giovedì 5 settembre 2013

Lingotti oxhide in depositi di fondazione: Egitto e Sardegna. Un'esclusiva?

Figura 1. a. lingotto oxhide miniaturistico da un deposito di fondazione della regina Twosret a Tebe, come illustrato da Petrie (1);  b. lingotto oxhide miniaturistico da un deposito di fondazione del re Siptah a Tebe: nei cartigli, emersi dopo una pulizia dell' oggetto,  si legge il nome regale di Siptah, Akhen -(Re Setepenre) Merenptah-Siptah (1); c. lingotto oxhide in rame da Sant'Antioco di Bisarcio, ritenuto proveniente, assieme ad un altro andato perduto, dal deposito di fondazione di un nuraghe (2) (non in scala). 

Nel 1896 Petrie scavò a Tebe due templi funerari dei faraoni della XIX dinastia  Siptah ( 1197 – 1191 a.C.) e Twosret (1191–1189 a.C., forse la figlia di Merenptah): Petrie trovò 7 depositi di fondazione per il primo e 8 per la seconda, e vi rinvenne in totale 4 lingotti oxhide miniaturistici. Il materiale fu depositato all' University Museum di Londra. Sebbene Petrie non menzionasse nei suoi diari di scavo alcun segno di scrittura su di essi, David O' Connor fece richiesta al Museo farne pulire uno. Ne emersero i cartigli, rovinati ma ancora leggibili, del penultimo faraone della XIX dinastia: Siptah (figura 1), che regnò all' inizio del XII sec. a.C.. O'Connor spiega come questi lingottini siano un unicum, seppure fin dalla XI dinastia si usasse rappresentare simbolicamente rame e bronzo nei depositi di fondazione de templi funerari, ma sotto forma di placchette sottili  inserite dentro pile di mattoni essicati al sole (1).

Come si sa anche in Sardegna si conosce almeno un lingotto oxhide, seppure stavolta a grandezza "naturale" (pesa 22,5 kg),  rinvenuto (questo ritengono gli archeologi)  nello strato di fondazione di un nuraghe: quello da Sant'Antioco di Bisarcio  (Ozieri) (Figura 1c); anzi "quelli", perchè uno è andato perduto (2, 3). E se ne conoscono anche altri da  depositi di costruzione  o di fondazione (in ogni caso da ripostigli intesi per contenere materiale  "non recuperabile": [..] Localizzazione dei rinvenimenti. Di 31 rinvenimenti di lingotti oxhide registrati, 15 sono stati trovati dentro o vicini a nuraghi (N) o a villaggi nuragici (VN). Di questi, 4 sono ripostigli sicuri, 4 probabili. [..]La differenziazione fra “deposito di fondazione” e “deposito di costruzione”, già applicata a Cipro ed al mondo egeo, è interamente accettabile per la Sardegna nuragica: [A“building deposit”is] in an internal part of the structure of a building. … The term “foundation deposit” is used to designate a building deposit placed in the foundation or lower part of a building, below floor level. Da questo punto di vista, il rinvenimento di uno o più lingotti integri nelle fondazioni di un nuraghe è uno degli esempi migliori di deposito di fondazione (Ozieri, n. 6). I depositi di costruzione sono quelli di Arzachena (n. 1) e Triei (n. 17), citati sopra, mentre Olbia-Serra Elveghes (n. 2a) può essere considerato un deposito di fondazione; tutti e tre i casi sono in relazione con una capanna nuragica in un villaggio.[..](2).

Non sfuggirà certamente all' attento lettore, che Siptah si colloca dopo Merenptah (1213-1204 a.C.) e prima di Ramesses III (1187–1156 a.C., XX dinastia): siamo cioè tra due dei faraoni che ci hanno lasciato scritto qualcosa (e che cose!) sugli Shardana: il primo ci racconta che durante il suo quinto anno di regno respinse un attacco dei Libii alleati con Shardana, Lukka, Ekwesh, Teresh, e Shekelesh dal nord (4). Il secondo fece rappresentare gli Shardana prima in battaglia e poi catturati,  nel suo tempo a Medinet Habu (4). 
Io non so, e davvero non lo so, se siano stati rinvenuti lingotti oxhide in depositi di fondazione di edifici a carattere sacrale in luoghi differenti da Sardegna ed Egitto. Fulvia Lo Schiavo però, raffrontando luoghi e contesti di ritrovamento a Cipro e in Sardegna, sottolinea che [..] Quanto ai santuari, in Sardegna, esattamente all’opposto che a Cipro, la presenza dei lingotti oxhide implica maggiori collegamenti con il sistema locale delle offerte che non con quello di eventuali officine metallurgiche. [..]  in Sardegna, dove i lingotti oxhide sono stati in maggioranza raccolti in ripostigli privi di riferimenti diretti ad attività metallurgica, con poche ed incerte eccezioni.[..] Recuperabile o non recuperabile? differente. Con la sola possibile eccezione di Enkomi, V. Kassianidou condivide l’opinione di Knapp, Muhly e Muhly che: in all the other cases the ingot fragments represented raw material for the use of Cypriot metalsmiths. (Kassianidou 2009: 60). In Sardegna, in quasi tutti i casi c’è la chiara evidenza di una diversa volontà, forse un forte tabù sociale più che religioso, che non consentiva il recupero (e riuso) del metallo nel ripostiglio.[..] L’impressione che si trae dallo studio dei dati archeologici che abbiamo esaminato è che ripostigli con lingotti oxhide (in Sardegna, ndr) non fossero Merchants’ hoards (ripostigli di mercante), seppelliti in situazione di socio-economic discontinuity (discontinuità socio-economica). Al contrario, erano Non-Utilitarian, per Consumption / Exchange (non utilitaristici, per impiego e scambio). I pezzi non erano quasi mai collocati in un De Facto Refuge (deposito di fatto), ma erano Building o Foundation Deposits (depositi di costruzione o di fondazione). Erano Non-retrievable (non recuperabili), anche quando seppelliti in luoghi non appartati, e apparentemente raccolti e sepolti in un periodo di notevole benessere e stabilità sociale. In Sardegna non sono in relazione con industrial areas (“aree industriali”, ovvero officine metallurgiche), a parte 9 casi con connessioni peraltro scarse, come abbiamo visto.[..](2)

In altre parole, anche se  non si può mai parlare della totalità dei casi, in Sardegna apparentemente i lingotti oxhide avevano una valenza sacrale maggiore che a Cipro.
E in Egitto? Esistono diverse rappresentazioni di lingotti oxhide, spesso dipinti in rosa o rosso (ad indicare che quello è rame) (1). Iniziano dall' epoca di Hatshepsut e Thutmosis III (XV secolo a.C., XVIII dinastia), illustrati come beni stranieri portati da Siriani, e terminano con l'epoca di Ramesses III (XII secolo a.C., XX dinastia). Due di queste rappresentazioni mi hanno particolarmente colpito, per la loro chiara evidenza sacrale: rilievi, di cui conosciamo solo i disegni, in stanze oggi inaccessibili del tempio di Medinet Habu; si tratta di offerte che Ramesses III presenta ad Amun-Re (una volta rappresentato con il suo avatar ariete, in trono), il capo indiscusso tra gli dei di Tebe (figura 2). In una di esse, i geroglifici incisi dicono chiaramente che uno dei tre gruppi di lingotti è d'argento, il secondo è di rame ed il terzo di piombo (1). Non male come regalino.

Figura 2. Ramesses III presenta offerte ad Amun-Re, tra cui lingotti oxhide (da 1). (Si veda anche il disegno su: Scott M. Peters Senior Thesis, Department of History Columbia College, Columbia University, 2011, Decoding the Medinet Habu Inscriptions: The Ideological Subtext of Ramesses III’s War Accounts, pg 50, fig. 12) . nel disegno in basso i gruppi di lingotti sono marchiati con i geroglifici per "argento" (letteralmente oro brillante, bianco), "rame" (figurativo anche per fermezza di carattere) e  "piombo". 

Da ultimo, una mappetta della distribuzione degli oxhide (5)-interi, frammentari, miniaturistici o semplici rappresentazioni- che male non può fare (figura 3). 


Ovviamente non aspettavano certo noi: i lingotti miniaturistici  egizi di fig. 1a,b, erano noti in letteratura (figura 4), assieme ad altri da Cipro, che però non provengono da depositi di fondazione (6). Ciò che è nuovo, per quel che ne so, è la connessione Egitto-Sardegna riguardo appunto al deposito di fondazione. 

Figura 4. Il lingottino egizio di figura 1b ed altri lingotti miniaturistici da Cipro (6a) (si veda anche 6b per altri esemplari). 

Tra i lingotti miniaturistici già noti in letteratura, aggiungiamo qui un  lingottino di bronzo, rinvenuto al santuario nuragico di Sa Sedda ‘e sos Carros, in Sardegna (7) (Figura 5). 

Figura 5. Lingotto oxhide (?) con appiccagnolo. - Sa Sedda 'e sos Carros, provenienza generica (7). Bronzo. 

Ora vi lascio, ma so che Romina ha in serbo altro, quindi .... continua 

(1) David O' Connor, Model ingots in Egyptian foundation deposits, Appendix 8  InGeorge F. Bass, Peter Throckmorton, Joan Du Plat Taylor, J. B. Hennessy, Alan R.Shulman, Hans-Gunter  Buchholz, Cape Gelidonya: A Bronze Age Shipwreck, Transactions of the American Philosophical Society, New Series, Vol. 57,  (1967), pp. 172-174. 
(2) Fulvia Lo Schiavo, Gli Altri: Nuragici e Ciprioti a confronto, In: I nuragici, i fenici e gli altri: Sardegna e Mediterraneo tra bronzo finale e prima età del ferro, Atti del I Congresso Internazionale in occasione del venticinquennale del Museo “Genna Maria” di Villanovaforru 14-15 dicembre 20072012, Carlo Delfino ed., pp. 14-40
(3) A. Belladonna, Il rame di Cipro, la regina di Ugarit e la Sardegna, http://gianfrancopintore.blogspot.it/, 19.05.2011
(4) Jeffrey P. Emanuel, Šrdn from the Sea': The Arrival, Integration, and Acculturation of a 'Sea People'Journal of Ancient Egyptian Interconnections, 2013, 5: 14-27
(5) A. Harding, Trade and exchange, In: The Oxford Handbook of the European Bronze Age  edited by Anthony Harding, Harry Fokkens, 2013, oxford University Press, pp. 370-381 (fig. 201.1)
(6) a. María Cruz Marín Ceballos, De dioses, pieles y lingotes, Habis, Nº 37, 2006 , pp. 35-54; b. VASILIKI KASSIANIDOU, Miniature ingots from Cyprus. In: Metallurgy: Understanding How, Learning Why. Studies in Honor of James D. Muhly. Prehistory Monographs 29., Philip P. Betancourt and Susan C. Ferrence (eds.), 2011, INSTAP Academic Press. pp. 11-19
(7) N. Ialongo, 2011, Il santuario nuragico di Monte S. Antonio di Siligo (SS). Studio analitico dei complessi cultuali della Sardegna proto-storica. Tesi di dottorato in Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche, Università La Sapienza, Roma