venerdì 29 marzo 2013

I codici europei dell' età del Bronzo. 2: le tavolette enigmatiche

Tra la fine del III millennio e la metà del II a.C., quindi un pò prima dello script delle isole Lipari, si sviluppa tra l' Italia del nord e l' Europa centro-orientale un sistema comunicativo a tutt'oggi indecifrato: quello delle tavolette enigmatiche o, alla tedesca, brotlaibidole (1).  

La locandina della mostra sulle "tavolette enigmatiche",
2011, Manching Germania
Ecco come sommarizza il fenomeno Simona Marchesini, dell' Università di Verona (2) "Si tratta di piccoli manufatti in terracotta, più raramente in pietra, di piccole dimensioni e forma ovoidale. L'area di diffusione delle tavolette enigmatiche comprendeva regioni abitate da popoli diversi, parlanti lingue differenziate, che poi in epoca storica si chiameranno italico, celtico, germanico, ungherese, slavo... Eppure questi piccoli oggetti, con la loro limitata varietà di sintassi e di simboli, dovevano essere compresi nel loro codice da tutti questi popoli, dovevano valere come veicolo di una comunicazione particolare, come mezzo per il trasferimento di informazioni specifiche." 
Quali fossero queste informazioni specifiche è ancora tutto da capire. nel frattempo si raccoglie, si fanno mostre, si crea un corpus, straordinario sia per variazioni che per ripetizione di segni. Si crea un sito, multidisciplinare, dedicato a questi piccoli e preziosi testimoni. Se ne discute, da oltre 100 anni, ancora non si è giunti ad un accordo nè tanto meno ad una decifrazione: ma di certo non se ne nega nè l' esistenza nè la valenza. Il fulcro della ricerca è il Museo di Cavriana (MN),  dove nel 2010 si fece uno storico convegno internazionale accompagnato da una mostra.

Scrittura? In un' epoca come la nostra, dove il lessico sui codici di comunicazione sta cambiando è un pò difficile definirlo: oggi si parla da una parte di non-verbal and non-literary usages of writing in the ancient world, mentre dall' altra si rimane ancorati, per queste forme, all' arcaico termine "decorazioni". Un termine del resto OBBLIGATORIO in alcune regioni, soprattutto se si parla di Nuragici a livello universitario o nelle stanze della Soprintendenza. Al massimo, è lecito parlare di "sintassi decorativa".
Figura tratta dal rif. 2: cartina di distribuzione per le tavolette enigmatiche
Riporto infine le parole illuminanti della Marchesini sulle tavolette enigmatiche (2): "Osservando la cartina di diffusione delle tavolette enigmatiche in una vasta parte dell’antica Europa e analizzando il repertorio di segni impressi, limitato a poche forme essenziali con le loro varianti, ci rendiamo subito conto dell’efficacia che il sistema di comunicazione qui rappresentato doveva avere per i suoi utenti.[...]Il periodo d’uso, esteso per oltre cinque secoli, fa del codice delle Tavolette Enigmatiche un felice strumento di comunicazione adatto a grandi distanze e quindi dotato di particolare efficacia. Al pari del nostro alfabeto di origine semitica, utilizzato dalla maggior parte delle popolazioni d’Europa in forme sempre modificate e rinnovate, fino a raggiungere il nostro alfabeto moderno, anche qui il repertorio di base dei segni si diffonde nelle varie regioni dell’Europa centrale e orientale con modifiche.
Talvolta si assiste a concentrazioni geografiche di alcuni gruppi di segni. Abbiamo però motivo di pensare che a differenza della varietà degli alfabeti dei popoli europei, che esprimono lingue diverse, i “testi” delle tavolette enigmatiche dovessero essere, al di là di ogni lingua specifica, compresi da tutti i popoli che partecipavano a questo sistema comunicativo. A differenza degli alfabeti, la capacità informativa di questo codice deve essere stata limitata: le informazioni tra smesse dovevano appartenere ad una categoria ristretta di significati. È per questo probabilmente che il sistema delle tavolette enigmatiche subisce, insieme alla cultura che lo esprime, un definitivo e inappellabile declino, con il volgere del XV secolo a.C.".  

(1) Stella del mattino e della Sera, Segni dall'antichità: in Lombardia li studiano tutti, persino gli archeologi, gianfrancopintore.blogspot.it, 18.09.2010
(2) S. Marchesini, Comunicare a distanza con le tavolette enigmatiche, Letter, commento a : in A. Piccoli, R. Laffranchini (a cura di), “Enigma. Un antico processo di interazione europea: le Tavolette Enigmatiche/An ancient European interaction: the Enigmatic Tablets”, Cavriana, Villa Mirra, 16 settembre-15 dicembre 2010, Cavriana 2011, pp. 43-44.