giovedì 17 ottobre 2013

I cocci di Orani: 2580 click e un silenzio da permafrost

Figura 1. Due cocci da Orani (1)

Anche ammettendo che molti lettori del post tradotto in inglese lo abbiano visualizzato con l'unica intenzione di criticare la traduzione stessa (pensa te che paturnie),  il fatto resta; cioè il fatto che il post in italiano sui cocci di Orani  e la sua traduzione abbiano totalizzato 2580 visite, così ripartite: 557 quello in inglese, 2023 quello in italiano (1), è l'unico articolo del blog che abbia superato le 2000 visualizzazioni. Ed ancora adesso, dopo 11 mesi, viene visitato giornalmente almeno 10 volte. 

Possiamo concludere che, come minimo, la faccenda interessa. Per due o tre motivi, suppongo:
a. per via che uno dei cocci reca una sequenza di lettere già presente nella stele di Nora (2), ma di apparenza più arcaica (figura 2a);
b. per via dei segni tipo "Tanit" su ceramica che appare nuragica;
c. per via della lettura, fatta da Gigi Sanna, del coccio con i due antropomorfi-che rende il trigramma YHW + il classificatore H (3) (figura 2b);
d. per via di come sono stati trattati  questi disgraziati cocci dagli archeologi che li hanno visionati, e per come sono stati trattati gli scopritori, il che non è, per fortuna, passato inosservato.
Figura 2a. Dal pannello 22 della Mostra epigrafica di Macomer, "Prima mostra didattica della documentazione scritta della scrittura nuragica (dall’Età del Bronzo Medio al I Ferro)", Gruppo Culturale Solene, ottobre 2011. Trascrizione di uno dei cocci di Orani.
Figura 2b. Modificato dal pannello 16 della Mostra epigrafica di Macomer, "Prima mostra didattica della documentazione scritta della scrittura nuragica (dall’Età del Bronzo Medio al I Ferro)", Gruppo Culturale Solene, ottobre 2011. Trascrizione e translitterazione di uno dei cocci di Orani, con lettura YHW-H

Le implicazioni dei primi tre fatti sono ovviamente mostruosamente importanti, e di certo non solo per la Sardegna. Il quarto non lo commento, l' ho già fatto.
L' altro fatto, sinistro, è che i cocci siano stati consegnati a chi di dovere, ma che ora non si sa dove siano. Il silenzio dei chi di dovere è glaciale-come lo fu all' epoca dei fatti dopo le prime esternazioni "a caldo". 
Il silenzio dei "chi di non dovere" è però forse ancora più agghiacciante: se la cosa interessa, come pare, perchè non protestare, perchè non chiedere che questi cocci vengano fuori, vengano analizzati, ne venga indagato il contesto ecc.? L' ovvia risposta che mi dovrei e saprei dare da sola, se fossi ragazza più attenta, è: tanto a che servirebbe? E forse sarebbe una risposta datami con ragione. 

Dunque, onde non turbarvi ulteriormente fate una cosa, cari lettori: dimenticateveli quei due post, non visitateli più, insomma bastaaaaa! 

Altri documenti epigrafici da Orani: il nuraghe Nurdole
Non so se la vigna in cui sono stati rinvenuti i cocci di cui sopra sia in qualche modo in relazione con il nuraghe Nurdole di Orani, un vero e proprio santuario con tanto di vasca lustrale (fig 3a,b) e con tanto di conci di coronamento (fig. 3 c) (4)(5), risalenti secondo Fulvia Lo Schiavo al XII-XI sec. a.C. (6). L'aspetto epigrafico di questi ultimi ha fatto affermare a Garbini e Fadda che in uno di essi vi sono 4 lettere indecifrate (figura 3c), il che li ha portati alla sorprendente conclusione che i Filistei erano presenti alla costruzione del nuraghe stesso (7); ben nascosto all' interno della Sardegna. 
E i cui conci di coronamento risalgono ad un'epoca in cui dei Filistei della Philistia si iniziava appena ad avere sentore. 

Altrettanto strano è apparso  il ritrovamento di uno scarabeo in steatite ed argento con il nome reale di Amenhotep III (ca. 1388-1351 a.C.), Nebmaatre, che è anche una  forma crittografica del nome divino Amun, ben nota a tutti gli egittologi-addirittura banale; nonchè di un amuleto in fayence (fig. 3d) che reca, secondo Madau, grafemi senza significato (8). Si veda anche il rif. 9. 
Insomma Orani è una vera e propria miniera di pezzi scritti con vari metodi e con vari script, per fortuna tutti della categoria ufficiale "indecifrabile"-tranne il nome Nebmaatre (ma a Madau sfugge totalmente la crittografia amunica) o al massimo della categoria "Roma non fu fatta in un giorno". 

E ricordo che c'è anche un bellissimo "tridente", tra i cocci di coronamento del Nurdole (figura 4), di  quattro secoli più antico del ben più famoso e pubblicizzato tridente di Vetulonia (6). 

Figura 3: (a): disegno del complesso nuragico di Nurdole con la vasca lustrale (4a); (b): particolare del cortile interno con il pozzo e la canaletta che conduce l’ acqua alla vasca lustrale (4b); (c): conci scritti dal coronamento del nuraghe Nurdole (5), conservati al Museo archeologico di Nuoro; (d): amuleto e scarabeo rinvenuti attorno alla vasca lustrale, in livelli dell’ età del Ferro. Lo scarabeo reca il nome reale di Amenhotep III (ca. 1388-1351 a.C.), Nebmaatre, che è anche una  forma crittografica del nome divino Amun. Ricordo che Amenhotep III è l'unico faraone del Nuovo Regno egizio ad essere rappresentato come toro in maniera naturalistica (9e). 


Figura 4. "Il tridente" rappresentato su un concio di trachite, parte del coronamento del nuraghe Nurdole di Orani. Il coronamento risale ai sec. XII-XI a.C. (6)

2. a. G. Sanna, La Stele di Nora, 2009, PTM ed.; b. A. Belladonna, Facts versus fashion, 06.12.2012, monteprama.blogspot.it
3. G. Sanna, Il "coccio d'Orani", duro come il coccio. E non sta zitto, gianfrancopintore.blogspot.it, 23.07.2008
4. (a) Jeremy Hayne, Entangled Identities on Iron Age Sardinia?, Material Connections : Glasgow University, March 2009; (b) Franco Campus, Valentina Leonelli, Fulvia Lo Schiavo, 2010, La transizione culturale dall'età del bronzo all'età del ferro nella Sardegna nuragica in relazione con l'Italia tirrenica, Bollettino di Archeologia on line I 2010/ Volume speciale F / F2 / 6
5. Gigi Sanna a. Nurdole di Orani. Decorazioni? No, scrittura potente (II) 12.04.2011; b. L’ emblema del Museo archeologico di Nuoro. Decorato? No, scritto (III) 16.05.2011; http://gianfrancopintore.blogspot.com/
6. Fulvia Lo Schiavo, Immagini e Simboli di là dal Mare, In: Navi di Bronzo, Dai santuari Nuragici ai tumuli Etruschi di Vetulonia, A cura di F. Lo Schiavo, M. Milletti, S. Rafanelli, P. Bernardini, R. Zucca, 2012, Carlo Delfino ed., pp. 19-26
7. M.A. Fadda, S'arcu 'e is Forros, Nuragici, Filistei e Fenici fra i monti della Sardegna (con scheda di Giovanni Garbini), Archeologia viva, n.155 settembre-ottobre 2012, pp.46 -57
8. (a) Marcello Madau, II complesso nuragico di Nurdòle (Orani-NU) e le relazioni con il mondo Mediterraneo nella prima età del ferro, in: Etruria e Sardegna settentrionale tra l'età del bronzo finale e l'arcaismo, Atti del XXI convegno di studi etruschi ed italici, Sassari, 13-17 ottobre 1998, pp. 335-342; (b)Marcello Madau, "Fenici e indigeni a Nurdole di Orani," in Paolo Bernardini, Rubens D'Oriano, and Pier Giorgio Spanu, Phoinikes B Shrdn: I Fenici in Sardegna, Oristano : S'Alvure, 1997, pp. 247-250