venerdì 23 agosto 2013

L'Unione Sarda e La Nuova Sardegna: ce ne parleranno?

Oppure, in alternativa, anche i siti della Sovrintendenza: ce ne parleranno prima o poi di questo vasetto d'uso comune, nuragico e riparato in antico con una grappetta di piombo sardo (1,2,3) (Figura 1)?
Figura 1. Figurina in bronzo dal nuraghe Cabu Abbas (Olbia), con in testa un vaso con anse a gomito rovescio, paragonato alla ricostruzione virtuale del vasetto rinvenuto a Pyla-Kokkinokremos (1). In basso a destra il reperto originale (dal riferimento 2). 
Finora il mezzo di comunicazione più di massa che ne ha parlato è stata Archeologia Viva (4), seguito dall' articolo di Raimondo Zucca sulla storiografia della scrittura nuragica: [..]Recenti analisi archeometriche hanno documentato inoltre la presenza di un vaso nuragico (un contenitore con anse a gomito rovescio) a Pyla-Kokkinokremos, un centro fortificato cipriota, nell’entroterra del golfo di Làrnaka (Kition), vissuto mezzo secolo fra il 1200 e il 1150 a.C.[..](5). Oltre alle nostre pagine, ovviamente (6).
Ma nel capitolo 10 del libro"The Etruscan world", Fulvia Lo Schiavo ne scrive eccome, e con chiarissimo intendimento  (Figura 2) (1)!

Figura 2. Un brano dal rif. 1, scritto da Fulvia Lo Schiavo in un libro del 2013 (1)

Allora io mi e ci farei una domanda: come mai di questo vasetto, frutto della cultura più tipicamente sarda, i due quotidiani locali non hanno parlato, mentre ci hanno fatto una capa tanta con gli ultimi ritrovamenti, nei magazzini del museo, dal tempio di epoca romana di Antas (senza peraltro che ci si sia capito molto)? Hanno scritto che "ora si può riscrivere la storia dell' isola", una delle espressioni preferite dai giornalisti-tanto è innocua e del tutto platonica. Questo vasetto (e anche altri ritrovamenti sparsi nel Mediterraneo, se è per questo) non è almeno altrettanto importante per la storia dell' isola? 

E' chiaro che i quotidiani della Sardegna alla voce "archeologia" pubblicano solo quanto viene segnalato dagli esperti: ed è proprio questo l' aspetto che fa sorgere più perplessità  riguardo questo vasetto. 

(1) Fulvia Lo Schiavo, The Western Mediterranean before the Etruscans, in: The Etruscan world, a cura di Jean MacIntosh Turfa, 2013, Routledge, pp. 197-215
(2) Hermon, S., Iannone, G., Gheorgiou, R., Amico, N., 2011, A Virtual Restoration of a Broken Pottery Vessel, in V. Karagheorghis, O. Kouka (eds.) On Cooking Pots, Drinking Cups, Loomweights and Ethnicity in Bronze Age Cyprus and Neighbouring Regions, The A.G. Leventis Foundation, Nicosia, pp. 97 – 100.
(3) Gale, N.H. 2011. ‘Source of the Lead Metal used to make a Repair Clamp on a Nuragic Vase recently excavated at Pyla-Kokkinokremos on Cyprus’. In V. Karageorghis and O. Kouka (eds.), On Cooking Pots, Drinking Cups, Loomweights and Ethnicity in Bronze Age Cyprus and Neighbouring Regions, Nicosia.
(4) V. Karageorghis, J. Karageorghis, L´Isola di Afrodite, Archeologia Viva, 2013, Nr. 159 pp. 40-53
(5) R. Zucca, "Storiografia del problema della ‘scrittura nuragica’" in Bollettino di Studi Sardi, Anno V, numero 5, dicembre 2012
(6) A. Belladonna, Vaso nuragico a Pyla-Kokkinokremos, fine XIII sec. a.C., monteprama.blogspot.it, 08.06.2013