martedì 29 ottobre 2013

Sepolture inviolate


Sin., IGLESIAS – San Benedetto: pianta e sezione longitudinale della Tomba II: gli ovali in nero indicano la distribuzione dei crani nel deposito; dx, San Benedetto: elementi di industria litica, dai corredi di accompagno funebre: punte di freccia peduncolate a lavorazione bifacciale, in ossidiana nera traslucida e pomo di sezione ellittica in granito rosa (disegni E. Atzeni). Da:
E. ATZENI, La necropoli di cultura "Ozieri" a San Benedetto di Iglesias (Ca), in "La collezione Pistis - Corsi e il patrimonio archeologico del comune di Iglesias, Iglesias 2001. pp. 25 - 29.

"Costituita da cinque o sei piccoli ed elementari ipogei rupestri "a domus de janas", la necropoli preistorica di San Benedetto di Iglesias restituiva agli inzi degli anni '60, per la prima volta nel Sulcis-Iglesiente, la cultura "neoeneolitica" di Ozieri, il cui arco temporale si inquadra tra gli ultimi secoli del IV e i primi del III millennio a.C.. Per quanto fortemente danneggiata dai lavori minerari e da scavi clandestini, consentì il prezioso recupero, nella Tomba II, di un inviolato contesto paletnologico, dando oggettiva e scientifica articolazione di un ben determinato ed esclusivo orizzonte culturale e degli inediti rituali funerari di un gruppo etnico di finalmente orientata definizione antropologica.
Nel sigillato insieme cimiteriale - caso unico sinora in Sardegna - si attestavano le sepolture collettive di gruppi comunitari, in ossari a deposizioni conclusive secondarie, relativi a popolazione endogamica con caratteristiche omogenee nei due sessi, sicuramente esente dalle infiltrazioni che invece apparivano in altri luoghi archeologici della Sardegna neolitica ed eneolitica.
La fase crono-culturale della necropoli si propone, ora, tra la fine del Neolitico e gli avvii dell'Età del Rame e rivela, specie sulla scorta dei "fossili guida" ceramici, un momento pieno e fortemente espansivo della "civiltà sarda" di Ozieri, di una “facies” che ben si rapporta agli aspetti più diffusi nelle numerose "stazioni all'aperto" scoperte negli ultimi due decenni dalle ricerche condotte dallo scrivente per la Cattedra di Antichità Sarde dell'Università di Cagliari in tutto il Sulcis-Iglesiente e nel Campidano meridionale. Di piena pertinenza la datazione radiometrica resa dai Laboratori dell'Università di Miami (Florida): CONVENTIONAL RADIOCARBON AGE (C14): 4920+- 70 BP"