martedì 5 novembre 2013

Hai perso la testa? Basta averne una di riserva

Fortuna (per me)  ha voluto che visitassi il museo di Hildesheim (Roemer- und Pelizaeus-Museum): i reperti egizi che vi si trovano sono non descrivibili tanto son belli, in particolare quelli risalenti al III e IV millennio a.C.. Tra quelli che più mi hanno colpito, ci sono le cosiddette "Teste di riserva "(Ersatzköpfe), sculture associate a tombe a màstaba dell' antico regno (XXIX-XXII sec. a.C.)


"Testa di riserva" G 4650, da Gizah, ingresso della camera mortuaria della principessa Iabtet (ca. 2500 a.C.). 
Museo di Hildesheim (GER). Calcare. 
Se ne conoscono 37 esemplari, ed a voler dire il vero nessuno ha una idea precisa sulla loro funzione: Teste di riserva è un nome suggestivo, ma solo tentativo. Solo due generazioni di scultori pare portassero avanti questa tipologia di teste standalone. Alle quali è praticamente impossibile attribuire un sesso, vista l' essenzialità dei lineamenti (1). Teste cui venivano spesso inflitte mutilazioni o danneggiamenti intenzionali e ripetitivi, e questa è la cosa più strana di tutte: tipicamente la rimozione di un orecchio e l' apporto di profonde incisioni sul cranio, con direzioni preferenziali (1).

(1) Massimiliano Nuzzolo, “Ritratti di riserva”, in: Pharaon Magazine, Year IV, nr. 2/3 – March-May 2008, pp. 78-87.