mercoledì 14 agosto 2013

Mostra di Arte Recentissima ad Oristano

di Stella del Mattino e della Sera

Si inauguró nel 1996 una mostra di Arte Recentissima all´Antiquarium di Oristano. 

I curatori iniziarono subito una diatriba con i numerosi visitatori che si aspettavano di vedere capolavori di transavanguardia postatomica e foto di bondage, epperó trovarono solo didascalie del tipo "La mostra STELAI- Le pietre sepolcrali del Sinis ha visto come protagonisti i misteriosi volti scolpiti su pietra delle stele funerarie ritrovate nel territorio del Sinis. Rappresentazioni schematiche del “ritratto” dei defunti imprimono sull’arenaria affascinanti fattezze degli uomini del II-I secolo a.C.

<<Per noi quell´epoca é recentissima!>> hanno esclamato  gli archeologi responsabili. Riavutisi prontamente dal comprensibile sgomento, i visitatori hanno preteso il rimborso totale del biglietto e un caffé con zippola al bar adiacente l´entrata del museo. Tracce della mostra sono rimaste tuttora imbrigliate nella rete. Sono raffigurazioni da "ricondurre probabilmente all'artigianato locale con rozza raffigurazione umana", ha ribadito un noto storico.

Foto di Cristiano Cani, dall´Antiquarium arborense di Oristano
La polemica si é recentissimamente riaccesa  dopo la visione di un volto individuato di recente su una spiaggia a Capo San Marco: "E´ recentissimo" cosí ha detto lapidaria un´archeologa di lí vicino (il cui nominativo teniamo segreto per timore di possibili rappresaglie: il gruppuscolo di facinorosi sta in agguato!). 

                                  Il volto inciso su roccia, a Capo san Marco (Cabras, OR)

Ed ecco a voi alcuni dei capolavori al capitolo "pietre sepolcrali". MP

Cippo in basalto locale (altezza cm 75; larghezza cm 42; spessore cm
30), di forma prismatica, loc. Procarzos. Da: Zucca, Raimondo (2005) Rapporti tra fenici e cartaginesi e i sardi del territorio di Santu Lussurgiu. In: Mele, Giampaolo (a cura di). Santu Lussurgiu: dalle origini alla "Grande Guerra", Nuoro, Grafiche editoriali Solinas, Vol. 1: Ambiente e storia. p. 109-118.

"La mostra Mnema- La pietra dell’incantesimo ha esposto una serie di stele provenienti dalla località di Bidda Maiore nel Sinis di San Vero Milis, scoperte durante alcuni scavi avvenuti nel mese di febbraio del 1887. Esse si riallacciano alla tradizione delle stele di età punica del V- IV secolo a.C., fittamente presenti nei tophet cartaginesi di tutta la Sardegna."

Sin., stele funeraria, S. Vero Milis-OR, loc. Bidda Maiore (foto S. Demurtas).
Dx., cippo antropoide funerario, S. Vero Milis-OR, loc. Bidda Maiore (foto S. Demurtas). Da: Giovanni Tore
Di alcune stele funerarie dal Sinis: persistenze puniche di età romana in Sardegna ed in Africa, in : Mastino, Attilio a cura di (1985) L'Africa romana: atti del 2. Convegno di studio, 14-16 dicembre 1984, Sassari (Italia). Sassari, Edizioni Gallizzi. 286 p., [16] c. di tav.: ill. (Pubblicazioni del Dipartimento di Storia dell'Università di Sassari, 5)., pp.135-146