giovedì 9 maggio 2013

Grutta I De Longu Fresu, Seulo

Una singolare pratica riportata per un tumulo funerario a West Kennet, Avebury (UK): il cranio di un bambino, posizionato sul pavimento, nella parte terminale di una lunga grotta. Il cranio è datato al 3800 a.C. (Figura 1).

Fig. 1.  Plan of the equinoctial long barrow at West Kennet, Avebury, England. The child’s skull was positioned on the floor at the far western end. The letter V marks the stone carved with a vulva 2 m long. The lintel between Stones 7 and 36 is carved as a deer (da 1).

La stessa procedura fu eseguita, ma 400 anni prima, nella "Grutta I De Longu Fresu", affacciantesi sul Riu Su Longu Fresu e lunga 20 metri, nei pressi di Seulo.

"Might there be a similarity of purpose for these two ancestral/death locations that are so far apart in Europe and yet so close in Early-Neolithic agrarian/pastoral prehistory? The ancient British deposited the skull in the barrow in about the 38th-century BC. (Whittle et al. 2008).
The ancient Sardinians did so in the 42nd-century BC."

La ricerca riportata dalla Gradoli fa parte di un più vasto progetto internazionale, The Seulo Caves Project, che si muove in un periodo che va dal Neolitico medio fino al Bronzo: a Su Grutta ‘e is Bittuleris, ad esempio, sono stati rinvenuti resti scheletrici datati al 1624 a.C. e definiti nuragici (e che hanno fornita una inattesa sorpresa genetica, ma questa è altra storia)(2).

La "grotta del teschio", Grutta I De Longu Fresu, non offre solo la novità del cranio di infante nel fondo della grotta. C'è anche una: "Una parete con pitture rupestri di tipo antropomorfo e zoomorfo, di colore nero, sigillate da un velo di carbonato di calico è stata rinvenuta all’estremità destra della cavità." (1)(figura 2).

Fig. 2: The art: black drawings made by a finger (1)

Al centro della rappresentazione una figura, armata di arco e frecce (poco visibile qui, ma vd. figura 9 del rif. 1), ma, in modo notevole, fornita di un paio di corna di grandezza sproporzionata: in figura 2 si vedono come una grossa U. la freccia pare puntata verso un animale parimenti cornuto.  Il significato di questa rappresentazione, complessa e con altri segni cui la studiosa non sa dare una interpretazione, ci sfugge. La conclusione della Gradoli, tentativa,  è la seguente:  "People appear to have made pilgrimages to the cave of Grutta I de Longu Fresu to honour the dead. They decorated a wall in a way that was meaningful to them but can only be guessed by us. There is a possibility that the art includes a human figure in ceremonial or magical headdress—and, indeed, current traditional events in the villages may be reminiscent of and relate to this" (1). 
Questo legame con un passato millenario, potrebbe riflettersi anche con il nome del luogo, legato al Longu Fresu  il nome che gli abitanti di Sadali e Seulo danno al tasso, albero spesso millenario (informazione di Mauro Atzei), secondo la Gradoli conosciuto in zona come Albero della Morte (1)

In figura 3, la posizione del dipinto rispetto agli altri elementi della grotta (3)
Figura 3. Interior of Grutta 1 de Longu Fresu: (1) niche; (2) skull; (3) stone structure; (4) paintings
Photo by Jeff Veitch. (3)


La pagina ufficiale del progetto, con gli aggiornamento sullo stato delle ricerche

(1) M. Giuseppina Gradoli, G. Terence Meaden,  Neolithic Art and Artefacts in Caves Near Seulo in Central Sardinia: "Grutta I De Longu Fresu"In: Archaeology of Mother Earth Sites and Sanctuaries through the Ages. Rethinking symbols and images, art and artefacts from history and prehistory, Ed. G. Terence Meaden, BAR International Series 2389, 2012
(2) Paul Brotherton et al., Neolithic mitochondrial haplogroup H genomes and the genetic origins of Europeans, Nature Communications 4, 2013,  doi:10.1038/ncomms2656
(3) Robin Skeates, Maria Giuseppina Gradoli and Jessica Beckett, The Cultural Life of Caves in Seulo, Central Sardinia, Journal of Mediterranean Archaeology 26.1 (2013) 97-126