domenica 28 luglio 2013

Foto del giorno: il graffito di Cuccuru Nuraxi


Sezione stratigrafica della rampa di scala e della cella a tholos del pozzo nuragico di Cuccuru Nuraxi, Settimo S. Pietro(CA). In basso a destra, il graffito sul battuto argilloso dello strato 4.  Modificato da un disegno di E. Atzeni (1).


Il pozzo sacro di “Cuccuru Nuraxi” si trova, in modo anomalo rispetto agli altri conosciuti, su una collina a ca. 40 metri di altezza. E' annesso ad un nuraghe "a tancato" e ad un pozzetto votivo.
Ha restituito materiali datati tra il XIV ed il VII sec. a.C., con una prevalenza di materiali nuragici del del Bronzo recente e finale/ prima Età del Ferro. Sono presenti materiali di importazione (di produzione fenicia, greco orientale, etrusca), inquadrabili tra la fine dell'VIII e il VI secolo a.C. (1). 
Ecco cosa scrive Enrico Atzeni a proposito dello strato 4 e del graffito: 
"Strato 4. Potenza m 0,25/30. Straterello pulverulento, di terriccio finissimo bruno-giallastro, decantato, sovrapposto al precedente fino a ricoprire l'orlo della ghiera. Conservava, su un piano inclinato fangoso ed essiccato, tra la ghiera e la parete sotto il vano di scala, il disegno riprodotto a Tav. VII, graffito a V e raggi obliqui laterali, forse un segno sessuale femminile di valore simbolico magico-religioso. L'orifizio della ghiera appariva bloccato da un pesante masso oblungo di arenaria, semincastrato, forse di crollo. Di certo la coltre dei crolli ingombranti la camera e la rampa di scala segnava profondamente, con pietrame, massi e conci in marna e arenaria, anche questo straterello. Nella mancata rinettatura degli ingombri, evidenziata nella fase precedente, il deposito indica una frequentazione della tholos legata a rituali modificati, ma ancor nel culto delle divinità idrologiche. I frammenti fittili raccolti evidenziano tra i tipi del sostrato indigeno forme proprie dell'orizzonte «geometrico» sardo, con askoi e piriformi del IX-VII secolo a. C.[...]; tra le ceramiche d'importazione il frammento di una lucerna a conchiglia fenicia, frammenti di vasetti greco orientali, con pitture rosse a strisce parallele, buccheri di produzione etrusca, inquadrabili - come detto nelle relazioni che seguono - tra l'VIII e il VI secolo a.C. Gli strati superiori (3-1), formatisi dunque durante l'abbandono e il deterioramento del tempio, hanno restituito confuse infiltrazioni di materiali nuragici e d'importazione dei tipi osservati in superficie." 

(1) E. Atzeni, "Il tempio a pozzo di Cuccuru Nuraxi: Settimo S. Pietro - Cagliari (nota preliminare)", in La Sardegna nel Mediterraneo tra il secondo e il primo millennio a.C., Atti del 2° convegno Un millennio di relazioni fra la Sardegna e i paesi del Mediterraneo, Selargius-Cagliari,  27-30.11.1986, pp. 279-297.