martedì 23 aprile 2013

Fiasca del pellegrino di epoca nuragica con lettere

La fiasca del pellegrino in figura  è un oggetto datato al IX-VIII sec. a.C. (1), considerato di influenza fenicia o, genericamente, orientale (2). Proviene dal villaggio nuragico di Ruinas. (1,3). Le lettere sono definite latine: S.V. (1).

Una foto dell' oggetto è reperibile nella guida al Museo nazionale archeologico di Nuoro (3), seppure le lettere incise rimangano poco evidenti. 
La freccia rossa indica la posizione delle lettere incise, pochissimo visibili nella foto (3). 

L' autrice scrive:  "Dal villaggio nuragico di Ruinas, distrutto duranti i lavori per l’impianto di un vigneto, nella Valle di Lanaitto di Oliena, proviene una fiasca del pellegrino di tradizione punica, del III sec. a.C., con corpo lenticolare e quattro anse funzionali all’inserimento di una cinghia per il trasporto; le superfici sono decorate da anelli concentrici di vernice rosso bruna e sul collo strombato si conserva una sigla con le lettere S.V."

Ma come considera l' autrice le lettere, latine o puniche? 

E ancora: siamo proprio sicuri che le lettere siano "latine" e che siano una S ed una V? ed i due segni verticali? A me ricordano le I nuragiche, così come la supposta S mi ricorda il serpentello (4a) ed il segno a V alcune ayn (4b). 

La fiasca è nota dal 1978 è il primo a proporne una trascrizione. 
L' oggetto si trova al Museo di Nuoro (sala V, vetrina 2): forse vale la pena visionarlo dal vero. 



(1) G. Maisola, Alcune osservazioni sulla romanizzazione della media valle del Cedrino. In:  L'Africa Romana. Trasformazioni dei paesaggi del potere nell'Africa settentrionale fino alla fine del mondo antico. Atti del XIX convegno di studio (a cura di) M. B. Cocco, A. Gavini, A. Ibba. Volume terzo. Roma 2012, pp. 2761 - 2777. Maisola parla dell' oggetto in nota 22: "La fiasca, segnalata per la prima volta in A. BONINU, Vaso a corpo lenticolare, in CAPRARA (a cura di), Sardegna centro-orientale, 1978, cit. pp. 129-30, presenta corpo lenticolare e quattro anse funzionali all’inserimento di una cinghia per il trasporto; le superfici sono decorate da anelli concentrici di colore rosso-bruno e sul collo è grafifita una sigla con le lettere latine S.V. La datazione proposta dalla Boninu al III secolo a.C. può essere accettata, sebbene non sia supportata da elementi oggettivi, per quanto concerne la realizzazione delle lettere su un oggetto probabilmente più antico, databile tra IX e VIII secolo a.C."
(2) A. Sanciu, (2009) Fenici lungo la costa orientale sarda. Nuove acquisizioni. FOLD&R FastiOnLine documents & research (174). pp. 1-12
(3) M. A. Fadda, Il Museo Archeologico Nazionale di NUORO, Carlo Delfino ed., 2006.