lunedì 13 maggio 2013

Una lettera

di Maria Rita Piras

Carissimi,
in un momento di pausa e di riflessione, riesco finalmente ad entrare in questo bellissimo blog per comunicare il mio stato d’animo e i miei sentimenti in riferimento alle recenti vicende che hanno visto coinvolti Gigi, Aba e me nell’ampio e acceso dibattito sulla scrittura nuragica, inaspritosi in occasione del Convegno tenutosi a Sassari il 9 febbraio presso la Facoltà di Medicina.

  Nonostante il sostegno e la stima del Prof. Rosati, non nego di aver provato un grande senso di amarezza e di dolore nel prendere atto dei tentativi di ostacolare in ambito universitario la possibilità di far liberamente circolare idee, pensieri, conoscenze nel contesto di una dialettica costruttiva, limpida, cristallina. Trascorro la maggior parte del mio tempo a contatto del disagio di persone che soffrono per gravi e irreversibili patologie e a causa di ciò la mia visione della realtà è estremamente pragmatica e rivolta a ciò che è veramente essenziale ed importante (importante è l’amicizia, la solidarietà, il prendersi cura). La conoscenza scientifica è ormai divenuta indispensabile per garantire la qualità delle cure e dell’assistenza medica, e per me che mi occupo di Neuroscienze Cognitive e di Neurolinguistica a scopo diagnostico e riabilitativo  è diventato sempre più importante approfondire tematiche interdisciplinari che consentano una migliore comprensione dei meccanismi cerebrali che controllano non solo il linguaggio orale, ma anche quello scritto.

   
Graphical content of Neuropaediatric and neuroarchaeology: understanding development to correct brain disorders, by Yehezkel Ben-Ari, Acta Paediatrica, 102:331–334,  2013 (n.d.r.)

Di qui il mio interesse per gli studi epigrafici di Gigi in cui ho trovato profonde e rare conoscenze di epigrafia che hanno radici ben salde in un’ampia cultura e formazione umanistica, unita a doti di intelligenza e acume che madre natura gli ha destinato. Ho riscontrato sia in Gigi che in Aba la curiosità che guida il ricercatore nel tentativo di scoprire la natura della conoscenza umana e i codici scritti che pian piano stanno tornando alla luce sono i messaggi, i contenuti di pensiero che antichi uomini hanno cercato di trasmetterci: noi dobbiamo essere in grado di decodificarli perché rappresentano un patrimonio non solo di noi sardi, ma dell’intera umanità. Uno dei principi della Neuropsicologia Cognitiva è l’universalità della struttura della funzione cognitiva, per cui dallo studio di quella che si definisce cultura materiale è possibile fare inferenze sul funzionamento della mente in termini universali.
   Fatte queste considerazioni, poco attinenti mi sembrano gli attacchi violenti da parte di personalità narcisistiche con il culto dell’ego. Non riguardano me e tantomeno Gigi ed Aba. Il tempo che  ci è stato concesso è troppo prezioso per disperderlo in sterili conflittualità. Caro Gigi, cara Aba non scoraggiatevi, continuate il vostro lavoro con la competenza e la professionalità che avete sempre dimostrato. Io, per quanto mi riguarda continuerò il mio “in trincea” con le difficoltà di tutti i giorni.

  Vi abbraccio, Maria Rita.