venerdì 3 maggio 2013

Caro Momo Zucca cun mimi non fruchis! (III)

di Gigi Sanna
vd. I parte, II parte


Fig. 1

Caro Momo Zucca, questa, così come le altre tre che ho postato nella 'Lettera aperta a Paolo Maninchedda', è una bella pietra scritta . E, guarda davvero come vanno le cose in archeologia e in epigrafia,  reca  la 'esse', carina carina, di Sextus Nipius o di Sextus Vipio, i ricchi mercanti romani collezionisti di navicelle e, di quando in quando, anche di pregevoli 'fiaschette del pellegrino' comperate durante le missioni  punitive nel profondo della  Barbagia.  
  Si dà il caso però che le lettere agglutinate che stanno sotto quella lettera e che formano uno strano  tetragramma, non siano, come quelle del bronzetto oristanese, né  romane né cipriote. Che tipo di consonanti sono allora? Le sapresti  leggere? Tu storico insigne della problematica della scrittura nuragica? Tu tuttologo e scienziato dell' assolutamente no? Tu, così sicuro conoscitore di tipologie di scrittura presenti in uno spillo, le sapresti individuare una per una? Comparare con altre una per una? Oppure ritieni il tutto banale esito dello sfregamento e del sollevamento di pale meccaniche o, ancora una volta, un  'lusus' dei lavoratori al seguito del mezzo? Oppure un falso bello e buono?

Coraggio, Momo Zucca, esprimiti e su questa e sulle altre tre scritte autentiche (figg. 2 -3 -4)  per le quali, dopo quasi due mesi, non c'è stato da parte tua un refolo  di pronunciamento! Fai vedere la tua conclamata non preclusione e la tua pronta disponibilità! Altrimenti è  la retorica che hai messo in campo. Tentando di prendere solo per i fondelli!  
    Bada bene, prima di strillare sulla genuinità, che la pietra è stata 'guardata' da moltissimi (anche da epigrafisti e da archeologi) da diverso tempo; che  però purtroppo non vi hanno 'visto'  nulla. Perché (cosa di cui si sta trattando in questi giorni nel 'Quarto corso di epigrafia nuragica'), una cosa è il 'guardare'  e un'altra è il 'vedere'. Aspetto questo molto serio di riflessione per la disciplina riguardante l'individuazione e l'interpretazione dei segni: che riguarda il più piccolo archeologo o magari il più grande, come Giovanni Lilliu che è stato sia mio (ricordatelo bene!) che tuo 'maestro'.  E bada ancora che i segni della pietra, trovata con altre scritte (altre capisci? Da pubblicare capisci? ) dello stesso tenore nel cuore dell'Isola, li ha individuati una persona irreprensibile e inattaccabile in quanto fa anche parte del Corpo delle guardie forestali della Sardegna che tutelano il territorio anche dal punto di vista archeologico. Ma, guarda ancora il caso, una persona che legge anche  i miei libri che non parlano mai di 'cipriota' (del tutto inesistente) ma di ben altri segni.
   Ora sono sicuro che dirai, lamentandoti e quasi piagnucolando per la mancanza di garbo : ''quanta acrimonia e che veemenza nella dialettica scientifica! Io reclamo il diritto a pensarla come voglio, a scrivere quello che voglio e a dire quello che voglio!''. Bene. Ma non puoi permetterti perché non te lo permetto, di dichiarare alla stampa, senza pagare alcun dazio, che ''a Gigi Sanna spetta comunque il merito di aver attirato l'attenzione su certi documenti''. Questo no, questo proprio non lo tollero. Perché il supponente, furbo e maligno 'liquidatore', con la mano nella tasca del panciotto per la mancia dei 'servitori', con me non riesci a farlo. Io sarò un umile e forse inadeguato servitore, ma lo sono, con immensa fierezza,  dei soli magnifici documenti dell'identità affatto  mitopoietica. I soli miei padroni, come questi quattro e gli altri 136 che abbiamo recuperato in meno di venti anni e che ancora, nonostante una furibonda 'vostra' resistenza, recuperiamo  per la realizzazione del Corpus.
    Sono essi che davvero contano e per essi lavoro e lavorerò finché avrò le forze. Mica  mi sento al servizio  degli incompetenti che scrivono saggi impressionistici e di persone universalmente ridicole (i rimproveri del Bartoloni in questi giorni sull' interpretazione sciagurata dello spillone di Antas non dicono nulla?), cioè degli epigrafisti della domenica e dei ponti festivi.       

Fig.2                                                  Fig.3                                              Fig.4




La pietra di figura 1, è stata pubblicata in data 05.05.2013 sull' Unione Sarda, in un articolo a firma Patrizia Mocci. N.D.R.