martedì 15 ottobre 2013

Una Gran Casa con la coda di Toro

Faraone = Grande Casa

Figura 1. Tempio  di Hathor, Dendera. I geroglifici nei cartigli  si leggono  per-a'a,  "Grande Casa" o "Palazzo" , da cui deriva la parola "Faraone". Il cartiglio è doppio, così come ogni faraone ha due cartigli per il suo nome reale completo. Il pannello associa la "Grande Casa", il Faraone, con la "Casa di Horus", cioè Hathor; si veda la colonna sulla sinistra, dove Hathor (ḥwt- ḥr)viene scritto con un segno ḥwt (tempio, casa sacra) che contiene il logo-pittogramma per Horus (il falco, ḥr): quindi sia foneticamente che ideograficamente si legge ḥwt- ḥr = la Casa di Horus.  Da: http://www.art-and-archaeology.com/egypt/egy308.html


Figura 2. Faraone o Grande Casa (Per-aA), palazzo;  da Ancient Egypt Dictionary: così veniva definita la più alta autorità egizia, almeno dal 1300 a.C. in poi. 

La coda del faraone

Uno dei più antichi emblemi reali egizi era la coda da toro. Introdotto in epoca molto precoce, all' epoca delle prime dinastie (fine IV mill. a.C.) (figura 3) assieme alla bianca corona Hedjet dell' Alto Egitto (quella che noi chiamiamo, scherzosamente, "cappello a pirulino"): [..]è con i primi re della dinastia 0 e 1, il re Scorpione e Narmer, che l’ Egitto conia una simbologia formulare sua propria: il re in minigonna che con un mano brandisce una mazza sopra la testa e con l’ altra soggioga il nemico; sulla testa reca un copricapo oblungo con un rigonfiamento terminale: è la corona dell’ alto Egitto, il simbolo primario del potere regale agli albori delle dinastie faraoniche[..] (1).
La coda di toro, successivamente, diviene più stilizzata (fig.4), ma rimane come emblema della regalità del faraone e della sua discendenza divina .

Figura 3. A sin., la paletta di Narmer, sovrano della I dinastia e dx., dx. una rappresentazione del Re Scorpione, predecessore probabile di Narmer (fine IV mill. a.C.). In entrambi i casi la coda di toro è rappresentata in modo esplicito. Nel retro della paletta, Narmer è rappresentato (in basso) come Toro che calpesta un nemico. Sul davanti si trova, davanti al faraone, una scrittura formulare in forma logo-pittografica:  [..]il re sotto forma di falco-Horus ha in mano una corda legata al naso del prigioniero, rappresentato con la sola testa sotto un cespuglio di piante di papiro. Secondo Ziffer la formula è di facile lettura: il re è “ il grande Horus che sottomette gli abitanti della terra del papiro” (1).


Nelle prime rappresentazioni del sovrano di Egitto, il faraone viene rappresentato come toro (vd. la palette di Narmer, figura 3) che calpesta un nemico.
Figura 4. La coda di toro stilizzata
La moda di rappresentare il faraone come toro intero, in modo esplicito, si perderà successivamente. Con almeno una importante eccezione durante il Nuovo Regno: in alcuni scarabei Amenhotep III (ca. 1388-1351 a.C.) viene rappresentato in questo modo, identificato dal nome reale, in genere nell' atto di calpestare un nemico (figura 5).


Figura 5. Scarabei di Amenhotep III (1388–1351 a.C.) dove il sovrano viene ritratto come toro (da sin a dx:  disegno dal rif. 2, e fotografie da questo sito e da questa pagina). I cartigli lo identificano col nome reale Nebmaatre, che è anche una forma crittografica del nome divino Amun (vd. questo post, documento nr. 7, scarabeo dal nuraghe Nurdole di Orani). Nei primi due sigilli il toro-faraone calpesta un nemico, nel terzo ha sotto il geroglifico per "forte". 

Si ricordi inoltre l'equivalenza fonetica e simbolica  Fallo-Toro-Ka, esplicitata nei cartigli del faraone Kakau della II dinastia (3, 2900-2700 a.C. circa) (figura 6).

 Fig. 6a. Le varianti di scrittura del nome del faraone Kaka(w(Reneb, II dinastia). La terminazione w (plurale) viene ottenuta in un caso utilizzando 3 volte il geroglifico D52, in un altro usando semplicemente 3 lineette. 

Fig. 6b: i geroglifici di Gardiner per KA, per toro e per fallo (3)

(1)A.Belladonna, La scrittura senza scrittura? i pittogrammi formulari della regalità, gianfrancopintore.blogspot.it, 20.06.2011
(2) Renate Marian van Dijk, 2011, The motif of a bull in the ancient near East : an iconographic study, University of South Africa, MA thesis
(3) A. Belladonna, Egitto e Sardegna: da quanto tempo? I parte, monteprama.blogspot.it, 19.06.2013