo, ma si ritiene che la maggior parte di essi siano da riferire alla fase sub-Ozieri. I confronti più stringenti  si ritrovano nell'ambito delle capanne di Pirri; alcuni frammenti con decorazione dipinta sono stati, inoltre, ritrovati nel villaggio di Monte d' Accoddi presso Sassari e a Monte Ollàdiri di Monastir .