giovedì 25 aprile 2013

La fiasca del pellegrino del villaggio nuragico di Ruinas (Oliena)

 Un paio di giorni fa abbiamo pubblicato la trascrizione di lettere, considerate latine dall' autore, incise  su una fiasca del pellegrino (tentativamente datata al IX-VIII sec. a.C.) ritrovata al villaggio nuragico di Ruinas (Oliena) (figura 1). Un nostro lettore, Mario Cabriolu, ha notato che la trascrizione non era "corretta". 

La "Fiasca del pellegrino" dal villaggio nuragico di Ruinas, Oliena; l' oggetto è datato al IX-VIII sec. a.C., in base alle sue caratteristiche morfologiche. La foto ci è stata fornita da Mario Cabriolu, tratta da "L'Antiquarium Arborense e i civici musei archeologici della Sardegna." A cura di Giovanni Lilliu. Fotografie di Raimondo Santucci. Sassari, Banco di Sardegna; (Cinisello Balsamo, MI, Arti Grafiche Amilcare Pizzi), 1988

Stamane Mario mi ha mandato la foto originale del particolare delle lettere, e io confesso di non aver fatto troppo caso, lì per lì,  alle sue parole accompagnatorie "Ho capovolto l'immagine e ho potuto osservare anch'io meglio la scritta." Non avevo capito cosa intendesse, finchè non mi ha mandato la foto intera, originale, del reperto (fig.1). La prima immagine era a specchio, così come a specchio è la trascrizione delle lettere (2)! Lo zooming con l' orientazione corretta, dà l' esito di figura 2, non quello di figura 3: 


Figura 2. Zoom di figura 1, con le lettere incise in evidenza (1). 
Figura 3: riproduzione della fiasca di fig. 1 dal rif. 2

Non commento ulteriormente su questo, perchè in realtà non so chi abbia fatto l' operazione di riflessione, la resa a specchio: il fotografo del rif. 1 o il disegnatore del rif. 2? 
Se la figura 1 è corretta, però, faccio notare che non vi è  nessuna chance che quella sulla destra sia una S latina. 
La didascalia dell' oggetto, in rif. 1, recita così: (mio il grassetto): "Oliena, Civico museo archeologico. Ruinas: fiasca punica. Il solo oggetto che ricolleghi il territorio di Oliena al mondo fenicio-punico è un unico eccezionale esemplare di "pilgrim flask" o fiasca del pellegrino, vaso a borraccia con due coppie di ansette verticali e collo ad imbuto, decorata sul corpo da cerchi concentrici rosso-bruni. La singolarità del pezzo è data anzitutto dalle notevoli dimensioni (altezza cm 40, diametro cm 28) e poi dalla presenza di quattro ansette verticali in luogo dell'unica ansa, o della coppia di anse più consuete in questa forma ceramica, che è anche detta cipriota, perché rappresenta una delle classi vascolari propriamente fenicie più frequenti a Cipro nella prima metà del primo millennio a.C. Questo vaso è stato raccolto in frammenti nel villaggio di Ruinas e reca due lettere graffite sul collo, che però potrebbero essere successive all'epoca di fattura o di circolazione del vaso". 

Una didascalia, che, facciamo notare, non azzarda a parlare di lettere latine, come l' articolo di Maisola, dove si afferma che queste due lettere-seppure su un oggetto non di certo romano-fanno parte delle rare testimonianze di epoca romana repubblicana nel territorio della valle del Cedrino

Ultima osservazione: l' oggetto è di ceramica (probabilmente databile), le lettere incise con un tratto non filiforme, ma che fa quasi pensare ad una incisione pre-cottura o concomitante alla produzione del manufatto. Possibilità che, si noti, non viene esclusa dagli autori.
Vista l' unicità dell' oggetto, la sua eccezionalità per dimensioni e forma, la presenza di lettere incise, il suo ritrovamento in un luogo nuragico, non sarebbe il caso di indagarlo con qualche metodo un pò più preciso? tipo microscopia, analisi chimico fisica, termoluminescenza? e Zucca, perchè non lo ha inserito nel suo epocale ed articolato saggio sulla "scrittura nuragica"? Eppure proprio nel "suo" Antiquarium Arborense, se ne trova una, nuragica, anche essa a 4 ansette (così mi pare, almeno)(figura 4). 



Figura 4: fiasca del pellegrino all' Antiquarium Arborense di Oristano: "Fiasca da pellegrino. Ceramica di artigianato sardo su modello cipriota o filisteo. Prima età del ferro. Sinis".

(1) Mario Sanges e Fulvia Lo Schiavo, in AA.VV., L'Antiquarium arborense e i civici musei archeologici della Sardegna, a cura di Giovanni Lilliu, Silvana Editoriale, Milano 1988, p.169
(2) G. Maisola, Alcune osservazioni sulla romanizzazione della media valle del Cedrino. In:  L'Africa Romana. Trasformazioni dei paesaggi del potere nell'Africa settentrionale fino alla fine del mondo antico. Atti del XIX convegno di studio (a cura di) M. B. Cocco, A. Gavini, A. Ibba. Volume terzo. Roma 2012, pp. 2761 - 2777.