venerdì 25 ottobre 2013

Neandertal, ovvero Davide contro Golia

Targa che ricorda la scoperta di Fuhlrott
Johann Carl Fuhlrott contro Rudolf Virchow, come dire Davide contro Golia. La storia però non ebbe un lieto fine come nella Bibbia, per lo meno non prima della morte di Fuhlrott. Il quale non seppe mai che, alla fine, gli avevano dato ragione; e mai poteva immaginarsi il presente di oggi, in cui  metà mondo studia, parla e a volte straparla del "suo" Homo neanderthalensis.
La storia della scoperta delle prime ossa dell´uomo di Neandertal (o Neanderthal, secondo la grafia prima della riforma del 1901) e della sua presentazione al mondo scientifico, è una delle più istruttive che io conosca, ma non la troverete facilmente in inglese o in italiano: è la storia dell' infinita arroganza e del clamoroso errore di un acclamato accademico, uno dei più famosi medici e patologi del suo tempo, Rudolf  Virchow.
La vicenda è invece raccontata nei dettagli sui grandi pannelli al Neanderthal Museum, dove ogni tanto vado per vedere le ultime novità ed è leggibile qui: ricordo che la prima volta che la lessi mi fece sorridere, ma pensai anche con amarezza alle umiliazioni, allo sbeffeggio ed alla profonda ingiustizia cui fu sottoposto Fuhlrott. Ve ne fornisco nel seguito un breve riassunto.

E' il 1956, mese di agosto, quando due cavatori italiani si imbattono in 16 frammenti ossei nella grotta denominata  Kleinen Feldhofer, Valle di Neander.  Vengono momentaneamente messi da parte (gli ossi, non gli operai), perchè ritenuti ossi di orso e privi di importanza. Quando però viene rinvenuta una calotta cranica, i proprietari della cava si rivolgono a Johann Carl Fuhlrott, insegnante di ginnasio laureato in Scienze Naturali all'Università di Bonn. Fuhlrott riconosce subito i frammenti ossei come appartenenti ad un uomo preistorico ed ipotizza che appartengano ad una  variante  antediluviana. Ritenendo di avere in mano qualcosa di grosso e di nuovo, si rivolge all' antropologo Hermann Schaaffhausen dell' Università di Bonn, che crede alla tesi dello scheletro preistorico, pur rimanendo peró scettico sull' ipotesi antediluviana. Le ossa, che nel frattempo e con nuovi ritrovamenti formano tracce evidenti di uno scheletro umano intero, vengono presentate alla comunitá scientifica da Fuhlrott e Schaaffhausen nel 1857, alla "Generalversammlung des Naturhistorischen Vereins der preußischen Rheinlande": niente da fare, le nuove ossa vengono, con qualche eccezione, "guardate male". Soprattutto da un grande ed eminente medico e patologo del tempo: Rudolf Virchow, il quale nega in modo veemente che quello sia lo scheletro di un "fossile umano". Secondo Virchow è uno scheletro contemporaneo, di un uomo malato e deforme, ritiratosi nella grotta per morire.
Siccome il mondo é sempre uguale a se stesso, gli dà grottesca manforte il professore di anatomia Franz Josef Carl Mayer; il quale promuove una teoria bizzarra, ma tutto faceva brodo per i negazionisti a priori: secondo lui è lo scheletro di un cosacco, che nel 1814 stava andando a combattere contro la Francia. E' a questo punto che alla veemente opposizione accademica contro la teoria di Fuhlrott, si associa lo sberleffo, il dileggio e la volgare presa in giro: Fuhlrott muore nel 1877, senza alcun riconoscimento della sua teoria, deriso e trattato da idiota dal gotha culturale dell'epoca e dai giornali.
Certo, al contrario di Davide, non potè contare su uno sponsor onnipotente.

I tempi corrono (anche nel XIX) ed il libro di Charles Darwin del 1871,  "The Descent of Man and Selection in Relation to Sex", dimostra che l'uomo, come gli altri esseri viventi, è sottoposto alle leggi evolutive e che l'urlo indignato di un tradizionalista "L'homme fossile n'existe pas!" può e deve essere rispedito al mittente. Nel 1886, nove anni dopo la morte di Fuhlrott, vengono trovati altri resti del Neandertal a Spy, in Belgio: è la consacrazione di un nuovo ominine. Da lì la carriera dell' Homo neanderthalensis è un successo senza fine, i ritrovamenti si susseguono a catena, fino agli studi attuali di paleogenetica sul suo DNA -iniziati da Svante Pääbo- e sulle sue interrelazioni col sapiens sapiens ed altri ominini

Rudolf Virchow muore nel 1902, senza credere all' esistenza del Neandertal: fino alla fine convinto che lo scheletro della valle di Neander fosse un uomo contemporaneo malato di rachitismo. 
Non lo avevano forse dimostrato lui e Franz  Mayer "al di lá di ogni ragionevole dubbio"?