lunedì 18 novembre 2013

Hic sunt leones

1. Leoncini bronzei. A sin, dal complesso nuragico di S' Arcu e is Forros, di Villagrande Strisaili (Da: M. A. Fadda, Villagrande Strisaili. Il villaggio santuario di S'Arcu 'e is Forros, 2012, Carlo Delfino ed.) e, dx,  dal nuraghe Nurdole di Orani (Da: M.A. Fadda, Il Museo Archeologico Nazionale di Nuoro, Collana “Sardegna Archeologica”, Serie Guide e Itinerari, 17, Sassari, Carlo Delfino Editore, 2006)

2. Verga con leoncino accosciato, collezione Giorgio Gaviano, Oristano. "Potrebbe essere, direttamente, un prodotto levantino il leoncino in osso del tempio nuragico di Predio Canopoli-Perfugas (non in questa pagina, ndr). Ad ambito etrusco sono, invece, assegnati i leoncini enei pertinenti al decoro di vasi bronzei dei santuari nuragici di S’Arcu ’e is Forros-Villagrande Strisaili, Nurdole-Orani, Su Monte-Sorradile (due esemplari) (vide infra per uno dei due leoncini, ndr).  Infine parrebbe un prodotto sardo la verga bronzea decorata all’estremità prossimale da un leoncino accosciato derivata da un deposito di bronzi nuragici, anche con una faretrina, probabilmente dal Sinis. Indubbiamente i leoncini di Sorradile e Orani parrebbero derivare, attraverso la valle del Tirso, da Tharros, che poté smistare nei centri indigeni dell’entroterra anche i manufatti prestigiosi di importazione.  Da: Spanu, Pier Giorgio IgnazioZucca, Raimondo (2011) Da Τάρραι πóλισ al portus sancti Marci: storia e archeologia di una città portuale dall’antichità al Medioevo. In: Mastino, AttilioSpanu, Pier GiorgioUsai, AlessandroZucca, Raimondo (a cura di).Tharros Felix 4. Roma, Carocci editore. p. 15-103: ill. (Collana del Dipartimento di storia dell'Università degli studi di Sassari, 39; Tharros Felix, 4)



3. Su Monte-Sorradile, santuario nuragico: applique in bronzo a forma di leoncino.  Da: M. BOTTO, I rapporti tra la Sardegna e le coste medio-tirreniche della penisola italiana: la prima metà del I millennio a.C., in G. M. DELLA FINA (a cura di), Etruschi, Greci, Fenici e Cartaginesi nel Mediterraneo centrale. Atti del XIV convegno internazionale di studi sulla storia e l’archeologia dell’Etruria, Orvieto 2007, pp. 75-136




4. Divinità leontocefala (a testa leonina). Terracotta. II sec. a.C. Tharros. Tofet di Murru Mannu (Antiquarium Arborense, Oristano) "Nel periodo repubblicano in Tarrhi parrebbero persistere le correnti culturali puniche, in particolare in ambito cultuale. Il culto di Baal Hammon, attestato insieme a quello di Tanit nelle epigrafi del tofet, persiste sino al I secolo a.C., epoca alla quale dobbiamo assegnare la statuetta di divinità leontocefala, identificata con Frugifer – una delle interpretazioni romane del dio Baal Hammon –, rinvenuta nel tofet di Tharros. Lo stesso Baal era venerato, probabilmente, in Tarrhi ancora nel II secolo d.C. come S(aturnus) A(ugustus) (CIL VIII 12941, dalla Sardinia, forse dalla nostra città)". Da: Mastino, Attilio; Zucca, Raimondo (2011) Urbes et rura: città e campagna nel territorio oristanese in età romana. In: Oristano e il suo territorio dalle origini alla IV Provincia: atti del Convegno internazionale, 20-24 ottobre 2004, Oristano, Italia. Roma, Carocci editore. p. 411-601.