mercoledì 27 febbraio 2013

Zuras, si prosegue…


di Piero
Nel libro “La luce del toro” del GRS, (Gruppo Ricerche Sardegna), si è illustrato uno studio del nuraghe Zuras, dotato di due finestrelle sopra l’architrave d’ingresso, responsabili del fatto che al solstizio d’inverno, quando il sole supera i 9° di altezza, come nel S.Barbara, si formano due figure taurine luminose nella nicchia centrale In questo blog Gigi Sanna ha interpretato le due figure in un bell’articolo.
Lo studio è proseguito di recente, restava da spiegare il ruolo di ben tre vani murali di forma quadrata attorno alla nicchia centrale; nell’ultimo solstizio d’inverno io e Romina abbiamo pensato di andare più a fondo con una visita: ad uno di questi tre vani si è data una risposta.

Il nuraghe ha l’ingresso rivolto circa a 130° di azimut, come il S.Barbara della Luce del Toro, per cui il primo raggio di sole non può entrare nella nicchia centrale se non raggiunge una certa altezza.
Ma proprio all’alba, inaspettatamente, si nota subito un raggio di luce entrare dalla 1° finestrella, posta sopra l’architrave d’ingresso, e sfiorare, illuminandolo, il primo vano murale posto a sinistra della nicchia centrale, formando una strana figura che ricorda un pò una bipenne dotata di un piccolo corno (fig.07.53, il numero delle figure indica l' ora). Questa è solo la fase iniziale, quando ancora non entra nulla dalla seconda finestrella posta più in alto.
Infatti a 10 minuti dall’alba si assiste a uno spettacolo suggestivo: il raggio si posiziona esattamente nel vano illuminandolo completamente, formando una figura simile alla bipenne proposta da Gigi Sanna; contemporaneamente la luce dell’ingresso punta sulla base formando una sorta di figura con due piccole corna, ma, cosa ancora più suggestiva, inizia a entrare luce dalla seconda finestrella, formando un punto di luce sopra il vano murale.
Si è presentato ai nostri occhi uno spettacolo che si può vedere nella seconda foto, (fig.08.03).
Proseguendo, col passare dei minuti, si formano lentamente i due tori, dalla seconda finestrella il cerchio luminoso si apre prima in figura bipenne, poi toro, mentre il toro iniziale della prima finestrella diventa una figura “a sigma”, la bipenne proposta da Gigi, poi le due figure restano per qualche minuto all’interno della nicchia centrale per poi gradatamente uscirne sulla destra.
Contemporaneamente la luce dell’ingresso scende lentamente al livello del piano di calpestio, quasi a formare una “HE”(fig.08.17-08.33-08.43-08.48).
Stavamo riflettendo su quando accaduto, quando ecco che un cerchietto di luce entrato dal nulla, si posiziona al centro della camera, risultante essere poi un piccolo triangolo (fig.09.37-09.47), ed è potuto entrare da un lato dell’ingresso quasi due ore dopo il primissimo raggio iniziale. Non si è in grado di dire se quella piccola apertura ci sia dall'epoca di costruzione o sia stata aperta successivamente.
Il tutto comunque apre nuovi interrogativi su questo nuraghe, la luce nel vano, le tre figure, la formazione e il posizionamento dei tori nella nicchia, tutto fa pensare a una sorta di cerimonia rituale, le tre figure hanno un forte valore simbolico, o addirittura avere un significato epigrafico, resta comunque il dato scientifico certo dell’allineamento misurato e fotografato al solstizio. Una visita successiva, dopo oltre un mese ha rivelato le figure non allineate con vano e nicchia, per cui secondo noi i raggi che illuminano questi ambienti sono stati volutamente ideati nel progetto stesso del nuraghe, e ciò tende ancora una volta a sottolineare la perizia astronomico-costruttiva del popolo che edificò queste costruzioni.
La ricerca continua.




fig.07.53

fig.08.03
fig.08.17
fig.08.33
fig.08.34
fig.08.43
fig.08.48

fig.09.37
fig.09.47