sabato 19 ottobre 2013

Uomini, merci, idee...e malanni!

Mentre a Carbonia e Sant'Antioco, nel Sulcis, cresce l'onda tsunamica di passione verso il mondo fenicio-punico, in attesa del congresso del 21-26 ottobre; mentre il "gotha" dell' archeologia (frequento da qualche lustro congressi anche molto prestigiosi, ma è la prima volta che leggo una tale ridicola definizione per dei ricercatori: "gotha"!) si prepara a celebrare i colonizzatori-civilizzatori, in nome di quell'onda depressiva millenaria di cui parla Mikkelj Tzoroddu, sulla rete impazza la contro-informazione. 
E stavolta non sono certo quelli del GCS&A (gruppo Cialtroni Sardi & Affini) a provocare l' onda da maremoto, ma tanto di accademici: una joint venture tra le Università di Sassari, Torino e Pisa, una ricerca condotta su materiale osseo fornito dalle Sovrintendenze sarde e svolta nell' ambito di un ampio progetto dal titolo “Approccio paleobiologico alla storia della malaria e della leishmaniosi in Sardegna dall’età Prenuragica al Medioevo”. Cosa si è scoperto? Una bazzecola non certo degna del gotha: la malaria in epoca nuragica non c'era sull'isola di Sardegna, ma venne introdotta attorno al V sec. a.C., in epoca cartaginese. Assieme a quell'altra simpatica malattia che è la  leishmaniosi.

La notizia ci ha messo il tempo di un amen a fare il giro della rete, ma sono pronta a scommettere che non finirà tra le pieghe del megacongresso del Sulcis, neppure come late abstract. E neppure credo che il sottotitolo di SULCIS 2013 verrà modificato: "Dal Mediterraneo all' Atlantico: uomini, merci e idee da Oriente a Occidente" diventerà " uomini, merci, idee e malattie"? Poco probabile.  Perchè i punici non hanno solo portato la malaria e la leishmaniosi, ma piantato i semi di  altri problemini futuri, che loro manco si immaginavano.