martedì 6 agosto 2013

I primi passi del proto-cananaico

di Atropa Belladonna

Nel 1868 vengono scoperte sia la stele di Mesha, uno dei più famosi ed estesi testi alfabetici dell' Età del Ferro (ca. 840 a.C.), sia la prima iscrizione in proto-sinaitico, anche se Palmer, lo scopritore, ancora non lo sa (1,2). La differenza formale tra i due testi non potrebbe essere più spiccata (fig. 1): l' eleganza, la ricchezza di contenuti e la linearità del primo, all' epoca non fanno minimamente sospettare che il documento di Wadi-el-Maghara (Sinai 348, fig. 1), con i suoi commoventi tratti "infantili", possa essere un suo autorevole antenato. Sarà solo con gli scavi  di Petrie a Serabit-el-Khadem, nel 1904-1905, e la pubblicazione delle iscrizioni nel 1906 e nel 1916, che si capirà di trovarsi di fronte a qualcosa di nuovo e di terribilmente antico: i precursori, datati alla prima parte del II millennio a.C., di quelli che diverranno gli alfabeti semitici del I millennio a.C. (1,2a) e che per convenzione definiamo alfabeto fenicio e suoi derivati.


Figura 1: la stele di Mesha (ca. 840 a.C.), e documenti proto-alfabetici dal Sinai (I metà del II millennio a.C., i disegni sono tratti dalla review di Sass del 1988, rif. 1). 

Gli anni '20 e '30 sono anni d'oro per la storia della scrittura del Vicino oriente: nel 1923 emerge da Byblos il sarcofago di Ahiram (alfabeto di tipo fenicio) e pochi anni dopo, nel 1928, la scrittura sillabica pseudogeroglifica, sempre da Byblos (i cosiddetti caratteri gubliti, indecifrati). Nello stesso anno si scoprono le prime tavolette in alfabeto ugaritico cuneiforme: di fronte a tanta abbondanza, eleganza e linearità, molti studiosi storcono il naso davanti ai grafemi "puerili" del proto-sinaitico, perfino Petrie li definirà un banale "barbarismo".
Ma l' interesse per i proto-alfabeti non si è certo estinto, in quegli anni: le spedizioni nel Sinai sono riprese, alla caccia di nuove iscrizioni; il destino è in agguato anche nel Vicino Oriente,  sotto forma di un piccolo coccio: quello di Gezer (figura 2), rinvenuto nel 1929.
Come scrive Sass "questo piccolo oggetto fornì il primo legame diretto tra le iscrizioni del proto-sinaitico e le iscrizioni in alfabeto fenicio del I millennio a.C." (1).

Figura 2: i primi documenti proto-cananaici  scoperti; i disegni sono tratti dalla review di Sass del 1988, rif. 1). 

Negli anni '30 vennero scoperti altri 5 oggetti scritti, classificati come proto-cananaici: l' ostracon di Beth-Shemesh, la ciotola di Lachish, l' anfora di Lachish, la placca di Shechem e la daga di Lachish (figura 2). Questi ultimi due documenti pongono non pochi problemi agli studiosi, perchè di certo sono molto arcaici Quanto arcaici, in altre parole se più giovani o più vecchi del proto-sinaitico, non è dato sapere: diciamo che si collocano da qualche parte nella prima metà del II millennio a.C. (figura 3).

Saranno gli studi di  Albright, Maisler  e Yeivin (1936-1939) a tentare le prime sintesi ed a riconoscere il legame tra le scritte del Sinai e quelle della terra di Canaan, dando così origine agli studi epigrafici sul proto-cananaico (1). Tra mille difficoltà: perchè se è vero che il proto-sinaitico è un casino,  il proto-cananaico è ancora peggio, sia come datazione che come interpretazione (3); ed anche per quel che riguarda il percorso che ha portato alla standardizzazione dei primi alfabeti in quello che oggi conosciamo come alfabeto fenicio. 

Figura 3:una proposta di datazione per alcuni documenti in proto-cananaico,  tratta dalla review di Sass del 1988, rif. 1). 

Un datazione tentativa, che obbedisce ad un principio di evoluzione sostanzialmente lineare (proto-sinaitico derivante dai geroglifici egizi, proto-cananaico derivante dal proto-sinaitico, fenicio derivante dal proto-cananaico)  viene presentata da Sass (figura 3). Diversi autori propendono però per un' età più giovane, attorno al 1600-1500, per quanto riguarda il proto-sinaitico: in altre parole la sovrapposizione temporale tra i due tipi di scrittura indicherebbe un percorso almeno in parte parallelo tra i due script

Non dimentichiamoci, infine, delle parole di Rollston, quando scrive dell' attitudine libertaria, della variatio intrinseca al proto-cananaico : 
[..] 1. there was much variation in stance (including the direction of the ‘face’ of the letters); (2) the direction of writing could vary, with sinistrograde (right-to-left), dextrograde (left to-right), boustrophedon (i.e., consecutive lines written from left-to-right, then right-to-left), and columnar writing all attested; (3) moreover, there was a larger stock of consonants available, arguably as many as 28 or 29 during the earliest periods of the alphabet (i.e., not just the 22 letters of the later Phoenician alphabet). This period of the script has been the subject of several substantive studies (Albright 1966; Sass 1988; Cross 2003: 195–343; Darnell et al. 2005; Hamilton 2006)".(4). 
Un modo selvaggio e fantasioso di scrivere o un codice la cui natura "nascosta" ancora sfugge, e che pur nell' apparente anarchia e soggettività degli scribi, obbedisce a precetti e regole differenti a quelli che oggi attribuiamo ai codici di  scrittura? L' ultimo a tentare una sintesi sui due codici alfabetici del II millennio a.C. , anche in rapporto a quello standardizzato  del I millennio, è stato Simons (3a.) 


A fianco di lettere non identificate (nella daga di Lachish, ad es., non si ha idea nè della prima nè dell' ultima), ve ne sono alcune su cui l'accordo tra gli studiosi è a dir poco vacillante: quella sorta di A moderna sulla placca di Shechem, ad es., è un 'aleph o un daleth? Il segno del pesce del proto-sinaitico, è un daleth o un samekh? Questa ultima domanda se la pone, molto di recente, Andrè Lemaire, analizzando gli ultimi arrivati tra i documenti proto-cananaici: due asce di bronzo, di provenienza incerta (5) (figura 4).

L'ascia mostrata in fig. 4 a,b,c è un documento unico nel suo genere: sul davanti reca incise due lettere del repertorio proto-sinaitico (più elementi definiti figurativi), sul retro vi sono triangoli disposti in modo tale da far propendere l' autore per lettere che però non gli riesce di decifrare: sulla destra "..due triangoli sovrapposti che sembrano una M proto-arabica.. " sulla sinistra "un triangolo che punta verso sinistra, con una linea mediana parallela alla base..".

L' altro documento è ancora un' ascia di bronzo di provenienza incerta, con tre segni incisi, che l' autore legge in 3 modi tentativi differenti: Kaph-Het-Pe; Kaph-Het-Gimel; Gimel-Het-Kaph; Pe-Het-Gimel. Tutto ciò sottolinea le difficoltà interpretative di questo intrigante script.

Figura 4. I due nuovi documenti proto-cananaici , due asce bronzee, presentati e discussi da Lemaire nel 2012 (5). a. una faccia della prima ascia presenta triangoli (poco visibili nella foto) modificati in modo tale da far pensare a lettere, non interpretate dall' epigrafista; b,c. l' altra faccia mostra una lettera a forma di pesce (daleth o samekh, le opinioni sono divergenti) ed un quadrangolo (un beth secondo Lemaire); d,e: la seconda ascia reca 3 segni incisi: un segno a palmo di mano (kaph), un segno simile ad una het ed un segno ad angolo, forse un gimel o un pe (5). 

Dal punto di vista storico rimangono secondo me aperte diverse questioni, in parte in comune con quelle che abbiamo visto per il proto-sinaitico
i. il proto-cananaico deriva davvero dal proto-sinaitico? se sì, perchè i più antichi documenti proto-cananaici hanno segni sconosciuti al repertorio delle scritte del Sinai (es. daga di Lachish) e la variazioni nelle singole lettere è ancora più drammatica? e perchè le scritte alfabetiche del Sinai sono in generale più lunghe e complesse di quelle più antiche della terra di Canaan? In altre parole: perchè il proto-cananaico è considerevolmente diverso dal proto-sinaitico, pur essendo i due codici chiaramente imparentati?
ii. quale o quali  sono le lingue associate? 
iii. si ritiene che l' alfabeto ugaritico derivi da quello proto-sinaitico e/o dai codici di Canaan, pur utilizzando la tecnologia cuneiforme: ma ad Ugarit non è mai stato rinvenuto un documento alfabetico del tipo proto-sinaitico o proto-cananaico. 
iv. quale è il motivo culturale della variazione nelle lettere (forma, orientazione) quasi ossessiva, tanto da presentarsi anche all' interno di un singolo documento (4)?
v. infine e di nuovo: chi furono gli inventori? scribi esperti/personaggi semitici altolocati che capivano anche il sistema di scrittura egizio, o lavoratori comuni delle miniere ispirati dal contatto continuo con i geroglifici? 
E perchè lo fecero? Le motivazioni appaiono quanto meno strane, in entrambi i casi: se erano eruditi, avrebbero dovuto conoscere il sistema monoconsonantico egizio, che era a portata di mano, era già un in pratica un alfabeto per se. Se invece erano lavoratori delle miniere è probabile che avessero ben poco interesse e ben poco tempo per inventarsi un nuovo sistema di scrittura. Quindi?

Tra la scrittura di questo post e la sua programmazione, Romina ci ha presentato l' ultimissimo arrivato, scoperto a luglio di quet'anno: un'iscrizione su un frammento di vaso, parte della pavimentazione di un edificio del X secolo a.C., a Gerusalemme (6). Un documento che sta già impegnando i maggiori epigrafisti di proto-cananaico del momento. AB

(1) Sass, B. 1988. The Genesis of the Alphabet and Its Development in the Second Millennium B.C., Ägypten und Altes Testament 13. Wiesbaden:Harrasowitz
(2) A. Belladonna, http://monteprama.blogspot.itaLe fortune del proto-sinaitico: i primi passi25.06.2013; b. Sì, quel coccio ha davvero qualcosa da dirci, 13.06.2013
(3) a. Simons, F. (2011) „Proto-Sinaitic – Progenitor of the Alphabet‟ Rosetta 9: 16-40; b. Goldwasser, Orly   2011. "The Advantage of Cultural Periphery: The Invention of the Alphabet In Sinai (Circa 1840 B.C.E)." In Culture Contacts and the Making of Cultures: Papers in Homage to Itamar Even-Zohar, Sela-Sheffy, Rakefet and Gideon Toury, eds. Tel-Aviv: Unit of Culture Research, Tel Aviv University, pp. 255-321
(4) Christopher Rollston, The Khirbet Qeiyafa Ostracon: Methodological Musings and Caveats, Tel Aviv Vol. 38, 2011 67–82
(5) A. Lemaire, FROM THE ORIGIN OF THE ALPHABET TO THE TENTH CENTURY BCE: NEW DOCUMENTS AND NEW DIRECTIONS, in: New Inscriptions and Seals Relating to the Biblical World,  edited by Meir Lubetski, Edith Lubetski, Society of Biblical Literature , pp.1-20
(6) R. Saderi, Foto del giorno: Pithos con scritta in lingua protocananea, monteprama.blogspot.it, 05.08.2013