lunedì 4 febbraio 2013

Il coniglio del signor B.

di Francu Pilloni

Tutti, ma proprio tutti tutti, dicono che il signor B. ha tratto un coniglio dal cilindro. Un coniglio vincente con un nome nuovo che per noi sardi delle campagne sa terribilmente d’antico, come il nome dato al giogo dei buoi che era sempre un messaggio, neanche tanto segreto, ma certamente in codice, per i fatti della vita: Sennoreddu-Graziosu (Giovin signore-Attraente) erano i nomi dei buoi di mio zio che, a 35 anni, ancora non aveva trovato l’amore della sua vita e si metteva sul mercato, come oggi si fa in rete o sulle riviste specializzate. Hoi mi negas – crasi mi bramas (Oggi mi rifiuti – Domani mi brami) erano i nomi del giogo di un contadino a cui una bella ragazza aveva risposto picche alle proposte di matrimonio avanzate tramite paraninfo. Anche il nome del coniglio del signor B. è un messaggio vero e una promessa autentica, di quelle convincenti, elettoralmente parlando: “Indietro l’IMU”. Nome che fa riecheggiare nelle orecchie dei maggiorenni le note e i ritmi di quel “Cacao meravigliao”, il fortunato show della compagnia Arbore. Il che non dispiace al signor B., né al suo Alfao meravigliao che, nel giro di due settimane, si è visto promosso da battitore di cinghiali a capocaccia.

Ma è vero coniglio? Visto che tutti, ma proprio tutti tutti me compreso, ci siamo lanciati appresso, dovrei dire che di coniglio si parla, mentre invece è una lepre. Più precisamente una lepre meccanica. Un aggeggio coperto da una pelle di lepre vera, ma con motore elettrico comandato a distanza: più ci andiamo appresso e ci avviciniamo, più la lepre elettrica aumenta la sua corsa sotto gli impulsi del telecomando del signor B. così che ci sfianca tutti, specialmente appunto chi pretende di acchiapparla.

Questa cosa della lepre elettrica l’ho presa da ragazzo in un racconto che parlava di felicità da raggiungere su questa terra e la lepre era il congegno messo in pista nella corsa dei cani. Due settimane fa avevo espresso le mie inoffensive idee a proposito del professor Monti e lo invitavo a tener presente gli insegnamenti di quel Croce che aveva creato Bertoldo (il quale appunto lasciava libera una lepre allorché la muta dei cani del re stava per assalirlo), e di lasciar perdere quell’altro Croce che aveva rifiutato il popolo dei Qualunquisti alla Grillo. In verità, la tecnica del signor B. mi ha fatto tornare alla mente anche le “novità del Lunedì” di certo ministro dell’Istruzione che alla domenica le sparava grosse e ce le trovavamo nei giornali del lunedì, insieme ai risultati delle partite di calcio. Mi pare che Montanelli le avesse bollate come “misasate”, per cui è facile rifarsi al cognome del ministro democristiano dell’epoca.

Il signor B. dunque non è immaginifico, ma prende a piene mani dalla letteratura e dalla cronaca le sue tecniche d’aggancio della pubblica opinione italiana, ragion per cui, non ostante a Napoli dicano il contrario, qua tutti fessi ci fanno. Ancora una volta.

I media nazionali hanno fortemente insistito col preannuncio dell’avvenimento dichiarandolo, senza sapere minimamente di cosa si trattava, di una “proposta shock”: molti di questi mezzi d’informazione sono proprietà del signor B. e fanno quanto è loro richiesto, amplificando all’ennesima potenza l’annuncio e con esso l’aspettativa del popolo, come di un novello Mosè che scenda a sua volta dal Sinai; altri sono di proprietà degli avversari del signor B. e fanno, essi pure, il gioco del signor B.; altri ancora sono invece di “servizio pubblico” e fanno il loro mestiere strillando a più non posso, ma a favore di una corretta informazione dei cittadini, come dovrebbe essere se qualcuno ancora lo penserà, sempre che sia rimasto al 1 gennaio del 1948, il giorno di entrata in vigore della Costituzione.