mercoledì 27 novembre 2013

A Teti 30.11-01.12.2013: si parlerà della navicella scritta?


Si parlerà anche della navicella epigrafica esposta al museo di Teti? Così si dice, in una discussione su facebook: il programma, definito in questi giorni, pare che comprenda anche  l'esposizione, da parte di un'archeologa, dei risultati di analisi chimico-fisiche, formali ed epigrafiche eseguite durante l' ultimo anno sulla barchetta fittile scritta, oggi esposta al Museo Archeologico Comprensoriale di Teti (1).

Quindi datazione, ambito culturale e scrittura.

L'unica cosa che è trapelata in anteprima, è che quella è una navicella fittile nuragica, seppure solo parzialmente conservata,  che si presume sia stata utilizzata come lucerna.

L´informazione viene da Itzokor Onlus, al quale ho chiesto tre cose:
1. perché non ci ha informato che la barchetta é esposta al museo di Teti dal dicembre 2012? visto che segue il nostro blog e sa bene quanto sia importante quel reperto. Risposta: "forse dovrebbe chiederlo a se stessa (non ho idea di cosa significhi: é una punizione per la mia malvagitá?). 
2. Quale data ha restituito la termoluminescenza? Risposta: nessuna.
3. Cosa si dice dell´aspetto epigrafico, in particolare del pugnaletto? Risposta: nessuna.
Anzi, alle domande 1 e 2 mi han detto: venga domani a Teti che forse glielo dicono (sic!). 

A questo punto a Enzo Marciante si sono scassati i cabasisi ed ha commentato che l´omertá in archeologia é fuori luogo.

Caro Enzo, tu vaneggi lasciatelo dire! L´omertá ha caratterizzato tutta la vicenda della scrittura sarda arcaica, dall´inizio ad oggi. Ti basterebbe per capirlo  la consapevolezza che questa barchetta era esposta nel 2009 e fu tolta dalla bacheca per ordine ben preciso dell´allora Soprintendente; oppure la vicenda dello spillone di Antas, che Piero Bartoloni ha raccontato perfino meglio di noi, scandalizzato che un reperto cosí importante fosse stato trovato agli inizi degli anni ´90 e presentato in una conferenza per specialisti solo nel 2010. Mai al pubblico profano o in TV, figuriamoci. Eppure in linea di principio hai ragione: oltre il normale buon senso di ogni ricercatore, in campo archeologico e storico c´é perfino una convenzione, quella di Malta del 1992, che prescrive:
 
Raccolta e diffusione dell'informazione scientifica

Articolo 7
Al fine di facilitare lo studio e la diffusione della conoscenza delle scoperte archeologiche, ogni Parte si impegna:

  1. a realizzare o aggiornare le indagini, gli inventari e la cartografia dei siti archeologici nelle aree sottoposte alla propria giurisdizione;
  2. ad adottare disposizioni pratiche per ottenere, al termine delle operazioni archeologiche, un documento scientifico di sintesi pubblicabile, come premessa alla indispensabile diffusione integrale degli studi specialistici.
Articolo 8

Ogni Parte si impegna:

  1. a facilitare lo scambio a livello nazionale o internazionale di elementi del patrimonio archeologico a fini scientifici e professionali, adottando disposizioni utili affinché questa circolazione non danneggi in nessun modo il valore culturale e scientifico di questi elementi;
  2. a promuovere gli scambi di informazione sulla ricerca archeologica e gli scavi in corso e a contribuire all'organizzazione di programmi di ricerca internazionali.


Sensibilizzazione del pubblico
Articolo 9

Ogni Parte si impegna:

  1. ad avviare un'azione educativa al fine di destare e sviluppare presso l'opinione pubblica la coscienza del valore del patrimonio archeologico per la conoscenza del passato e dei pericoli che minacciano questo patrimonio;
  2. a promuovere l'accesso del pubblico agli elementi importanti del proprio patrimonio archeologico, in particolare i siti, e ad incoraggiare l'esposizione al pubblico di beni archeologici selezionati.
PROGRAMMA

Sabato 30 novembre 

Ore 15:00 - Conferenza presso il Museo Archeologico, organizzata dall’Amministrazione
Comunale in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici e l'Università di Sassari
prof.ssa Anna Depalmas (Università di Sassari): 
Criccande S’Istoria in Abini”. Primi risultati campagna di scavi 2013.

dott.ssa Lidia Puddu (archeologa), dott.ssa Eliana Natini (Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro)
Abini. Materiali delle indagini 2000-2002: dallo studio al restauro.

Dott.ssa Nadia Canu (Soprintendenza per i Beni Archeologici per le Provincie di Sassari e
Nuoro) 
“Scavi di Magazzino” a Teti.

Ore 16:30 - Accensione falò – Inizio evento "Su Sennoreddu e sos de s’iscusorzu…" come tutto ebbe inizio… il rinvenimento dei Bronzi di Abini. 

Domenica 1° Dicembre 

Ore 09:30 - Mostra espositiva e Laboratorio di ceramica nuragica a cura del ceramista Umberto Soddu presso Museo archeologico
Ipotesi sui vari materiali e tecniche di lavorazione utilizzate per la cottura della ceramica  

Ore 10:00 -  Conferenza a cura di Dr. Matteo Tatti, Biblioteca
Abini: dalla storia alle storie… alla poesia

Ore 15:00 Laboratorio di Archeologia sperimentale a cura dell'archeologo Claudio Bulla in collaborazione con la dott.ssa Daniela Mastino, Piazza Pietro Lavra fronte Museo Archeologico
Fusione e colata del bronzo, creazione di utensili in bronzo 

Ore 16:30 - Accensione falò – Inizio evento "Su Sennoreddu e sos de s’iscusorzu…" come tutto ebbe inizio… il rinvenimento dei Bronzi di Abini. 

Dalle ore 9.30 alle ore 16.30 di sabato 30 novembre e domenica 1° dicembre saranno 
disponibili dei Bus navetta che accompagneranno i visitatori in un percorso culturale/ ambientale, dal Museo Archeologico Comprensoriale al Villaggio Nuragico di S’Urbale al Parco Comunale di San Sebastiano. Le visite guidate saranno a cura degli operatori della cooperativa Su Nuraghe, che gestisce il Museo.
Nel corso della manifestazione saranno inoltre visibili le riproduzioni di 5 bronzi di Abini alte circa  tre metri e realizzate durante il laboratorio comunale Ricostruiamo i bronzi di Abini.