domenica 10 novembre 2013

E gli archeologi di Sardegna si scoprono archeoastronomi!


E chi poteva darne notizia se non Alfonso Stiglitz, impegnato su tanti fronti diversi ed ora anche relatore a questo congresso che si svolgerà nell' Aula Magna dell 'Università di Sassari? Sarà che è domenica mattina e sento profumo di arrosto dalla mia vicina, giuro che avevo letto nel titolo "gastronomia" non "astronomia". E che ci va a fare AS ad un convegno di archeoastronomia? ma è lapalissiano: per cercare di riportare i dati archeoastronomici che ormai stanno invadendo la Sardegna ed  altre zone dell'Europa e del mondo (uno per tutti : Goseck), all' ambito suo...solito! I Fenici. E nello stesso tempo per dare il solito warning: "la necessità di una chiara definizione disciplinare e funzionale dell'archeoastronomia“. Prima che ci sfugga di mano!
Noto inoltre che all' Università di Sassari non fa scandalo parlare di archeoastronomia, ma parlare di scrittura nuragica fa orrore. Evviva. 

"parva Cynosura. Hac fidunt duce nocturna Phoenices in alto”. Archeologia e astronomia, una navigazione oltre l’orizzonte. 
by alfonso stiglitz
L'intervento è diretto ad analizzare i rapporti tra archeologia e astronomia, dal punto di vista metodologico, attraverso l'analisi di alcuni casi concreti. L'ambito temporale è quello del I millennio a.C., con particolare riferimento al mondo Fenicio. Per Plinio, i Fenici, furono gli inventori dell'astronomia, in realtà applicarono in modo approfondito le letture astronomiche alla navigazione d'altura e notturna. Verranno, quindi, analizzati gli spazi sacri e funerari fenici della Sardegna, e affrontate le problematiche del rapporto tra l'orientamento degli edifici e la visione astrologica, mostrando come la semplice misurazione astronomica delle strutture non sia sufficiente per definirne la natura e funzione sacra. I dati saranno utilizzati per affrontare criticamente il rapporto tra astronomia e archeologia e, soprattutto, per condividere la necessità di una chiara definizione disciplinare e funzionale dell'archeoastronomia." 

Si vede che ha seguito l' antico consiglio di Mauro Peppino Zedda! 

Ecco il programma di massima 
"Si comincia giovedì 14 novembre, nell’aula magna dell’Università centrale: dopo i saluti istituzionali di Sergio Milia (assessore regionale alla Cultura), Gianfranco Ganau (sindaco di Sassari) e Dolores Lai (assessore alle Culture del Comune di Sassari), a partire dalle 10, sono previsti interventi di: Gian Nicola Cabizza, Michele Forteleoni, Simonetta Castia, Giuseppe Puggioni, Paolo Melis, Alfonso Stiglitz, Vittorio Mazzarello, Elio Antonello, Riccardo Cicilloni, Marzia Monaco, Flavio Carnevale, Silvia Gaudenzi, Marcello Ranieri, Vito Francesco Polcaro, Robertro Sirigu, Andrea Polcaro, Nicoletta Lanciano, Mauro Peppino Zedda, Manuela Incerti, Domenico Ienna, Riccardo Balestrieri, Alberto Scuderi, Ferdinando Maurici, Giangiacomo Gandolfi, Mario Arnaldi, Enrico Calzolari, Adriano Gaspani, Angela Militi, Filippo Bartolo e Marco Codebò. La chiusura dei lavori è prevista per le 13 di sabato 16 novembre, mentre l’indomani, domenica 17 novembre, è programmato un sopralluogo nel sito di Pranu Mutteddu a Goni (Cagliari). Sarà una tre giorni impegnativa tra relazioni e comunicazioni incentrate sul ruolo certamente non secondario che le conoscenze astronomiche avevano nell’organizzazione e nella gestione delle attività agropastorali della Sardegna prenuragica".

Per quanti e quali dati possano presentare però in quel congresso, io sono certa che nessuno potrà presentare qualcosa di così bello e commovente come il Toro della Luce del nuraghe Santa Barbara di Villanova Truschedu scoperto dal  G.R.S!