domenica 28 aprile 2013

ISTANTANEA DI UN EQUIVOCO

di Homo Neoliticus

Chi si azzarda a dire qualcosa di men che banale oggi, nella concomitanza del giuramento del nuovo
Immagine da questo sito
governo col ferimento dei due carabinieri proprio davanti al Palazzo?Eppure è proprio in situazioni come queste che dovremmo sforzarci a restare fuori dal gregge intruppato dai vari telegiornali, ribellarci alle facili e perniciose interpretazioni dei politici che, come il sindaco di Roma per primo, cerca di appioppare le responsabilità dell’accaduto sulle spalle di chi è “contro” “i palazzi” le “larghe intese” caldeggiate da Berlusconi e benedette da Napolitano. Perché se così fosse, se le parole “contro” fossero davvero causa di simili disgrazie, quando alcuni mesi fa un disoccupato si diede fuoco davanti al palazzo del Parlamento, le colpe erano di Berlusconi che tuonava “contro” dopo essere stato a favore sino a quando gli è convenuto?

Perché mai le forze politiche che sono state tagliate fuori, dal governo o anche dal Parlamento, per loro scelta o per scelta dei cittadini votanti, dovrebbero essere d’accordo forzosamente col governo or ora formatosi? È vero che in democrazia si governa con la maggioranza parlamentare, ma non vi alcun obbligo per i cittadini di allinearsi al pensiero dominante. Meno che meno quando il governo appena insediatosi non risponde alle indicazioni del maggior numero dei cittadini che espressero il loro voto due mesi or sono.Basta fare un po’ di conti, anche con le dita di una mano, un dito per milione di voti e si vede subito che i sostenitori ex post di questo governo arrivano si e no a dieci, mentre i “contro” superano i venti.
Se si dovesse cercare un cui prodest per questi fatti incresciosi, si comprende che non giova alla fronda PD e neppure all’area che fa riferimento alla CGIL, rimasta a bocca asciutta nella rappresentanza ministeriale. Per non parlare di Grillo e del M5S, contro i quali è già partita la Prima Crociata.
Ho un ragionevole timore che, come dopo il rapimento e la morte di Aldo Moro ci beccammo la Legge Reale che ristrinse il campo delle libertà civili, ancora adesso si dia mano a qualche artificio che restringa la possibilità di essere “contro”.
Voglio dire che, oltre che un “governo dalle larghe intese”, appare all’orizzonte anche un “governo dalle larghe tese”. Larghe come quelle dei cappelli degli sceriffi del West, tutori indiscussi della legge, con la pistola sempre a portata di mano.