sabato 30 novembre 2013

Dal Vangelo apocrifo di Homo Neoliticus

LE TENTAZIONI DI SILVIO

di Homo Neoliticus

Silvio, pieno di Forza Italia, si allontanò dal Senato e fu condotto dallo Spirito a Villa Certosa dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non guardò nulla alla Tivù in quei giorni e quando furono terminati ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Silvio di Dio, dì a questa lucertola che diventi aragosta».
Silvio gli rispose: «Sta scritto: Non di sola aragosta vivrà l'uomo, ma anche di caviale e champagne». 
Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. Se ti prostri dinanzi alla Boccassini, tutto sarà tuo». 

Silvio gli rispose: «Sta scritto nello Statuto: Solo davanti a Silvio ti prostrerai, lui solo adorerai». 
Lo condusse a Dubai, lo pose sul pinnacolo del grattacielo Burj Khalifa e gli disse: «Se tu sei Silvio di Dio, buttati giù; sta scritto infatti:
Ai suoi fans darà ordine per te,
perché essi ti custodiscano;
e anche:
essi ti sosterranno con urla e adunate,
perché il tuo collo non incappi in sentenza di condanna».

Silvio gli rispose: «E' stato detto: Non tenterai il Silvio tuo». 
Allora il diavolo si presentò a Silvio in panni di donna bellissima in vesti discinte e gli disse: “Dì solo una parola e mi avrai”.
 Silvio sorrise amaramente e disse: “Non stai né in cielo, né in terra. Si capisce che non hai visto il bunga-bunga!”.


Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato per la prossima udienza in tribunale.