giovedì 30 maggio 2013

Arsenico e vecchi bronzetti

di Atropa Belladonna

Finalmente evidenze dell' epoca in cui si passò dal rame arsenicato al rame addizionato di stagno per ottenere il bronzo, arrivano da studi di archeometallurgia (1). I reperti provengono dal cimitero dell'Età del bronzo di Enot Shuni, sulla costa israeliana a sud della baia di Haifa, da stratigrafie indisturbate ed ininterrotte (1). Lo stagno iniziò ad essere importato ed usato nel Vicino Oriente attorno alla prima età del bronzo IV (EB IV), ca.  2300-2000/1900 a.C. (Tab. 1) (dal rif. 2). Gli studiosi, combinando studi chimico-fisici sui reperti di Enot Shuni e databases esistenti, rilevano che nel periodo tra EB IV e MBII (2300-1530 a.C. ca), l'importazione di stagno crebbe del 103% , con il contemporaneo calo del 49% dei reperti in rame arsenicato (1).

Le miniere di rame, con relativi impianti metallurgici, del Vicino Oriente erano localizzate in due siti principali: Timna e Wadi Faynan, nel Wadi Arabah (Fig. 1), utilizzate già in epoca neolitica. Si pensa che gli Egizi abbiano appreso  dai tecnici del Wadi Arabah, attivi da ben prima della prima età del bronzo,  l' arte di lavorare i metalli (3), in un periodo molto antico ma ancora non precisato.

Tab 1: modificata dal rif. 2, con l' aggiunta di alcuni punti di riferimento. Durante l' Antico Regno, gli interessi commerciali degli Egizi subiscono una brusca impennata verso il nord della Siria-Palestina, dove Byblos diviene il partner principale. Il vuoto lasciato dai partner commerciali egizi nel sud di Canaan, con un parallelo spostamento dell' asse culturale verso nord, si accentua nel corso del I periodo intermedio. Nel sud della terra di Canaan si assiste ad una graduale  fioritura urbanistica, con lo sviluppo di nuove tecnologie-tra cui quella del rame + stagno (1). Anche dalla Mesopotamia, da cui si mediano nuovi modelli di sviluppo e di potere. Questa spinta innovativa del Levante meridionale, assieme al vuoto politico nel Delta, culminerà nella dominiazione Hyksos in Egitto nel II millennio e nella creazione di uno hub levantino a Sharuhen (1), forse l' odierno sito archeologico di Tell Farah sud. 

Fig 1. 1 Maadi; 2 Aqaba with Hujayrat Al-Ghuzlan and Tell Al-Magass; 3 Timna; 4 Faynan; 5 Wadi Homr / Sarbot El-Gamal; 6 Ras Butran; 7 Wadi Ba’Ba; 8 Bir Nasib II and Bir Nasib “Rod el-Aiar”; 9 Bir Nasib I; 10 Serabit El-Khadim; 11 Um Bogma (incl. mining area “45”); 12 Wadi Maghara; 13 Wadi Khareig; 14 Watiya, Sheikh Mukhsen, Nabi Salah; 15 Wadi El Regeita / Wadi Rimthi ; 16 St. Catherina; 17 Wadi El-Nefoukh (“Blue Valley”), Wadi Ahmar; 18 Ain Soukhna; 19 Gabal Dara; 20 Gebel Zeit; 21 Wadi Abu Greida; 22 Wadi Hamama; 23 Semna; 24 Wadi Tar and Wadi Samra.(dal rif 2). Gli impianti metallurgici e le miniere di rame di Timna e di Wady Faynan sono segnati con rombi rossi. Con un rombo blu le mienire di turchese di Serabit-el-Khadim (2), utlizzate dagli Egiziani fino almeno dalla fine del IV millennio, ma il cui turchese venne usato in Egitto da diversi secoli prima (2). Le fonti di rame nel Sinai non sono evidenziate, includono diversi siti ad altissimo potenziale metallurgico, nella parte più meridionale (es. Wadi Ahmar). 

(1) KAUFMAN, B.,  COPPER ALLOYS FROM THE ‘ENOT SHUNI CEMETERY AND THE ORIGINS OF BRONZE METALLURGY IN THE EB IV – MB II LEVANT, Archaeometry, DO  - 10.1111/j.1475-4754.2012.00699.x 2012. Abstract: Tin bronze replaced arsenical copper as the preferred alloy in the Levant for reasons that have long been debated. Found almost exclusively in graves, these two types of copper alloys share nearly identical mechanical properties. The Bronze Age cemetery of ‘Enot Shuni has yielded the first metals ever analysed from an uninterrupted stratigraphic sequence in the Levant, spanning the earliest adoption of tin bronze from the Early Bronze Age (EB) IV through the Middle Bronze Age (MB) II (c. 2300–1530 bc). SEM–EDS analysis of these artefacts, combined with a compositional meta-database of all previously published EB IV – MB II alloys, reveals diachronic alloy progression as selected by populations of the Levant. It has long been qualitatively understood that bronze became the primary alloy by the MB II. These results verify this trend and quantify human demand, showing that tin importation increased by 103% and arsenic content decreased by 49% throughout these periods. This shift in technological choice is attributed to cultural reorientation from the Egyptian to Mesopotamian sphere of influence, as well as to tin's appreciable fuel efficiency over pure copper and arsenical copper in light of unprecedented timber shortages.
(2) Abdel-Motelib, A., Bode, M, Hartmann, R. Hartung, U. Hauptmann and Pfeiffer, K. 2012: Archaeometallurgical expeditions to the Sinai Peninsula and the Eastern Desert of Egypt (2006, 2008), Metalla (Bochum) 19.1/2, 2012, 3-59.
(3) Ward, W.A. 1992 Egyptian relations with Canaan. Anchor Bible Dictionary, Vol. 2, pp. 399-408