sabato 28 settembre 2013

I marchi dei lingotti oxhide

di Atropa Belladonna

"Queste lapidi sono di diverso peso, la prima pesa chili 37, e l'altra chilogr. 28. Le altre tre ad un dipresso più o meno, ma al di là di 30 chilogrammi.[...] Tutte le dette stele hanno qualche segno incavato a taglio con istrumento nel mezzo o nella parte superiore, imitante la croce egiziana, o la rozza forma umana colle mani alzate[..](1, G. Spano 1958)
E' un momento veramente storico: lo Spano mostra due disegni dei primi lingotti oxhide scoperti al mondo, dopo averne annunciato il ritrovamento l' anno prima; anche se non li chiamava ancora così (1).

Due dei cinque lingotti di Serra Ilixi sarebbero andati perduti negli anni successivi, tre si trovano ancora al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari: lo Spano scrive che tutti e cinque avevano segni incisi. Zucca li definisce così (2a): "si tratta degli oxhide ingots di produzione cipriota, recanti segni del sillabario cipro-minoico, rinvenuti a Nuragus, nella località di Serra Ilixi". Bisogna dire che Zucca e pochi altri studiosi sardi (ad es. Bernardini parla di Lineare A,  2b) sono gli unici al mondo ad essere così sicuri sui marks dei lingotti oxhide, seppure abbiano diversa opinione tra di loro. 
Figura 1. Repertorio di segni su lingotti oxhide all'epoca in cui Bass scrive del relitto di Gelydonia (1967), comaprati con scritture egee e del Vicino oriente (3). Si vd. la figura 2 per una trascrizione alternativa di alcuni segni sui lingotti dalla Sardegna, segnatamente i nr. 14 e 15. 
Quando nel 1967 George Bass e co-autori pubblicano il  libro sul relitto navale di Gelydonia (3), si ha finalmente a disposizione un primo corpus di lingotti oxhide di una certa numerosità: sono 39, di cui 34 interi; 24 dei lingotti recano segni incisi, primari o secondari, che vengono raffrontati con quelli degli altri lingotti oxhide disponibili all' epoca (figura 1). Il responso è molto chiaro: "The script cannot be identified. Comparisons with Linear A, Linear B or Cypro-Minoan proved fruitless, for no group of signs is uniquely related to any one of them "; che è poi la cosa che notai a suo tempo, da non professionista, perchè era chiaro come il sole (4).  

Ugas ha provato ad inserire i lingotti superstiti di Serra Ilixi (figura 2)  tra i suoi segni metrici (2c). Anche in questo campo però il responso di Bass è piuttosto chiaro: "For the Gelydonia ingots we may immediately conclude that the marks did not designate weight. Ingots weighing the same have different marks, while identical signs appear on ingots of varying weigths(3). Considerazioni analoghe valgono per gli oxhide di Serra Ilixi: due hanno massa uguale  (33,3 kg) ma hanno segni diversi (il terzo è di 27, 1 kg) (6). 
Figura 2a. Disegno dei tre lingotti superstiti di Serra Ilixi, Nuragus, conservati al Museo di Cagliari (5). Come si vede dalla figura 1, non tutti gli autori concordano sull'esatta trascrizione dei segni. 

Anche dopo la scoperta di 354 lingotti oxhide dal relitto di Uluburun disposti in 4 file (+ 13 stoccati in un altro punto della nave), il 58% dei quali con segni incisi, le cose non sono migliorate e Luca Brighi non può che concludere: “I lingotti a volte mostrano dei contrassegni, impressi a caldo (i cosiddetti “marchi primari”) o incisi quando il rame è ormai solidificato del tutto o quasi (“marchi secondari”). Tali marchi non sono esattamente riconducibili a uno specifico sistema scrittorio, ma in molti casi presentano forti somiglianze con la cosiddetta scrittura “Cipro-Minoica”, diffusa a partire dal 1500 a.C. circa. Nonostante si sia cercata una corrispondenza tra determinati segni e il loro specifico significato, eventualmente legato ai luoghi di estrazione, di produzione, di commercializzazione o di destinazione, allo stato attuale degli studi tali segni risultano essere indipendenti da fattori di tipo tecnologico, tipologico o commerciale(5). Seppure una qualche funzione dovevano averla: sulla nave erano disposti in modo tale che i marchi fossero ben visibili.
 
Figura 3. La prima fila dei lingotti di Uluburun (fig. 4.2 del rif. 7). Si noti la presenza di lingotti oxhide a due "maniglie", in mezzo ai più famigliari lingotti a quattro "maniglie".  I lingotti a "2 maniglie" sono stati rinvenuti in numero di  31 nel carico di Uluburun (7)

Certo, in alcuni casi come il mini-lingotto egizio dal deposito di fondazione del faraone Siptah e quelli offerti ad Amun-Re da Ramesses III, il significato delle scritte è chiaro e leggibile (8). Nei lingotti miniaturistici da Cipro  i segni non sono leggibili o decifrabili, ma sono stati assegnati con una certa sicurezza al repertorio Cipro-Minoico (9). Ma per quelli "grandi" e pesanti tra i 27 ed i 39  kg., siamo ancora in alto mare (2). 

Ultima ora: A. Kaiser, COPPER OXHIDE INGOT MARKS: A DATABASE AND COMPARATIVE ANALYSIS, 2013, M.A. of Archaeology, Cornell University

(1) G. Spano, Stele mortuarie di Bronzo, Bullettino archeologico sardo ossia raccolta dei monumenti antichi in ogni genere di tutta l'isola di Sardegna, Gennaio 1958, anno IV, nr. 1, pp. 11-15.  Nel fascicolo 6, pg 94, del 1957 (anno III del Bollettino), Spano scrisse, al paragrafo "Ultime scoperte": [..] Prescindendo dalle nuove tombe di Tharros da cui uscirono nuovi impronti di scarabei, stoviglie ed amuleti egiziani, nel villaggio di Nuragus furono scoperte cinque tavole di rame nel sito appellato Serra Ilixi.  Desse sono di una straordinaria grandezza, e pesano da 28 a 37 chilogrammi ciascheduna. Hanno qualche segno rozzamente inciso , né possono esser altro che stele mortuarie, perchè sotto si trovarono tracce di ossa , ed alcuni frammenti di grossolane stoviglie. Per quanto ci assicura il Sig. Giuseppe Medila, che fu testimonio oculare, per essersi trovate in una sua terra , furono scoperte dagli aratori quasi a fior di terra. E' da notare che in vicinanza vi esiste un Nuraghe mezzo distrutto, e tanto dalla forma dele dette tavole, quanto dai segni che manifestano scolpiti, sono da attribuire ai remotissimi tempi di popoli Cananei. Ci riserviamo a parlarne di proposito[..]. 
(2) a. R. Zucca, "Storiografia del problema della ‘scrittura nuragica’" in Bollettino di Studi Sardi, Anno V, numero 5, dicembre 2012; b. Paolo Bernardini Segni potenti: la scrittura nella Sardegna protostorica, in Verba Latina, L'epigrafe di Bau Tellas, L'Africa Romana, convegno XIX, Senorbì 19.12.2010
(3) George F. Bass, Peter Throckmorton, Joan Du Plat Taylor, J. B. Hennessy, Alan R.Shulman, Hans-Gunter  Buchholz, Cape Gelidonya: A Bronze Age Shipwreck, Transactions of the American Philosophical Society, New Series, Vol. 57,  (1967), pp. 172-174. 
(4) A. Belladonna, Il rame di Cipro, la regina di Ugarit e la Sardegna, http://gianfrancopintore.blogspot.it/, 19.05.2011 ("quel segno impresso sul lingotto potrebbe appartenere ad una qualsiasi delle scritture egee pre-alfabetiche: Lineare A, Lineare B, Cipro-Minoico")
(5) Luca Brighi, Il commercio del rame nel Mediterraneo durante l’Età del Bronzo, Università degli Studi di Pisa, AA, 2006/2007
(6) Fabio Serchisu, Valori ponderali nei ripostigli dei lingotti ox-hide in Sardegna. Considerazioni, In: ATTI DELLA XLIV RIUNIONE SCIENTIFICA dell' ISTITUTO ITALIANO DI PREISTORIA E PROTOSTORIA, LA PREISTORIA E LA PROTOSTORIA DELLA SARDEGNA, Cagliari, Barumini, Sassari 23-28 novembre 2009, vol. IV, Posters, Nuove Grafiche Puddu, Ortacesus (CA), 2012, pp. 1509-1512
(7) SHIH-HAN SAMUEL LIN, LADING OF THE LATE BRONZE AGE SHIP AT ULUBURUN, 2003,  MASTER OF ARTS Thesis, Texas A&M University
(8) A. Belladonna, Lingotti oxhide in depositi di fondazione: Egitto e Sardegna. Un'esclusiva?, monteprama.blogspot.it, 05.09.2013
(9) VASILIKI KASSIANIDOU, Miniature ingots from Cyprus.In: Metallurgy: Understanding How, Learning Why. Studies in Honor of James D. Muhly. Prehistory Monographs 29., Philip P. Betancourt and Susan C. Ferrence (eds.), 2011, INSTAP Academic Press. pp. 11-19
(10)  Romina Saderi, Foto del giorno: il lingotto plumbeo nuragico di Giorgino, Cagliari, 10.07.2013; monteprama.blogspot.it