mercoledì 10 aprile 2013

ISTANTANEA DI UN FUTURO EX PRESIDENTE

di Homo Neoliticus

È difficile per tutti inventarsi una nuova vita da anziani, specialmente se non si è avuto il tempo per prepararla. Ragionevolmente, ove non esistano problemi economici, è la noia, la monotonia per le giornate che si susseguono più o meno uguali, più o meno inutili, il nemico più subdolo, a maggior
ragione se la vita attiva è stata al massimo sino all’ultimo. È chiaro che ci stiamo preoccupando, senza incarico e senza paga, del futuro da pensionato di lusso del Presidente Napolitano, e se lo facciamo, ne traiamo motivo da alcuni ultimi comportamenti che destano perplessità in chi ne vorrebbe leggere le intime motivazioni.

Non c’è stato, a mio avviso, chi più di lui, se non forse Pertini, si sia rivolto alle giovani generazioni anche in circostanze irrituali, invitandoli a guardare avanti, a darsi da fare per costruire un futuro migliore, a trovare il coraggio per battersi per un mondo più giusto e più equo. Va da sé che la paura fa brutti scherzi, la paura per le sorti dell’Italia s’intende, ma cosa penseranno i giovani che hanno appena letto di storia recente, quando il Presidente invita i partiti a tornare alle soluzioni date negli Anni Settanta del secolo scorso alla prima crisi di credibilità dei partiti? Non fu forse l’epoca in cui i governi galleggiarono sul nulla, visto che bastava l’annuncio di uno sciopero generale perché il Presidente del Consiglio dei Ministri rassegnasse le dimissioni? Dove non si negò nulla a destra e a manca della sotto-mala-politica, mettendo in piedi sacchi di spesa improduttiva che oggi si conta in migliaia di miliardi di euro di debito? Dove questi giovani prenderanno il coraggio, Signor Presidente, se lei stesso guarda indietro, se lei stesso non ne ha mostrato abbastanza per dare l’incarico al segretario di chi ha la maggioranza, l’unica maggioranza che ci sia, assoluta alla Camera dei Deputati, relativa al Senato?

A noi piace che un Presidente della Repubblica non solo sia imparziale, ma apparisca anche imparziale. Per dirla tutta, non ci vanno giù le risibili denunce di essere “falsi moralizzatori” contro parti legittime della vita politica italiana, perché somigliano tanto alle accuse di essere “sepolcri imbiancati”  di evangelica memoria, con la differenza notevole che Lei, Signor Presidente, non è il Figlio di Dio sulla terra. E scusi se è poco, ma ricordiamo il suo (doveroso?) silenzio in altre circostanze ben più immorali.

Se gettasse lo sguardo indietro e giudicasse le sue azioni degli ultimi quaranta giorni, è sicuro di non aver sbagliato nulla? È giusto, e legale, che lei si sia rifiutato di dare l’incarico per un nuovo governo, ricorrendo a espedienti come la nomina dei saggi che ha avuto il solo riscontro nell’indignazione dell’opinione pubblica? È vero o non è vero che non ha neppure chiesto al M5S se avesse un nome da proporre come incaricato di formare il nuovo governo, così che anche gli altri partiti, il PD in primo luogo, potessero esprimersi nel merito? Ci pare, ma forse ci sbagliamo, che Lei abbia fatto di tutto perché PD e M5S non si mettessero d’accordo almeno in quei pochi urgenti ambiti in cui pareva a tutti che dicano le stesse cose.

A giorni comunque, Signor Presidente, scenderà dal Colle. Se qualcuno le chiedesse come vorrebbe essere ricordato, le consiglio questo: Presidente Neapolis-el-Tano, come a dire el Tano di Napoli. Non è un’ingiuria, perché “el Tano” fu il soprannome di Martino Mastinu, il sindacalista di origine sarda (quindi anche italiana) tra i primi desaparecidos del generale Videla. Per conferma, ne parli con Papa Francesco.