venerdì 29 novembre 2013

I lingotti come segni di scrittura?

di Atropa Belladonna

Fig. 1
Si fa presto a dire "lingotto oxhide" con segni di scrittura o marchi: che siano grandi e recanti marchi più o meno complessi ed associati con altri, che siano miniaturistici con iscrizioni più o meno decifrate, non costituisce poi un gran dilemma mentale: sono oggetti commercializzabili, e/o cultuali, e/o culturali, con iscrizioni (1). Altra cosa è pensare che siano essi stessi segni di scrittura, anche in contesti che con la commercializzazione sembrano avere ben poco a che fare (figg. 1 e 2). Entro contesti, è doveroso aggiungere, che non ne rendono neppure ben chiara l'identificazione come lingotti oxhide (Fig.1), identificazione sulla quale O' Connor rimane dubitativo (1a), es. nei sigilli da Cipro ed in quello di steatite da Creta. 

Più chiaro è -almeno in alcuni casi- il loro uso ideografico in alcune tavolette scritte in Lineare B (fig.2), dove il segno per bilancia e la notazione metrica, indicherebbero la massa di un certo numero di pezzi (1a). Il resto delle tavolette da Knossos (fig.2) non so dirvi se sia decifrato o meno.
Fig. 2: tavolette da Knossos con ideogrammi per "lingotto di rame" (1)

Fig. 3  l' evoluzione della lettera  semitica zayin secondo F.M. Cross (2)

Frank More Cross aveva certamente idee ancora più "strane": arrivò ad ipotizzare che la lettera zayin in alcune forme varianti del proto-cananaico (col. 5 in figura 3), si fosse evoluta dal geroglifico egizio per "lingotto" (1 e 2 della figura 3) o per "lama di un' ascia"  (3 in figura 3) (2). L'idea gliela diede la particolare forma "pittografica" della zayin nell' ostracon di 'Izbet Sartah, un documento proto-cananaico datato tra il 1200 ed il 1000 a.C. (2), che contiene una sorta di abbecedario (figura 4). 
Fig.4. Ostracon di Izbet Sartah (2)

Cross scrive: "L' ottavo segno (della 5a linea, ndr), zayin, è di particolare interesse. la sua forma viene confermata da un altro chiaro esempio nella linea 4 (il tredicesimo segno). Nell' alfabeto proto-sinaitico non è registrato un segno pittografico per zayin. Il segno pittografico per d, due linee parallele, si registra spesso, ma solo in radici lessicali che contengono d, non z. L'antico semitico meridionale conserva entrambi i segni per z e d (figura 3, ndr). Il pirmo è molto simile al segno zayin di 'Izbet Sartah. Ilsegno per d nell'antico alfabeto sud-arabico può derivare dalle "linee parallele" della d proto-sinaitica o può essere uno sviluppo secondario[..]. In ogni caso riesce difficile pensare che il segno semplice del proto-sinaitico possa essere il precursore della zayin del documento di 'Izbet Sartah e del  semitico meridionale, segni che sono più complessi. Al contrario, la semplificazione del segno zayin di 'Izbet Sartah[..] per dare i segni zayin del fenicio arcaico e dell'antico sud-arabico, non è improbabile. In ogni caso, la zayin di 'Izbet Sartah e quella dell' antico sud-arabico si possono comparare con il geroglifico egizio per "lingotto di rame" o, in alternativa, con la forma della lama d'ascia di rame della Età del Bronzo Medio-Tarda Età del Bronzo. Il termine zayin, ampiamente diffuso in aramaico, si riferisce a "armi", "armatura", "metallo usato per armamenti". Quindi suggeriamo che nell' "Old Canaanite" il segno pittografico per zayin fosse un lingotto di rame (o forse un'ascia da battaglia) (2). 

Per quanto ne so, questa idea di Cross non fu più ripresa: poneva sul piatto questioni formidabili, ad esempio il valore fonetico di un oggetto come un lingotto e la derivazione diretta di un segno pittografico cananaico da un ideogramma egizio, senza passare dal proto-sinaitico. Un processo non-lineare che ho però capito essere avulso dal pensiero epigrafico ed archeologico comune. Io credo che ponga sul piatto anche almeno un'altra questione,  e cioè la possibilità che fossero stati gli Egizi ad adottare quel segno per lingotto di rame, visto che gli oxhide erano, con ogni probabilità, un prodotto di origine non-egiziana (1, 3). 

Finisce qui, per il momento, il mio studio sui lingotti oxhide; rimando alla bibliografia contenuta negli articoli di cui al riferimento 3 per letture più specialistiche ed approfondite, in particolare A. Kaiser, Copper Oxhide Ingot Marks: A Database And Comparative Analysis database, Master of Arts thesis, Cornell University, 2013

(1) David O' Connor, Model ingots in Egyptian foundation deposits, Appendix 8  InGeorge F. Bass, Peter Throckmorton, Joan Du Plat Taylor, J. B. Hennessy, Alan R.Shulman, Hans-Gunter  Buchholz, Cape Gelidonya: A Bronze Age Shipwreck, Transactions of the American Philosophical Society, New Series, Vol. 57,  (1967), pp. 172-174.
(2) Frank Moore Cross, Newly Found Inscriptions in Old Canaanite and Early Phoenician Scripts, Bulletin of the American Schools of Oriental Research, No. 238 (Spring, 1980), pp. 1-20
(3) A. Belladonna, monteprama.blogspot.it, a. Lingotti oxhide in depositi di fondazione: Egitto e Sardegna. Un'esclusiva?, 05.09.2013;  b. I marchi dei lingotti oxhide, 28.09.2013; c. Lingotti oxhide: la banca dati dei marchi, 10.10.2013; d. Quei lingotti che non finiscono di stupire: adesso da Timna...., 22.01.2013; d. A.B. & Romina Saderi, Pharaoh piercing oxhide ingots with arrows, 12.10.2013