lunedì 30 settembre 2013

Sculture a Göbekli Tepe e Nevalı Çori

Le immagini sono tratte da: Klaus Schmidt,  Göbekli Tepe – the Stone Age Sanctuaries. New results of ongoing excavations with a special focus on sculptures and high reliefs, Documenta Praehistorica (2010) vol. 37 "17th Neolithic Studies", pp. 239-256
Göbekli Tepe è un luogo di culto che risale al XII mill. a.C.; Nevalı Çori un sito nella stessa regione, del XI mill. a.C. ca. 

Sin., Göbekli Tepe, scultura di uomo con barba, 66 cm in altezza; dx, Nevalı Çori, scultura d'uccello con testa umana.

domenica 29 settembre 2013

Giorgio Farris, storico e archeologo. Lo straordinario sigillo di Tzricotu? 'Un documento politico'.

di Gigi Sanna

Di Giorgio Farris, dell'amico fraterno Giorgio Farris, ho avuto l'onore di parlare da poco come relatore nella bellissima commemorazione organizzata dalla Provincia di Oristano e dagli amici di Ghilarza. Una relazione, confesso, non certo agevole da stendere perché Giorgio era, si può dire, in permanente attività culturale e tutta la sua vita, si può dire giorno dopo giorno, è sottolineata da questa intensa attività. Infatti, non era solo un noto e affermato pittore, un grande professionista delle tecniche di quest'arte. Era anche un uomo politico, uno storico, un archeologo nonché un finissimo letterato. Chiunque l'abbia frequentato, anche per un po', questo lo sa bene. 
Figura 1. Un dipinto di Giorgio Farris, "La cacciata degli Ugonotti"

sabato 28 settembre 2013

I marchi dei lingotti oxhide

di Atropa Belladonna

"Queste lapidi sono di diverso peso, la prima pesa chili 37, e l'altra chilogr. 28. Le altre tre ad un dipresso più o meno, ma al di là di 30 chilogrammi.[...] Tutte le dette stele hanno qualche segno incavato a taglio con istrumento nel mezzo o nella parte superiore, imitante la croce egiziana, o la rozza forma umana colle mani alzate[..](1, G. Spano 1858)
E' un momento veramente storico: lo Spano mostra due disegni dei primi lingotti oxhide scoperti al mondo, dopo averne annunciato il ritrovamento l' anno prima; anche se non li chiamava ancora così (1).

venerdì 27 settembre 2013

A PLACIDO CHERCHI

de Francu Pilloni

A bosu nau, poetas, conis
de lugoris e silenzius,
sennoris de praias umidas
assoladas, interpretis de caus
chi bolant citius cara
a corriolus arrubius
de celu aba morrit sa dì;
a bosu, eia, chi currispundeis
a banda lada cun su misteriu
de s’Omini e de su Criau:
imprestaimì versus,
una farrancada vetti,
po chi pozza onorai
cun fueddus sprighittaus
s’amigu chi mi stimat.


giovedì 26 settembre 2013

La Vipera Filistea

di Francu Pilloni

Tempo fa, postai un paio di oggetti che mi vennero dati in consegna, non prima di averne denunciato il possesso a chi di dovere (1). Sono due amuleti da portare appesi al collo. Uno di questi è quello che Gigi Sanna ha chiamato il Ciondolo di Solarussa (o mi confondo con la vernaccia?), mentre l’altro rappresenta una testa di vipera scolpita finemente su una pietra dura (figura 1). Anche questa, nella parte ventrale, ha incisioni scrittorie su due linee verticali divise nettamente da una linea centrale.
Che vi sia scritta una preghiera o uno scongiuro (fa differenza?) pare cosa sicura. Pur senza capirne un’acca, avevo sostanziato l’idea che lo scongiuro fosse ripetuto due volte, con caratteri diversi, a motivo della corrispondenza-somiglianza tra le due colonne di segni.
Da qualche giorno, vedendo sul blog i repertori di filistea scrittura non decifrata (figura 2) (2) e confrontando i segni con quelli viperini, mi è sembrato di capire che su 12 segni (7 a sinistra e 5 a destra, con un agglutinamento) almeno 5 assomiglino troppo a quelli mostrati nel post del 14 settembre “Un tappo scritto da Ashkelon” (figura 3a).

Die europea de sas limbas

 26 de cabudanni: Die europea de sas limbas
Comunicadu istampa

Ocannu in Sardigna, su 26 de cabudanni, in ocasione de sa Die europea de is limbas, su Servìtziu Limba e Cultura Sarda de s’Assessoradu de s’Istrutzione Pùblica de sa Regione Autònoma de Sardigna, ammàniat tres cunvegnos: unu in Casteddu, unu in Tàtari e unu in Nùgoro.
Su Cussìgiu de Europa paris cun s’Unione Europea ant decraradu s’annu 2001 "Annu europeu de sas limbas". Dae tando ogni annu su 26 de cabudanni si festat sa Die europea de sas limbas in 45 Paisos membros de su Cussìgiu de Europa, pro promòvere sa diversidade linguìstica. S’Europa tenet una prenda linguìstica manna: si contant 24 limbas ufitziales e prus de 60 comunidades autòctonas chi faeddant una limba regionale o minoritària. Sas limbas sunt su tzimentu pro su fràigu de s’Europa e ogni annu pro sa Die europea de sas limbas ammàniant eventos medas in totu s’Europa.

martedì 24 settembre 2013

Un insolito spettacolo

di Atropa Belladonna

Carissimo Gianfranco
sono certa che questa ti farà contento e forse anche un pò sorridere! Il 13 settembre è apparso questo trafiletto sul nostro quotidiano locale, la Gazzetta di Parma. Ti assicuro che molti hanno avuto difficoltà a leggerlo, io per fortuna no (so leggere e parlare in questa "antica parlata", anche se non so scriverla). 
La traduco per i nostri lettori, a te non serve, credo che tu ora la capisca anche senza il mio aiuto.
Un grande abbraccio, mio indimenticato amico. AB

Òmine de terra

de  Nanni Falconi

I. Su càntigu de a mie etotu

Ma de ite sunt arresonende oe
sas abbas de su riu cun sas pedras
birdes de lanedda e sas umbras
fritas de sos Sutamaritos?
Fortzis de a mie chi so intrende
a palancadas mannas
in sa tropa erba de maju
cun sa càrrigu meu de lentore
e su càntigu de a mie etotu
in sa gula de su cucu.

E chie nd’at cabu si dae cussas nues,
chi a tota fua lascas in chelu current,
no iscampiet unu sole detzisu
a intebiare sos pojos de sos trotischeddos.

La lettera di Riottoso

di Stella del Mattino e della Sera

Per il mio collega scomparso, rintracciabile ora nel Mondo della Luce. Conoscendo la sua antica passionaccia per la storia della nostra isola, gli dedico questo archeoscoop. 

Si ritrovò testè al villaggio nuragico di Sant'Imbenia una tavoletta scritta della categoria Aenigma
Così trasferibile: 


In esclusiva assoluta, grazie all' intercessione dell' Antico che è pratico deformatore dello spazio-tempo, siamo oggi in grado di fornire la ricostruzione storica della genesi dell'oggetto. 
Fu lettera d'amore scritta 2800 anni fa. 
Tornò al mittente per via di un penoso equivoco.
Ecco il riassunto di come andarono le cose.

Caro amico, ti scrivo..

 Zuanne Frantziscu Pintore, Irgoli, 31 de agustu de su 1939 - Orosei, 24 de capidanne de su 2012

Questo è il primo di una serie di interventi che si succederanno nel corso di questa giornata: in ricordo del nostro caro amico scomparso un anno fa. Li dedichiamo a lui ed ai suoi famigliari. Ognuno degli autori ha scritto qualcosa "a modo suo", anche estemporaneo, così come gli è venuto pensando a Gianfranco. Il primo pezzo è di Francu Pilloni.
Gianfranco in un bel disegno del bravissimo Franco Tabacco

lunedì 23 settembre 2013

Il Dio degli Sherden in Egitto

Figura 1: La collina di P-nebi, una donazione del faraone al Dio degli Sherden (1a, pg. 68). 
Figura 2. Il punto del "Testo B" del papiro Wilbour dove viene menzionato il "Dio degli (?) Sherden", nella traduzione di A. Gardiner (1b, pg 120). Il segno ? si riferisce forse alla preposizione "degli",  forse non chiara dal testo originale. Il segno che Gardiner denomina diacritico, è una delle tante aggiunte in rosso al testo B, la cui valenza rimane oscura (per lo più) al redattore (1c). Lo si confronti con lo scettro Sekhem ( o ABA), di cui abbiamo già parlato in passato. 

sabato 21 settembre 2013

La sospensione del tempo

Una stupenda intervista a Davide Livermore, regista e coreografo dell'attuale allestimento de I Shardana, di Ennio Porrino . Da ascoltare tutta, dall' inizio alla fine: parla un artista, dal cuore e  dalla testa.

"[..]ecco siamo qua: abbiamo cantato la Sardegna, abbiamo cantato la nostra TerraE dico nostra, in questo caso, perchè mi sento profondamente la responsabilità di questo lavoro. Perchè questo lavoro ha una passione enorme dentro, e canta una Terra. Io non sono di questa Terra, e per me questo non può essere un lavoro normale, perchè darò vita, poesia, anima, aiuterò a ridare luce a questa partitura, a questa storia. E non può essere un lavoro normale, perchè è un lavoro che è unico per questa Terra. E' un regalo grande che la vita mi ha fatto [..]" David Livermore, 2013. 

Da quando Saruman il saggio ha abbandonato la ragione per la pazzia?*

Da prima o da dopo che Grima Vermilinguo gli sussurra all' orecchio?


venerdì 20 settembre 2013

Ammentu de Giuanne Frantziscu Pintore in Nùgoro


 
de Diegu Corràine

Ammentu de Giuanne Frantziscu Pintore, su 24 de cabudanni in Nùgoro
Su 24 de cabudanni est sa data chi, in su 2012, est mancadu, a sa famìlia e a sos amigos Giuanne Frantziscu Pintore, giornalista e iscritore, militante distintu de sa càusa natzionale sarda.
In ocasione de custu primu anniversàriu, nos amus a addoviare in Nùgoro pro l'ammentare, faeddende de LIMBA SARDA E IDENTIDADE OE.
Ant a leare sa paràula a propòsitu de custu argumentu e de sa vida de Giuanne Frantziscu unos cantos amigos. A pustis, ant a pòdere intervènnere finas sos àteros amigos presentes.
At a èssere presente sa famìlia.
A sas  7 de sero, su 24-9-2013, NÚGORO
pratza Bustianu Satta, in sa sala cunferèntzias de s'Assòtziu culturale IBIS
(chi ringratziamus).

Bos isetamus

Amigos e familiares

giovedì 19 settembre 2013

Dal Monte Arci (OR) alla Catalunya nel Neolitico Medio

Passando attraverso la Corsica e la Francia meridionale il percorso era di 1200 chilometri: dal Monte Arci fino al nord-est della Spagna, secondo gli autori il più lungo cammino finora rintracciato  per l'ossidiana sarda durante il Neolitico (1). Andando via mare sarebbe stato ovviamente più corto. Fatto sta che  durante il periodo a cavallo tra il V ed il IV millennio a.C., l' ossidiana del Monte Arci viaggiava fino a più importanti siti neolitici dell' attuale Catalunya, oltre che verso l' enorme mercato del sud della Francia, dove il 90% dell' ossidiana è sarda (1). Un esempio dalla Catalunya lo vedete in figura 1: una lama di ossidiana rinvenuta nel sepolcro di un inumato alle miniere di variscite di Gavà (2).

(Spagna nord-orientale), assieme ad altri oggetti importati; primo quarto del IV millennio a.C. (2)

martedì 17 settembre 2013

Le pietre rituali del nuraghe San Pantaleo di Ozieri

di Eros Suà
Pietre rituali dal nuraghe San Pantaleo di Ozieri
"Quelle due pietre a pag. 213 del mio libro sono proprio nelle immediate vicinanze del nuraghe".
Me lo comunica Francesco Amadu, autore del libro "Ozieri e il suo territorio dal neolitico all'età romana" (1), in risposta ad una mia lettera nella quale lo tempesto di domande.

domenica 15 settembre 2013

I Shardana di Ennio Porrino: dopo 53 anni di nuovo on stage

di Giovanni Masala

I SHARDANA di Ennio Porrino, una grande opera lirica “dimenticata”.
Meglio tardi che mai! Dopo ben 53 anni, dal 20 al 28 settembre nel Teatro lirico di Cagliari, verrà rappresentata in forma scenica I Shardana, la grande opera lirica di Ennio Porrino (Cagliari 1910-Roma 1959), forse il maggiore compositore sardo del Novecento.

Un fotogramma dal promo della nuova rappresentazioneSi veda anche questo blog per un commento.
Il Turno A sarà VENERDI’ 20 settembre 2013 alle ore 20,30

sabato 14 settembre 2013

Un tappo scritto da Ashkelon

Figura 1. L' iscrizione di Ashkelon
in una foto di Ze'ev Radovan
e nella trascrizione di F.M. Cross (1),
che legge:  l-y-g-ḥ  ׀ š/ mn 
Un tappo di pietra per una giara, scritto con un alfabeto che non è fenicio nè aramaico nè ebraico (1). 142,8 grammi di pietra scritta, con un codice che Cross definisce "neo-filisteo" o "ebraico-filisteo". Sulla base del contesto è datato al 604 a.C. o prima. Ma l' iscrizione fa venire un bel mal di testa al famoso epigrafista.

Come lesse Cross l' iscrizione? "On the basis of the context in which it was found, it must be dated no later than 604 BC. and may be earlier. There is a rather crude mixture of formal and semicursive forms. The šin is quite formal, as is the ḥet. On the other hand, the yod, fully rotated counterclockwise, and the gimel, with its long left leg, are advanced forms. The inscription reads:

ליגלח ׀ ש / מן

There are problems in deciphering this little inscription. The different sizes of the letters is puzzling; we must assume that the person scratching the inscription was not a practiced scribe. The first letters of the text (lamed, yod, and especially the left leg of gimel) are lightly engraved compared with ḥet and šin, and the final mem and nun have shortened tails as well as being lightly drawn. However, the reading of the letters, I believe, is not in doubt. The vertical stroke between the ḥet and šin can be taken as a word divider, or, more likely in this period, as the sign for the numeral “1" "(1). 

venerdì 13 settembre 2013

La II lettera di un Grima Vermilinguo: un falso o un plagio?

Dopo lunga attesa, il Verbo si è nuovamente manifestato: la II biblica lettera di un Grima Vermilinguo è andata finalmente in stampa, su una nota rivista.  Si vedano stralci della I lettera, successivamente esposta nella sua interezza. La questione (e non da poco) ora è: l' autore è ancora una volta il dr. Maurizio Feo, questa volta  sotto mentite spoglie, o si tratta di un volgare imitatore? Leggiamo prima di tutto la lettera:

Da: Sardegna Antica.Culture mediterranee, 2013,  I sem. p.33 n. 43 (un grazie all' amica Paola Lai, che mi ha mandato una copia della rivista, per me introvabile).

mercoledì 11 settembre 2013

EORONIO/ FORONIO di Sedilo. Un grido tragico e un 'nome' grottesco per un ladrone 'illustre'?

# Gigi Sanna e il codice nuragico 

di Gigi Sanna
Recentemente Aba Losi ha pubblicato un articolo riguardante alcuni cippi funerari sardi assai difficili da inquadrare culturalmente e temporalmente e ancora, dal punto di vista del contenuto epigrafico, di controversa interpretazione. Uno di essi è quello noto di Sedilo che reca (o sembrerebbe recare) il nome di un defunto o di un dio chiamato Foronto (1).

martedì 10 settembre 2013

Da Calabona (SS) alla Svezia nell' età del Bronzo Medio

di Atropa Belladonna

Regione di Uppsala, a nord di Stoccolma; sito archeologico di  Sommaränge skog, Viksta. Il rame della miniera di Calabona (Alghero, SS) vi arriva per vie non ben determinate e viene utilizzato per fabbricare una spada in bronzo del 1700-1500 a.C., di cui rimane il pomolo. Oggi quel rame è stato individuato, in modo inequivocabile, dalle analisi archeometriche (1): faceva parte di 71 reperti metallici rinvenuti in Scandinavia, risalenti ad un'epoca che va dal Neolitico tardo II (LNII)  fino all 700 a.C. ca. (vd. figura 1). 
Figura. 1.  Provenienza dei manufatti metallici analizzati, in accordo con le
analisi archeometriche sugli isotopi del piombo (rielaborato dal rif. 1)

lunedì 9 settembre 2013

E nel circondario di Monte Prama....

Mappa modificata da: Anna Depalmas, 2008, Evidenze e apparenze del paesaggio attuale per una lettura del territorio nuragico, In: Preistoria e protostoria in Etruria: atti del 8. Incontro di studi: V. 1: paesaggi reali e paesaggi mentali, 15-17 settembre 2006, Valentano-Pitigliano, Italia. Milano, Centro studi di preistoria e archeologia. p. 523-534).

sabato 7 settembre 2013

Quando le parole sono macigni

Daniela Virdis è una che con le parole ci sa fare: applica all' analisi dei testi la moderna lessicologia, utilizzando i corpus ed i software più aggiornati. Analizzando con i suoi metodi di indagine i 4 articoli dedicati alla Sardegna che sono stati pubblicati  sul   National Geographic Magazine tra il 1916 ed il 2005, c'è rimasta un pò male (1). Un esempio del doloroso stupore della ricercatrice è il seguente: 

In fact, as if to counterbalance its positive connotation, modern is sometimes utilised along with and in contrast to its antonyms or near antonyms old, old-time, hazy (past), uncultured, medieval in such strings as

                                  The sense of art in these uncultured people makes a modern painter
                                  wonder . . . (Costa 1923: 56);
                                  Castello . . . retains even in modern times many traces of medieval
                                   life (Costa 1923: 25);
                                  The main roads are traversed by a great number of modern vehicles,
                                  and in this district the old Sardinian cart is seldom seen
                                  (Costa 1923: 72),

and is mainly employed to indicate the authors’ great surprise and amazement at the existence of anything up-to-date on the picturesque island.

giovedì 5 settembre 2013

Lingotti oxhide in depositi di fondazione: Egitto e Sardegna. Un'esclusiva?

Figura 1. a. lingotto oxhide miniaturistico da un deposito di fondazione della regina Twosret a Tebe, come illustrato da Petrie (1);  b. lingotto oxhide miniaturistico da un deposito di fondazione del re Siptah a Tebe: nei cartigli, emersi dopo una pulizia dell' oggetto,  si legge il nome regale di Siptah, Akhen -(Re Setepenre) Merenptah-Siptah (1); c. lingotto oxhide in rame da Sant'Antioco di Bisarcio, ritenuto proveniente, assieme ad un altro andato perduto, dal deposito di fondazione di un nuraghe (2) (non in scala). 

mercoledì 4 settembre 2013

Un commento a Romina

Un commento di Mikkelj Tzoroddu al post Foto del giorno: faretre votive nuragiche del 25.08.2013

di Mikkelj Tzoroddu

Una orta ke fippo in sa British School e kircande carki cosa de Sardinna, nde appo idu una de Juanne Ispanu: “Mnemosine Sarda, ossia Ricordi e Memorie di vari Monumenti antichi”, istampadu a Casteddu dae sa Tip. Timon, s’annu 1864. Abbaidande custu nikele postu dae Romina, appo idu ki su Mastru Sanna at nadu: « […] nella faretrina perché essa non è un 'oggetto votivo' ma è un talismano». Mi so’ ammentadu de custu “talismano” ki fit in d’una pàzzina de su libbru de Juanne Ispanu. Diffattis i’ sa “Tavola XI” (binde sun duas, i’ sa seconda bi sunt sas friguras e i’ sa prima b’est iscrithu itte sunu), a su N.6 b’est una frigura (anzis duas attaccadas a pare), in d’unu kirru paret proppriu sa MS275, ma kin tres nikeles longos fattos a punta (poi idimus comente los muttit s’Ispanu) imbezzes de duos comente l’ades colada bois; a s’atteru kirru b’at una cosa ki non bi la comprendo. S’Ispanu, pro custa cosa, narat: «Talismano o ornamento bellico di bronzo di Tharros, da una parte ha un gladio, e dall’altra tre verghe sardorum (Bullet. an. I, p. 161); sa frigura juket sos aneddos pro appiccare sa cosa (a su estire?). A su N.10, s’idet sa mattessi cosa (verghe sardorum) de prima e a daisecus b’est unu istoccu “ad elsa gammata”. S’Ispanu, in hoke, narat: «Altro talismano bellico di bronzo quasi simile al num. 6. Da una parte invece del gladio ha un parazonio (Bullet. an. I, p. 161)».
Pro cumprender mezus sa kistione toccat de andare a lezzere su Bullettinu. Soe andadu peri a bider itte keret narrere custu parazonio: este sa zinta pro bi attaccare s’istoccu o si nono s’istoccu ettottu. Sa cosa de su N.10, no at sos aneddos de fiancu, pro l’appiccare, ma una ispezzie de lorica posta in conca.


martedì 3 settembre 2013

Uno studio sul cromosoma Y di 1204 Sardi. Ed il nostro bis-bis-bis...papà

di Atropa Belladonna

Non è certo il merito principale di questo articolo, ma prima di dimenticarmene ringrazio sentitamente gli autori per avere fatto una  sintesi grafica dei siti archeologici sardi  dal mesolitico fino al neolitico tardo: non l' avevo mai vista prima (figura 1) (1). 

Figura1. Distribuzione spaziale di siti archeologici noti, in Sardegna, per l'epoca mesolitca e neolitica (modificato, dal supplementary material del rif. 1). La datazione dei siti di figura 1b, corrisponde alla prima grande espansione neolitica degli agricoltori-allevatori in Sardegna (data media 5700 a.C., 7700 anni  BP, before present). Nel lavoro di Francalacci et al. (1), tale espansione corrisponde alla "privatizzazione" sarda di alcune varianti del sotto-aplogruppo I2a1a, presente in ca. il 38% dei campioni analizzati, ma raro nel resto dell' Europa occidentale

domenica 1 settembre 2013

Una tomba dei giganti scavata nell'arenaria del Sinis

[..]Se da una parte il Sinis si ripropone ancora come uno dei poli principali della civiltà fenicio-punica e romana in Sardegna, dall'altra esso conserva anche uno straordinario patrimonio pertinente alla civiltà nuragica dell'età del bronzo e degli inizi dell'età del ferro. In questo settore d'indagine emerge sempre più il singolare complesso di Mont'e Prama, interpretato come necropoli-heroon e corredato da una serie di sculture in calcare a grandezza naturale raffiguranti arcieri, guerrieri, "pugilatori" con guanto armato e scudo protettivo, oltre che rappresentazioni di nuraghi.[..] (Direzione Generale per le Antichità)

E' inutile sperare il contrario, un pò di sminuimento quando si parla di nuragico bisogna sempre metterlo! l' eccezionale complesso di Monte Prama diventa solo singolare e le statue diventano a grandezza naturale. Non dico di usare la parola giganti (perchè 2.2 metri non sono poi così giganteschi), ma un pò sovradimensionate le sono rispetto ai comuni mortali! 
E meno male che almeno si riconosce oggi, con gravissimo ritardo, che il Sinis conserva uno straordinario patrimonio nuragico: e ci credo con la marea di nuraghi e villaggi che vi sono, ci mancherebbe altro!