lunedì 22 luglio 2013

Gli eretici dell' archeologia ufficiale: e chi sarebbero?

Al giornalista de La Nuova che ha scritto ieri di questo blog indicandolo come "rifugio sicuro per gli eretici dell' archeologia ufficiale" posso assicurare che gli appartenenti alla suddetta disciplina le loro eresie le scrivono altrove, su riviste con titoli molto più pomposi: qui certe amenità non passerebbero. E lo sa perchè? Perchè sia io che la persona che ha individuato quella che lei chiama "maschera da storiella Disney", alla sua celebrata comunità scientifica ufficiale apparteniamo entrambi

Nel caso specifico siamo però soprattutto due cittadini che ritengono di aver fatto il loro dovere civico avendo segnalato SUBITO la scoperta alla Sovrintendenza di Cagliari ed Oristano, al Comune di Cabras, alla Cooperativa che gestisce il Museo di Cabras ed al Museo di Oristano*. Al solito nessuna risposta, ma in compenso un articolo altamente offensivo ed il solito sbeffeggio su un quotidiano regionale. 

Ma andiamo pure con ordine ed analizziamolo per bene questo suo articolo, che neppure si degna di citare le fonti della notizia: o gli sarà piovuta dal cielo? Prima leggiamolo (mio il grassetto)


Figura 1. topografia archeologica dettagliata dall' epoca fenicia  fino all' epoca romana ( modificato da: Ilaria Orrì, Tharros nel periodo fenicio, aa 2010/2011, tesi di laurea, Università degli studi di Sassari). Il punto rosso indica la posizione approssimativa della roccia incisa; il punto blu la zona degli scavi attuali, presso la necropoli di epoca punica. Vengono indicate anche le strutture archeologiche più vicine al volto inciso, per chiarezza espositiva: le fortificazioni "fenicie" meridionali e la necropoli di epoca romana. Gli scavi attuali non si trovano a pochi metri, come sostenuto dal giornalista, ma circa 400 metri più a sud, in un punto da cui è impossibile vedere la roccia incisa.

La Nuova Sardegna
21 luglio 2013
Cabras, a Capo San Marco una pietra suscita entusiasmi 
Il responsabile dei vicini scavi smorza gli animi: è recente

di Claudio Zoccheddu

CABRAS. Un volto che spunta dalla pietra. Una maschera scolpita nella roccia come se fosse una storiella della Disney. La strana faccia incisa nell’arenaria nel bel mezzo della spiaggia dell’istmo di Capo San Marco (dove ogni estate sostano centinaia di bagnanti) ha scatenato l’euforia di chi è convinto che l’archeologia tradizionale non abbia mai affrontato i misteri della preistoria.
Così, basta un ritrovamento perlomeno sospetto (il volto inciso sulla roccia non può convincere fino in fondo) per riportare alla luce i vecchi dissapori tra gruppi di archeologi fatti in casa e la comunità scientifica ufficiale. I ritrovamenti degli autodidatti si susseguono con incredibile costanza, vengono amplificati da internet e dai social network, casse di risonanza perfette per chi contesta, ma non ottengono il riconoscimento degli archeologi della Soprintendenza. Una vecchia storia che appassiona centinaia di curiosi sul web, molti dei quali seguono seminari (come quello del 12 luglio) in spiaggia e visite guidate dagli esperti di turno.
I pellegrinaggi hanno come meta i ritrovamenti che, a giudizio dei contestatori della scienza ufficiale, collegherebbero la Sardegna all’antico Egitto e ad altre civiltà mediterranee. Il mito degli Shardana colpisce ancora e a detta dei seguaci della teoria sarebbe dimostrato da sculture come la faccia dell’istmo, i geroglifici di san Giovanni e della Sala da ballo, ora chiamata “porta del sole”. Qualche tempo fa avevano fatto parlare l’ormai famosa sfinge di Is Aruttas e l’altrettanto dibattuto scarabeo di Sa Rocca Tunda.
Testimonianze di un passato tanto glorioso quanto misterioso, è la teoria dei sostenitori di queste presunte testimonianze dell’antichità, o, secondo altri semplici scherzi della natura o abili tiri mancini giocati dai soliti burloni.
«Il volto scolpito sulla roccia? È recentissimo», ha detto la studiosa che coordina gli scavi archeologici a pochi metri della spiaggia dell’istmo. Un commento lapidario che la dice lunga sull’attendibilità che l’archeologa attribuisce al volto. Diversa la visione di chi crede fermamente all’autenticità del ritrovamento: «Un viso resoci dai millenni in tutto il suo splendore evocativo», scrive Graziella Pinna Arconte sul blog Monte Prama, rifugio sicuro per gli eretici dell’archeologia ufficiale. Un rompicapo destinato a diventare il tormentone dell’estate per i vacanzieri che non si accontentano della settimana enigmistica. Non c’è dubbio, meglio il genere “Indiana Jones”.

Non c'è che dire, un capolavoro! 
1. Il titolo: cosa sarebbero gli archeo-fai-da-te? tombaroli o che? faccio notare che il nostro blog ha messo come tags ai post sul volto inciso: blog e Sardegna, non Archeologia. Inoltre la dicitura archeologi fatti in casa è brutalmente offensiva ed al limite della diffamazione: archeologo è colui che scava e nessuno di noi ha minimamente scavato, solo visto e osservato. Il giornalista è pregato di scusarsi pubblicamente, come pubblica è stata l' ingiuria.

2. La dicitura "maschera" è una invenzione gratuita del giornalista.

3. Il volto inciso non ha scatenato nessuna euforia: ha invece prodotto profonda emozione in chi lo ha individuato perchè è magistralmente eseguito, è un' opera d'arte. Di qualunque età esso sia.

4. Il giornalista scrive: il volto inciso sulla roccia non può convincere fino in fondo. Io ho scritto "Saranno gli esperti, spero, ad esprimersi sulla sua antichità ed attribuzione culturale": non ho evocato null' altro, nè Shardana, nè scrittura nuragica, nè geroglifici, nè Egitto. Ho solo SEGNALATO: la capisce Zoccheddu questa parola? 

5. Il commento lapidario: "è recentissimo" della anonima studiosa che coordina gli scavi archeologici a pochi metri della spiaggia dell’istmo è di una imprudenza esemplare. In quella zona, come tutti sanno, si nuota tra le tombe e si cammina sui cocci della storia e dell'archeologia: non siamo in piazza duomo a Milano. Le strutture archeologiche immediatamente a ridosso del ritrovamento sono le fortificazioni fenicie meridionali e la necropoli romana (fig. 1): il dubbio che l'incisione possa essere antica, è legittimo. La cementificazione della sabbia dentro l' incisione, slabbrata ed erosa (figura 2), non depone certo a favore del "recentissimo".
Solo un'analisi chimico-fisica e morfologica può dare una risposta, non l' occhiometro distratto di chi scava NON A POCHI METRI ma a 400 metri di distanza, in un punto da cui è impossibile vedere l' incisione (fig.1): la quale non si vede neppure dalla strada bianca sovrastante, a meno di non mettersi in una posizione particolarissima, visto che la roccia incisa è coperta da un'altra (lavorata) molto più grande


Tutti i giornalisti sardi dovrebbero sapere, perchè lo hanno pubblicato loro, che  l'area di Tharros e zone limitrofe sono state sconvolte, sul lato ovest, dalle mareggiate di febbraio-marzo, che hanno portato alla luce importanti reperti. O non è così? Nel corso dell' ultimo decennio, questa roccia è emersa, al massimo, nel 2012: tra il 2005 ed il 2011 non mi sembra che fosse  visibile: quindi non è certo impossibile che sia stata scoperta dalla fortissima diminuzione di sabbia del 2013. Faccio notare, e Zoccheddu lo avrà sicuramente notato visto che è andato a far foto, che lì attorno non solo vi sono rocce palesemente lavorate (vd. questo post, fig. 1b), ma anche un'enorme quantità di frammenti di arenaria e altre pietre.
6. Espressioni come "tormentone dell'estate" ed "il genere Indiana Jones" sono talmente patetiche e di bassa lega che non le commento neppure

7. Il blog Monte Prama, da cui evidentemente Zoccheddu ha preso la notizia senza citare l' autrice dei post, viene definito con lapsus clamoroso (o scarsa conoscenza di grammatica e sintassi) rifugio sicuro per gli eretici dell’archeologia ufficiale! Guardi, signor giornalista, le posso assicurare che qui non scrive nessun archeologo, nè eretico nè di fede ortodossa, piuttosto si tagliano le mani. Così come lei si taglierebbe le mani piuttosto che scrivere il nome dei nostri autori. Le sembrerà incredibile, ma il nostro blog ha una redazione e degli autori, non è fai-da-te, nella fattispecie quei post li ho scritti io: le citazioni si fanno correttamente o non si fanno affatto, o le devo insegnare il mestiere? 

8. Poichè lei è un giornalista, avrebbe anche potuto documentare e denunciare, già che c'era, il grave stato di degrado e di abbandono in cui si trovano le spiaggette dell' istmo: sono piene di reperti e di rocce, ma anche di rifiuti indifferenziati. E' il segno tangibile dell'incuria ufficiale di quel luogo meraviglioso. 

*(questo il testo del mail che ho inviato alle autorità competenti in data 12 luglio 2013, senza alcuna risposta, neppure un "Crepa!": 
"Buongiorno
forse non vi dico nulla di nuovo, ma tant'è: ieri mi trovavo alle cosiddette "spiaggette dell' istmo", comprese tra Tharros e Capo San Marco; precisamente sul lato ovest dell' istmo tra il mar di sardegna ed il golfo di oristano (il cosiddetto mare vivo). E' zona di crolli massicci, molto battuta dal maestrale, ve ne sono stati diversi durante l' ultimo anno e le spiaggette hanno cambiato abbastanza fisionomia. In spiaggia si trova un pò di tutto, da frammenti di tombe crollate a pietroni, pure crollati. 
Questa pietra, in particolare, sono pressochè sicura che sia un nuovo crollo. L' incisione è molto slabbrata, poco profonda ed erosa, ma il volto "a goccia", si riconosce molto bene. Le arcate soppraccigliari ed il naso pure, mentre non mi sembra siano presente gli occhi, se non come incavi appena accennati. E' alta circa 25 cm e larga circa 20
Il punto esatto è la zona di passaggio tra la prima e la seconda spiaggetta, un passaggio molto sassoso. Più vicino a torre san giovanni che a torre vecchia. In corrispondenza si trova un grosso tronco, forse trasportato dalla corrente (l' anno scorso non c'era), lungo circa 8 metri. 

La zona è poco frequentata fino al 15 luglio, perchè non accessibile in auto. Ma poi iniziano a portarvi turisti in barca, e l' incisione può essere in pericolo. La pietra è grande e pesante, ma può venire danneggiata. 
Ho diverse altre foto, se interessa posso inviare un archivio zippato

Saluti
Dr. Aba Losi, Università di Parma, Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra"

In realtà ho poi scoperto che non si tratta di un nuovo crollo, ma di pietre che prima non si vedevano perchè insabbiate. Come si può notare, non parlo nè di Nuragici, nè di Shardana nè di altro: è solo una segnalazione di un viso inciso nella roccia). AB