mercoledì 30 ottobre 2013

Avevo un desiderio..

Posso esprimerlo ora, a posteriori, perché non mi sembrava giusto "disturbare" i lavori dei congressisti: avrei voluto trasformarmi in una vespa-reporter migratoria e volare a SULCIS2013. Sotto queste insettiformi spoglie desideravo ascoltare  il prof. Bartoloni e sentire le ultime novitá sui Nuragici: sí perché, il giorno prima dell´inizio del meeting, il professore ha sganciato delle  bombe preliminari su La Nuova Sardegna, ma delle bombe che.....
Andiamo con ordine e sentiamo cosa ci disse come introduzione: "Il congresso è importantissimo, si tratta della summa degli studi fenici dopo quello del 2009 ad Hammamet, è anche la prima volta che la Sardegna ospita questo evento. Sono tante le novità, una su tutte la scoperta di materiali fittili e recipienti nuragici a Uthica, che si trova sulla costa tunisina a 150 miglia da Capo Spartivento. Anche in Sardegna non mancano le nuove scoperte. A Sant’Antioco, l’antica Sulky, è stato trovato un luogo di culto di una divinità salutare che è perdurato dal VII al II secolo a.C. Qui si praticava il rito dell’incubazione: i malati dormivano nel tempio e riferivano i sogni al sacerdote che indicava una cura. Abbiamo ritrovato tracce del tempio, gli ex voto dei pazienti, e il frammento di una statuetta votiva con il nome di un ospite che aveva dormito lì. I pazienti soggiornavano per diversi giorni, quindi dobbiamo pensare a una struttura complessa che precorre le cliniche attuali".


Io lo definirei piuttosto un centro di wellness, con concetti terribilmente nuovi per di piú, quasi Freudiani! 

Poi continuava con un sibillino paragrafo....: "I Fenici nascono come popolo agli inizi del XII secolo a.C., in conseguenza dei rivolgimenti politici e sociali provocati nel Vicino Oriente dall’invasione dei cosiddetti Popoli del Mare, e incrementarono commercio e produzione artigianale in totale autonomia, con imprese commerciali nel Mediterraneo e nel Mar Rosso per rifornire le botteghe di materie prime"

..e con la frequentazione fenicia della Sardegna, e qui veniva il bello:
"Lo scopo principale per cui i Fenici vengono in Sardegna è la ricerca dei metalli  e prima della costruzione di città vere e proprie si appoggiano ai centri vicini ai grandi bacini argentiferi, sulla costa Sud-Occidentale e Orientale, dall’Ogliastra fino al Flumendosa». In seguito, parte dei Fenici emigrò dalla madrepatria e si stabilì in Occidente: «Non si trattò di una migrazione di grande entità , perciò i Fenici in Sardegna si dovevano associare alle popolazioni locali, una civiltà grande e potente divisa in cantoni che navigava in tutto il Mediterraneo. La necessità di materiali faceva sì che ci fosse uno scambio continuo. Noi pensiamo alle logiche del mondo moderno e le trasferiamo al mondo antico, ma le frontiere le abbiamo inventate noi: allora c’era un’osmosi molto più forte".

Arrivati qui sarei tornata da vespa a me stessa, in qualche modo magico o onirico, e gli avrei chiesto-prima di essere buttata fuori perché priva del badge del congresso:  "Professore, ma allora tutte quelle belle robe-come gli scarabei-che si dicevano arrivate con la mediazione dei mercanti fenici, non possono averle portate in patria i Sardi?  E nelle loro peregrinazioni marine, non puó darsi che si siano imbattuti nella, orrore, SCRITTURA ??!! "

A questo punto sono sicura che mi avrebbero sbattuta fuori. Sperabilmente dopo il coffee-break.

Abbiamo un pochino scherzato e sono certa che il prof. Bartoloni non se la prenderá, e comunque é di certo uno che ha il coraggio di riprendere in mano quanto c´era di vecchio e stantio, considerando i nuovi dati che emergono anche a livello internazionale
Un pó ce lo aspettavamo, dopo quello che disse sullo spillone di Antas: eh, quando ci vuole ci vuole!