sabato 31 agosto 2013

Le Signore di Vicofertile (Parma): V millennio a.C.

Qualche anno fa Romina mi mandò una fotografia in regalo: era quella di una bellissima statuina in terracotta del V millennio a.C., trovata pochi chilometri a sud-ovest di Parma. E' la cosiddetta Dea madre di Vicofertile,  rinvenuta in un cantiere edile  nel 2006, con la scoperta di una necropoli della Cultura dei "Vasi a Bocca Quadrata", del Neolitico evoluto. Mio fratello mi fece all'epoca notare che in origine questa zona non faceva parte di Vicofertile, ma di Valera, e che quel punto geografico era molto importante per me: in pratica le tombe neolitiche sono state trovate di fronte alla casa dove sono nata e vissuta fino alla veneranda età di (quasi) 1 anno. Il che mi ha ancora più emozionato ed invogliato a saperne di più. 
Figura 1. La necropoli neolitica della Signora di Vicofertile (da questo sito ), la cui tomba (cerchiata in rosso) ha intorno  sepolture di giovani adulti e di un bambino (1). Nella tomba della Signora è stata rinvenuta la statuina di dea Madre (fig. 2)

Poichè  in effetti qui ci diamo un pò di arie, nel 2011 è stato prodotto un articolo per Parma Economica (periodico  della Camera Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Parma) dal titolo: Parma, culla dell’archeologia moderna (2)Quoto! Scherzi a parte, in questo articolo si parla ovviamente anche della statuina, che poi tanto -ina  non è perchè misura 20 cm ed è in ottimo stato di conservazione (figura 2).

Figura 2. La statuina di Vicofertile, rinvenuta nel 2006. Immagine tratta dal sito dell'iniziativa del MIBAC "La donna nell' arte", 6-7 Marzo 2010. Per una immagine del ritrovamento in situ, vd. questa pagina

Leggo dal rif. 2: "Dopo la Sardegna, l’Emilia è la regione  italiana dove è stato rinvenuto il maggior numero di reperti neolitici, pertinenti  soprattutto alla cultura detta “dei vasi a  bocca quadrata” sviluppatasi tra il 5000  e il 4300 a.C. Sono circa 150 le sepolture dell’epoca nel territorio tra Piacenza e  Reggio Emilia, ritrovate durante gli scavi  che la Soprintendenza ha promosso negli ultimi vent’anni, ma è in provincia di  Parma, a Vicofertile, che nel 2006 è stata fatta la scoperta più sorprendente: la  statuetta della dea madre, la divinità della  vita, della morte e della rinascita. Ottenuta da un impasto di ceramica nera, raffigura una donna seduta con alcuni dettagli molto ben distinti, come le dita delle mani, che indicano un’estrema cura nella realizzazione. Le sue dimensioni (è lunga quasi 20 centimetri) e il perfetto stato di conservazione la rendono un reperto di  eccezionale valore, unico nell’Italia settentrionale.  In passato analoghi manufatti sono venuti  alla luce ma sempre in frammentari e mai  in un contesto sepolcrale. La dea madre di Vicofertile, invece, fa parte del ricco corredo funerario di una donna matura ed era posta davanti al viso della defunta, accanto alla quale sono stati trovati anche due vasetti. 
La sepoltura femminile è al centro di quattro sepolture maschili, una di un bambino con due asce in pietra levigata, una di  un giovane con una lama di ossidiana e  una piccola ascia, mentre i restanti due  giovani uomini non hanno corredo funerario e si trovano a maggiore distanza. 
Tutti i corpi sono nella tipica posizione di  sepoltura neolitica, rannicchiati sul fianco sinistro con il volto rivolto verso Sud,  ma la ricchezza degli oggetti che la circondano e la posizione centrale rivelano  il ruolo sociale di primo piano della donna."

Nel comunicato stampa dell' epoca, di Carla Conti su informazione scientifica di Maria Bernabò Brea (direttrice del Museo Archeologico di Parma ed attuale presidentessa dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria), si legge: "Il ciclo regolare della vegetazione che nasce, muore e rinasce diventa allora una promessa di rinascita anche per gli esseri umani e la dea madre/madre terra diventa, di conseguenza, la signora della vita, della morte e della rinascita. E’ questa la ragione della presenza di idoletti femminili in alcune tombe del Vicino Oriente, dell’Europa sud-orientale, della Sardegna e adesso – grazie al ritrovamento di Vicofertile - anche dell’Italia settentrionale."

(1) Stefano Mammini, Una dea per la vita, Archeo, n. 256, 2006.
(2) Stefania Delendati, Parma, culla dell'archeologia modernaParma economica,  2011, 4: 92- 103.