lunedì 11 marzo 2013

SEEE..SEEE...SExtus! Salute professore!

di Stella del Mattino e della Sera

Bollettino medico. Si ripresenta inaspettatamente  la SExtite di R.Z., stimato professore di epigrafia latina all'egregio Ateneo di Sassari. Già manifestatasi in duplice modalità e in tempi non sospetti a fronte di navicella nuragica scritta (fig.1), la sintomatologia appare oggi recidivante davanti a pietrone basaltico con iscrizione (fig.2). 


fig. 1: Prima subdola manifestazione di SExtite, nel 1996. Con lettura SExtus NIpius. All' epoca il disagio si manifestò con miraggi di E inesistente. Ne rimane preziosa testimonianza in: Zucca, Raimondo (1996) Inscriptiones latinae liberae rei publicae Africae, Sardiniae et Corsicae. In: L'Africa romana: atti dell'11. Convegno di studio, 15-18 dicembre 1994, Cartagine, Tunisia. Sassari, Editrice Il torchietto. V. 3, p. 1425-1489. 

Durante il primo attacco il professore allucinò la E.
Più di recente l' abbreviazione si arricchisce di segno ancoriforme.
Il panico di fronte all' ubiquitario SExtus inibisce questa volta il professionista all' esplicita pronuncia  del fatidico prenome.

I medici però non sono nati ieri: han subito compreso che si ritrovano a dover fronteggiare grave ricaduta, dopo ben 16 anni durante i quali la malattia è rimasta latente.

fig. 2: Seconda manifestazione di ben più subdola e dissimulata SExtite, nel 2012. Di fronte alla lastra di Barisardo, il professore pare sia improvvisamente incanutito, pronunciando frasi rivelatrici, seppur frammentarie. In: R. Zucca, "Storiografia del problema della ‘scrittura nuragica’" in Bollettino di Studi Sardi, Anno V, numero 5, dicembre 2012


Lo staff  ospedaliero non si pronuncia sulla reversibilità della ricaduta, barricandosi dietro reticente silenzio.

Ci auguriamo di cuore che il professore non veda gli oggetti che per dovere di cronaca siamo andati qui a mostrare; in caso contrario veniamo a desiderare che non scatenino un riacutizzarsi dei sintomi. 

Il dovere ancora ci chiama nella forma segnaletica di un documento ritenuto proto-cananeo del XII-X sec. a.C. fino a ieri l'altro da epigrafisti cattivi e con pulsioni indipendentiste: l' ostracon di Izbeth Sartah (fig.3).
Ivi si riconoscono agevolmente la S e  la brillantemente individuate dal professor Zucca sulla lastra di Barisardo.
Altri segni moderni, pittografici e non, meritano una disamina più articolata e non verranno qui ulteriormente trattati. SdMdS

fig. 3: ostracon di Izbeth Sartah, Palestina settentrionale. XII-X sec. a.C. (macchè!)