venerdì 2 agosto 2013

I bronzetti sardi: gli inizi della vecchia scuola nel XII-XI sec. a.C.

Figura 1. Tavole tratte da: Ralph. Araque Gonzalez, Sardinian bronze figurines in their Mediterranean settingPraehistorische Zeitschrift 2012; 87: 83–109

L' analisi iconografica di Ralph Araque Gonzalez (Università di Freiburg) prende in considerazione 632 bronzetti, così suddivisi: 264 antropomorfi, 216 zoomorfi, 146 navicelle e 3 modellini di nuraghe (1). La nomenclatura delle sequenza cronologica che segue è la seguente (in accordo con F. Lo Schiavo):

Late Bronze Age (LBA) : XIII-metà X sec. a.C.
Early Iron Age (EIA) : metà X sec.-VIII sec. a.C.
Orientalizzante: fine EIA- fine VI sec. a.C.

Combinando marcatori come l'armamento, visibilità del sesso, vestito, postura ecc., lo studioso riesce a definire delle categorie iconografiche ed analizzare secondo esse le figurine di bronzo, in modo comparativo e quantitativo. I due gruppi principali sono quello di Uta-Abini, o geometrico, e quello mediterraneizzante. 
i. Il primo gruppo, o vecchia scuola, è caratterizzato da una postura rigida, dettagli curati, dalla ricchezza di elementi decorativi, da relativamente grandi statuine (fino a 39 cm), da una preponderante percentuale di figure maschili, assenza di nudità, ermafroditismo o esposizione del sesso. Tutte le navicelle rientrano nel gruppo geometrico di Uta-Abini, il quale viene ulteriormente diviso in archetipi che identificano botteghe (workshop) differenti. Alcuni fra gli specimen di questo gruppo si rifanno o hanno ispirato le statue di Monte Prama (1). Si noti che non tutti gli artisti (o workshops), impiegano il classico pugnale ad elsa gammata (fig.1)

ii. nel secondo gruppo, o nuova scuola, le statuine sono meno statiche, più rotondeggianti; il sesso diviene un tema prevalente, si trovano bronzetti itifallici ed ermafroditi. Non è rappresentato l' elmo cornuto e le statuine si fanno più piccole. "[..] While the Uta- Abini style is self-consciously Sardinian and employs typical Western-Mediterranean elements rooted in LBA iconography alongside many unique Sardinian characteristicsthe mediterraneizzante style is connected to the Italian mainland and a rather uniform Mediterranean style and iconography, emerging at a time of intense Phoenician trade. This would suggest an origination in the 9th century (confirmed by dating of the Antas bronzetto), a climax of production in the 8th–6th centuries BC with some late examples in the 5th."

La cosa interessante che fa, dopo aver definito i vari archetipi e le varie scuole, è un confronto di alcuni marcatori (es. elmo cornuto, tipo di armi, guerriero con le corna ecc.) con ritrovamenti archeologici del Mediterraneo circostante: sia ad est che ad ovest. Arriva a confermare quello che già era apparso evidente (ma non da tutti accettabile ed accettato) dai lavori di Campus, Leonelli, Lo Schiavo e Manunza: e cioè che i primi bronzetti sardi risalgono non all' Età del Ferro, ma alla LBA (2,3).
E che attorno al IX secolo a.C. arrivarono anche in Etruria (1). 

Con l' arrivo in Sardegna (o il ritorno..) di nuove teste e nuove idee, arriva lo stile mediterraneizzante, la nuova scuola la chiama R. Araque Gonzalez, in un periodo attorno al IX secolo. Ma non è detto che le vecchie idee e la vecchia scuola siano morti, e non è certo difficile trovarne ancora in contesti dell' Età del Ferro. In alcuni casi con chiara valenza sacrale: "[..]Both styles – Uta-Abini and mediterraneizzante – can be found together at sanctuaries. It has to be taken into account that older bronzetti have been removed, probably for metal-recycling, in many cases. They were obviously cut off at their feet, which often remained with the attached lead-fixing in the stone. A splendid example is the “altar”-fragment from Nurdole, where a figurine of “orientalizing” style is placed very close to the remaining feet of an Uta-Abini bronzetto[..]" (1)

Infine, la rilevanza per le statue di Monte Prama: "[..]The “round eye artist” is especially interesting: The masons who created the Monti Prama statuary (featuring round eyes, shield carriers, “fishbone” decorated greaves, trenches, pointed dress, low hanging “pectoral”) were obviously inspired by this artist[..] Unfortunately, the site is neither fully published yet, nor have further excavations been taken out to clarify the many questions of chronology and context. Many statues may be missing, making an analysis of iconography difficult. A scaraboid, estimated to be from the 8th century BC (NDR: oggi sappiamo che non è così, il sigillo è sicuramente più antico, XII-X sec. a.C., 4) and found in the fill of tomb 25, is the only datable object that provides an ante quem for the construction of the grave complex. The inspiration for the statues must be the bronzetti, and more specifically those made by the “round eye” artist. Unfortunately, we cannot say if both were sculpted at the same time and, if not, how much earlier the bronzes were cast. On the other hand, the “round eye” artist’s figurines were already in existence by the 9th century, as proven by the example from Vulci[..] The statuary of Monte Prama was probably erected between the 9th and 8th centuries BC and might represent a last expression of Sardinian traditional LBA sculpture, before it was displaced by EIA Mediterranean iconography.[..]"

La datazione riveduta del sigillo della tomba 25, confermata dalle analisi chimico-fisiche (probabilmente Araque Gonzalez scriveva questo articolo in contemporanea) ha riaperto il discorso: l'errata datazione al VIII-VII sec. poneva un paletto invalicabile alla cronologia delle statue, essendo l' unico oggetto databile. E se la sequenza fosse differente? se le statue avessero invece ispirato l' artista degli occhi tondi dei bronzetti? Oppure, come suggerisce l' autore, se fossero contemporanei e cioè "prima del IX secolo" (fig. 1)?  Cosa significherebbe questo nel contesto della statuaria mediterranea?
Una cosa è certa: le statue di Monte Prama non sono ricollegabili ai bronzetti della nuova scuola (IX-VI secolo), bensì a quelli della vecchia scuola (XII-IX secolo), quella più "self-consciously Sardinian" . L'estesa analisi degli archetipi formali da parte del ricercatore di Freiburg, è un altro degli elementi che rimettono in gioco la datazione.

Mi rimane una perplessità (una delle tante): che fine ha fatto, per certi artisti ed a un certo punto della storia, il pugnaletto ad elsa gammata?

(1) Ralph Araque Gonzalez, Sardinian bronze figurines in their Mediterranean setting, Praehistorische Zeitschrift 2012; 87: 83–109
(2) Franco Campus, Valentina Leonelli, Fulvia Lo Schiavo, 2010, La transizione culturale dall'età del bronzo all'età del ferro nella Sardegna nuragica in relazione con l'Italia tirrenica, Bollettino di Archeologia on line I 2010/ Volume speciale F / F2 / 6,
(3) M.R. Manunza, 2008, La stratigrafia del vano a di Funtana Coberta (Ballao - CA), in www.fastionline.org/docs/FOLDER-it-2008-120.pdf.
(4) a. C. Olianas, Lo scaraboide dalla Tomba 25 di Monti Prama: confronti e considerazioni,  Kubaba, 2012, 3: 39-52.; b.  G. Artioli, I. Angelini, F. Nestola, New milarite/osumilite-type phase formed during ancient glazing of an Egyptian scarab, 2013, Applied Physics A, 110: 371-377.