lunedì 11 marzo 2013

ISTANTANEA DEL CITTADINO DEP/SEN

di Homo Neoliticus

Ieri si sono ritrovati in hotel a Roma, oggi si recano i cittadini-dep a Monte Citorio, i cittadini-sen a Palazzo Madama: come nuovi eletti, hanno da sbrigare alcune pratiche burocratiche. I media ce li hanno mostrati sorridenti, chiassosi come studenti al primo giorno di scuola, in pochi a disagio, tutti sicuramente decisi a percorrere sino in fondo il cammino istituzionale assegnato dai cittadini elettori.
Qualcuno, o forse non pochi fra quelli che hanno esperienza su come vanno le cose dentro i palazzi del potere, pensa che i cittadini dep/sen siano, o possano cadere, in angoscia e in contraddizione, allorché saranno chiamati a dire dei no pesanti e decisivi, mettiamo al tentativo di un governo Bersani, perché sarà gioco facile per i media farli apparire come dei gravissimi no all’Italia tout court.

Quel qualcuno, anche se dovessero essere in tanti, sbaglia. E non sarebbe la prima volta. 
Si sbaglia di sicuro e di continuo quando si continua a pensare che la realtà non possa evadere dai “desiderata” delle congreghe al potere. Che spiegazione si può dare infatti ad un Bersani, e alla semi-maggioranza del PD, che procede verso un’ineluttabile collisione contro lo scoglio dei cittadini dep/sen? Pensa Bersani, e la sua finta maggioranza nel PD, che alla fine i cittadini/sen si arrenderanno per non passare come affossatori della patria di fronte a tutti i telegiornali e agli amici rimasti a casa?
L’abbaglio è colossale e si ascrive di diritto nella collana delle realtà simulate, sino a qui costruita dal PCI/DS/PD+residui DC + avanzi di Rifondazione/Verdi, dal 1994.
Se vi è una certezza, oggi in Italia, è questa: i cittadini dep/sen hanno ben chiaro in testa due o tre cose semplici e coerenti:
1 – sono stati chiamati da Grillo e votati dai cittadini per salvare l’Italia dai partiti e dalla corruzione che li pervade ad ogni livello;
2 – che l’Italia si salverà solo alle condizioni che essi hanno espresso in campagna elettorale, insieme a chi condividerà per intero il loro programma;
3 – che i tempi per fare o disfare un governo non è nel potere del PD, ma del M5S;
4 – ogni sì e ogni no che finora ha detto Grillo e poi diranno essi stessi saranno improntati all’obbiettivo che si sono proposti.
Resta inteso fra loro che, stante l’incondizionato accordo, non se ne parli neppure al telefono con colleghi o amici, perché sanno di essere sotto controllo. Inoltre sono consapevoli che, essendo i politici e i politologi avvezzi a navigare in un mare di parole, per questi rimane del tutto incomprensibile il silenzio. 
Più avanti si vedrà, quando tutti saranno dotati di telefonini criptati.

Ora, il mio ragionamento e le mie supposizioni peccano di ingenuità. Lo vedo da me.
E se torno a Bertoldo (sempre lui!) per difendermi, chiedo venia: ma chi può negare che, in una società sconvolta da quotidiani sotterfugi, dalle sottigliezze, dalle furbizie di ogni genere e specie, l’umile verità costituisca un’inattendibile notizia, la più sconvolgente che ci sia?
A m. m. a. (a mio modesto avviso), lo ha capito Napolitano e pochi altri. Purtroppo, o forse per fortuna, il Presidente non scrive articoli di fondo, ma fa ben altro che, io credo, ci stupirà per la semplicità delle motivazioni poste a sostegno del suo decidere. 
L’Italia tornerà ad essere comprensibile, oltre che più giusta e un poco onesta? 
Una via esiste ed è segnata, ma non ha scorciatoie per i furbi: è quello che pensano i cittadini dep/sen e gli elettori troppo giovani, oppure troppo anziani, comunque matti tutti quanti, che li hanno votati.