venerdì 1 febbraio 2013

Siria, segni di un alfabeto del III millennio a.C.?

di Atropa Belladonna

Ve la ricordate la "Terra dei record" (1)? Spero di sì perchè essa non finisce di stupire. Questa volta a ovest dell' Eufrate, ma non troppo lontano da quel luogo dove Danielle Stordeur trovò intriganti segni incisi su piccole pietre risalenti al IX-X millennio a.C. (2). Qui parliamo invece degli ultimi secoli del III millennio e di Umm-el-Marra (figura 1), un sito che nella prima età del bronzo fu forse sussidiario a luoghi di potere come Ebla o Aleppo, ma fu anche sede di un acropoli che ospitò, tra il 2500 ed il 2200 a.C., una straordinaria necropoli d'elite  (3). 

Figura 1: localizzazione di Umm-el-Marra, Siria

Nella stagione di scavo del 2004 da una delle tombe del complesso, la numero 4, uscirono quattro cilindri frammentari di argilla leggermente cotta (4). La sorpresa furono i segni incisi su di essi (figura 2): Glenn Schwartz che dirigeva gli scavi scrisse sulla pagina web del progetto "Perforated clay cylinders with written (?) symbols from Tomb 4, upper level". 
Occorre dire che gli oggetti non fecero molto clamore: ne parlò Brian Colless sul suo sito, ne parlò con molto scetticismo Steve Farmer sul suo. Non finirono, che io sappia, sui giornali più o meno divulgativi. L'archeologo Glenn Schwartz era all' epoca  troppo occupato con gli  scavi per approfondire la questione. Di certo non se ne dimenticò, perchè ne aveva ben compreso l' importanza; nel 2010 vi dedicò finalmente un saggio, contenuto in un volume intitolato all' illustre assiriologo Benjamin R. Foster (5).


Figura 2: in alto, i 4 cilindri frammentari (foto e disegno di G. Schwartz); in basso, la tomba (veduta parziale ) in cui furono rinvenuti i cilindri (5).

L' articolo del 2010 è leggibile on-line ed è un esempio di ciò che potrebbe e, io credo, dovrebbe fare un archeologo di fronte a materiale epigrafico anomalo. Per inciso, è molto interessante l' esordio: "It is generally acknowledged that our understanding of the ancient Near Eastern reality would be better served if archaeologists were conversant in textual sources and philologists understood how to use material culture data. At the same time, it is obvious that this ideal is difficult to achieve, due to constraints of time, inclination, and talent. As an archaeologist, I was extremely fortunate to have Ben Foster as my Akkadian mentor, allowing me entrée into the world of Assyriology so as to inform and enhance my understanding of the ancient Near East.My Assyriological training also facilitated an awareness of the pitfalls and uncertainties of the philological enterprise, cautioning me against too much faith in philological opinion, a danger that other archaeologists not infrequently fall prey to. I therefore offer this modest contribution in tribute to Ben, in the hope that he will find this effort at textual “analysis” (albeit of an undeciphered text!) by an archaeologist of some interest."

Dopo aver fatto una puntuale analisi formale e metodologica dei ritrovamenti e dimostrato che  è praticamente impossibile che siano materiale intrusivo, Schwartz passa ad analizzare i segni: sono incisi a crudo, con uno strumento piuttosto rudimentale - propende per un bastoncino; alcuni segni gli sembrano pittografici, e almeno uno gli sembra che si ripeta.
Poi, ovviamente, la domanda fatidica: "Are these symbols examples of writing?[..]It seems unlikely that the characters on the Umm el-Marra cylinders are intended to be ornamentation, since they differ markedly from other examples of artistic decoration from third-millennium Syria and Mesopotamia[..]It is possible that the symbols are examples of semasiography, in which pictograms or ideograms function as mnemonic devices to represent ideas but not language. But the longer the sequence of symbols, the more likely that writing and not semasiography is involved. Fragment O-3b has at least four symbols in sequence and possibly more, depending on how one recognizes discrete signs[..]" e così via, procede per eliminazione, finchè non gli resta che concludere: "Such evidence lends support to an interpretation of the Umm el-Marra symbols as part of a writing system." 
Sì, ma quale? quello è il dilemma: lo script è di certo non cuneiforme, al contrario della metodologia corrente dell' epoca nella zona (famosissimo è l' archivio di Ebla, dove si utilizzava il cuneiforme accadico per scrivere una lingua locale). I segni sui cilindri di Umm-el-Marra non sono neppure riconducibili ai potmarks, marchi singoli o doppi che giravano nel mondo mediterraneo del III millennio e anche dopo, a fare non si sa bene cosa (5). E neppure sono riconducibili ai tokens, che giravano in Siria già dal IX millennio a.C.. Con i geroglifici egizi ed il codice pseudo-geroglifico di Byblos va un pò meglio, un paio di segni sembrano tornare, ma sono poco diagnostici e poco convincenti (5).

A questo punto capita a Schwartz di notare una cosa quanto meno intrigante: "If we compare the signs on the Umm el-Marra cylinders with early alphabetic characters from the Levant, it is possible to note some intriguing similarities, though their significance, if any, is difficult to assess.[..]While these comparisons are tantalizing, it is difficult to propose that the Umm el-Marra examples are very early (the earliest?) specimens of alphabetic writing, since their best parallels to known exemplars of alphabetic writing are relatively superficial and, more significantly, most are not comparable to the earliest alphabetic signs (such as proto-Sinaitic) but to late 2nd millennium/early 1st millennium BC forms, as illustrated by the Phoenician comparison smade above. If the Umm-el-Marra cylinders were examples of third-millennium alphabetic Semitic writing, one would expect a closer similarity to early 2nd millennium BC alphabetic examples than to later forms"

Mi spiego in due parole: queste caratteri siriani del III millennio somigliano di più ai segni dell'alfabeto fenicio del II-I millennio che al proto-sinaitico il quale è loro temporalmente più vicino! Ed è questo che lascia l' archeologo più sconcertato: è come se questi segni fossero rimasti latenti per oltre 1000 anni e poi fossero ricomparsi.

Già che ci siamo sconcertiamoci pure noi ed andiamo a rificcare il naso tra i "nostri" documenti, a  cercare il cerchio col puntino, il segno a lamed, il segno a Y o il segno a "zampa d'oca" (6). Quest'ultimo c'è perfino sullo spillone di Antas (6b, nr. 14). Oppure sbirciamo l' alfabeto nuragico aggiornato al 2011 (7) (Figura 3). Siria del III millennio chiama Sardegna del II-I?

Alla fine della sua minuziosa indagine, Schwartz conclude: "Given the paucity of convincing parallels to more distant recording systems, we can conclude that it is most likely that the clay cylinders from Umm el-Marra are examples of a local north Syrian system of recording whose use was limited in time and space. It is not at all improbable that they are examples of a system of writing. If so, it remains to be determined whether the system is logographic, syllabic, alphabetic, or some combination thereof."

A questo punto cosa rimane da dire? Forse possiamo solo commentare con le parole di Diodoro Siculo (8), che  Gigi Sanna ben conosce (9).
"But there are some who attribute the invention of letters to the Syrians, from whom the Phoenicians learned them and communicated them to the Greeks when they came with Cadmus into Europe; hence the Greeks called them Phoenician letters. To these that hold this opinion, it is answered that the Phoenicians were not the first that found out letters, but only changed the form and shape of them into other characters, which many afterwards using the name of Phoenicians grew to be common."
Figura 3: alfabeto nuragico aggiornato al 2011 (7)

(1) A. Belladonna, La Terra dei record. Anche nella scrittura? 11.10.2011, http://gianfrancopintore.blogspot.it
(2) a. D, Stordeur, Jer el Ahmar between  9500 and 8700 cal. B.C. A village at the outset of farming. A complex society.  In: Transitions en Méditerranée, Colloque international, Museum de Toulouse, 14-15.04.2011, pp. 12-16; b. Stordeur D., Jammous B., D’énigmatiques plaquettes gravées néolithiques. Archéologia, 1997, 332, 36-41.
(3) Glenn M. Schwartz, Hans H. Curvers, Sally Dunham, Barbara Stuart,  A Third-Millennium B.C. Elite Tomb and Other New Evidence from Tell Umm el-Marra, Syria, American Journal of Archaeology, 107, pp. 325-361, 2003
(4) Glenn M. Schwartz, Hans H. Curvers, Sally S. Dunham and Jill A. Weber, From Urban Origins to Imperial Integration in Western Syria: Umm el-Marra 2006, 2008, American Journal of Archaeology, 116, pp. 157-193, 2012
(5) Glenn M. Schwartz, Early Non-Cuneiform Writing?: Third-Millennium BC Clay Cylinders from Umm el-Marra. In: S. Melville and A. Slotsky (eds.), Opening the Tablet Box: Near Eastern Studies in Honor of Benjamin R. Foster, Leiden: Brill, 375-95, 2010
(6) A. Belladonna, http://monteprama.blogspot.it/ a. I documenti "ufficiali" della Sardegna arcaica (1 di 4)b. I documenti "ufficiali" della Sardegna arcaica (2 di 4) 26.01.2013
(7) Gigi Sanna, http://gianfrancopintore.blogspot.itL'alfabeto nuragico. Aggiornamento (al 2011): poche le sorprese, 12.02.2012
(8) Siculus, Diodorus; G. Booth (Translator); H. Valesius; I. Rhodomannus; F. Ursinus (1814). The Historical Library of Diodorus the Sicilian in Fifteen Books to which are added the Fragments of Diodorus. London: J. Davis., Volume 1
(9) Gigi Sanna, Sardôa Grammata. 'ag 'ab sa'ab Yhwh il dio unico del popolo nuragico, S'Alvure Oristano 2004, passim

(Atropa Belladonna)