giovedì 11 aprile 2013

I malanni inquietanti delle statue di Monte Prama

Immagine da Tronchetti, 2005 (6)
di Atropa Belladonna

Ebbene sì: le statue di Monte Prama sono finite su una "pagina nera", quella di Affaritaliani.it, pagina mensile di guai nostrani della rivista Art e Dossier, edita da Giunti. L' articolo in questione è dell' ottobre 2012, a firma Fabio Isman, ed esordisce in questo modo: "È raro trovare in un solo oggetto, o gruppo, la sintesi di tanti tra i malanni che, da sempre, affliggono i beni culturali in Italia; ma i Giganti sardi di Mont’e Prama ne racchiudono parecchi, e quindi servono da esempio: costituiscono (anche) una cartina di tornasole." (1) 
Nell' articolo, da leggere, si elencano i tanti mali di cui hanno sofferto e soffrono le sculture del Sinis: "Il primo malanno è la dimenticanza dei secoli; il secondo, quella delle istituzioni; e poi, c’è l’incuria.[..]I reperti sono trasportati al museo di Cagliari; e lì giaceranno per trentadue anni (è il secondo malanno), incredibilmente dimenticati. La maggiore scoperta sarda (e non solo) del dopoguerra è rimossa, nascosta, per nulla accudita: appena poche parti esposte nel museo del capoluogo, o prestate a qualche mostra. Se ne riparla finalmente nel 2007: a Sassari, al centro regionale di Li Punti[..] ".

Li conosciamo, li conosciamo tutti i malanni (2)! nonostante la strenua difesa che alcuni ancora portano avanti, dell'operato impeccabile di chi di dovere (vd. discussione in rif. 3), nonostante Fabrizio Frongia continui strenuamente a difendere una posizione indifendibile, dicendo che arriviamo "fino al paradosso di accusare di negligenza o di oscurantismo, come nella vicenda dei “giganti” di Mont’e Prama, le uniche persone che, pur tra mille difficoltà, si sono occupate del loro recupero e studio" (4). Cosa dovremmo fare, proporli per una medaglia? Ricordo al dr. Frongia che gli archeologi stavano solo facendo il loro lavoro, tra mille difficoltà identiche a quelle che incontrano tutti i ricercatori, con poche eccezioni, nel nostro paese, in tutti i campi della ricerca. Mentre chi doveva diffondere, anche a livello popolare, l' esistenza delle statue, di cui oggi Marcello Madau dice "Mont’e Prama e i suoi “kolossoi” sono un episodio chiave della storia dell’arte mondiale", non lo ha fatto. E questo non può negarlo, basta contare in quanti (e non solo tra i profani!) lo conoscono questo episodio chiave. Ci sono forse nei programmi scolastici e nei libri di storia dell' arte? Nei corsi di studio universitari o dell' Accademia? Lei prof. Madau, docente all' Accademia di Belle Arti di Sassari, nonchè archeologo e giornalista, le insegna? E se sì, da quanti anni? Questo episodio chiave ha forse indotto le Università sarde a considerare la creazione di una cattedra in Storia e cultura nuragica? Non credo proprio, anzi il tentativo è quello di inserirle, in qualche modo, nell' ottica fenicio-punica: devono entrarci, che lo vogliano o no, che ci passino o meno da quel buco che diviene sempre più stretto.

Li conosciamo questi guai ma sono contenta che qualcuno che conta, dopo Roberto Nardi (5), dica le cose come stanno. Anche commentando sullo smarrimento che le statue hanno portato nell' archeologia; in pratica, dopo aver ascoltato i pareri ed i metri di comparazione un pò di tutti, Isman si chiede: "Che siano semplicemente un unicum, un “hapax” senza emuli noti?". 
La risposta non sta certo a noi, ma una cosa posso dire a Isman: se anche fosse così, non verrà riconosciuto neppure tra 1000 anni. 

(1) F. Isman, Ci sono in quei Giganti dei malanni un po' inquietanti..., Affaritaliani.it, 31.10.2012 
(2) A. Belladonna, Monte Prama, occultamento? non occorre: basta guardare da un'altra parte, monteprama.blogspot.it, 16.12.2012
(3) Redazione Casteddu Online, La BBC approda in Sardegna per il docu-film sui giganti di Monti Prama, 28.03.2013
(4) A. Stiglitz, La Bufala Vola, Manifesto Sardo, 01.04.2013
(5) Nardi R. “Conservation for presentation: a key for protecting monuments”, in proceedings of the IIC Conference “Conservation & Access” the International Institute of Conservation, London 2008, atti pubblicati nel 2012.
(6) Carlo Tronchetti, Le tombe e gli eroi. Considerazioni sulla statuaria nuragica di Mont'e Prama in Paolo Bernardini, Raimondo Zucca (a cura di), Il Mediterraneo di Herakle, 2005, pp. 145-167.