martedì 26 marzo 2013

ISTANTANEA DELLO SGUARDO DI GRILLO

di Homo Neoliticus

Immagine da questo sito 
Si può negare il magnetismo degli occhi di Grillo quando si rivolge alla folla con una domanda retorica e implora un sì o un no, secondo il bisogno? Difficile farlo, anche perché il tono della sua voce, un misto fra l’adulto irriverente e il bambino lamentoso, disarma l’interlocutore e lo conduce a pensare come egli ha appena detto di pensarla. Ora che l’obbiettivo politico di Grillo gli si è fatto vicinissimo, lo fisserà intensamente sino a far convergere gli occhi in uno sguardo da strabico che poco ha di seducente? O riuscirà a vedere oltre, a sviluppare una visione laterale, come dicono i pallavolisti, per cui il suo sguardo assumerà il connotato di strabismo di Venere, che lo renderebbe ancora più affascinante?

So che Grillo non ha bisogno di consigli; ha chi gliene dà di vincenti. Tuttavia, un suggerimento che viene dal passato, da uno che ha dato fiducia alla sua impresa concedendole il suo voto almeno alla Camera, potrebbe starlo a sentire, per poi decidere come meglio crede.
Questa sera incontrerà Bersani. Ma si è chiesto chi è oggi Bersani? È un vicino di casa a cui è cascato l’asino nel pozzo; la sua richiesta d’aiuto è disperata. Certo che ha arenti e amici, ma sono distanti; servono due braccia subito, prima che l’asino affoghi. Che farai tu Beppe Grillo? Prova a fare questa domanda a chi ti ha votato; prova, se ti riesce, e so che ti riesce molto bene, ad ascoltare le risposte, questa volta, per una volta, non indotte dal tuo sguardo magnetico.
Pensa, Beppe Grillo, che l’asino dentro il pozzo siamo noi tutti, lavoratori, studenti e pensionati: non ti è concesso di lasciarlo annegare, non puoi fare tuo il grido di “Muoia Sansone con tutti i Filistei!”.
E pensa ancora, Beppe Grillo, che mentre tirate su l’asino, tu sei nella posizione ideale per porre una serie di condizioni al Bersani, che non è in grado di rifiutarne alcuna, per salvare l’asino e per salvare se stesso dai nemici che stanno a sbirciarlo da dietro un muretto, in attesa che caschi pure lui dentro il pozzo.

Infine, Beppe Grillo, ricorda che non ti sto chiedendo di sposare in nozze civili il Bersani, ma solamente di accompagnarlo per un tratto di strada, deciderai tu quando e come mandarlo in pensione. 
Molti altri stanno ancora nelle loro trincee di privilegi; Bersani è l’unico che si è arreso. 
Non hai gridato a tutti: arrendetevi e vi daremo salva la vita?
È l’ora non solo di essere diversi, ma di apparire diversi: mantenere le promesse, onorare gli impegni è una rivoluzione di per sé, in questa Italia di prebendati.