mercoledì 13 novembre 2013

I rari "pendagli ad ascia"

Figura 1. "Pendagli ad ascia", in bronzo: a. Pirosu su Benatzu, grotta santuario (foto di Andrea Babbi, 1); b. e c. : Tarquinia, RC742 (foto di Andrea Babbi, 1); d. Nuovi bronzi sequestrati ad Oristano dai Carabinieri nel 1992, provenienti dal Sinis-Oristanese (?) (2). I rari pendagli ad ascia in bronzo sono considerati da tutti gli autori di produzione nuragica (1,2).

Più rari ancora delle minifiasche del pellegrino in bronzo, sono i cosiddetti "pendagli ad ascia" (Fig. 1), si contano sulle dita di una mano: in Sardegna se ne conoscono 3, una dalla grotta di Pirosu su Benatzu di Santadi (1), il secondo recuperato durante un sequestro dei carabinieri ad Oristano (2), un terzo dal solito S' Arcu ' e is Forros (Fig. 1 e 2)(3).  L' altro proviene da una sepoltura di Tarquinia. Le dimensioni sono ridotte, pochi centimetri (fig. 3). Quello di Santadi è così particolare, con una protuberanza a "pirulino" sul disco di immanicatura, che Andrea Babbi ne ha studiato a fondo la composizione anche interna e l' ha ricostruita nei dettagli (1, figura 3).

Figura 2. "Pendaglio ad ascia" e fibula da S' Arcu e is Forros, capanna inglobata nel temenos del tempio A di S' Arcu e is Forros (dal. rif. 2). 

Figura 3: "pendaglio ad ascia" di Pirosu su Benatzu, analisi del criterio compositivo (1). 

Come le fiaschette in bronzo (4) anche questi pendagli, così particolari, sono considerati di fattura sarda, inclusi quelli rinvenuti in Etruria, così come il pendaglietto a" maglio" nella composizione di Tarquinia (fig. 1c). Le fibule  ad arco ingrossato sono invece considerate di tradizione villanoviana, ma la situazione potrebbe cambiare visto il gran numero di esse rinvenuto a S' Arcu 'e is Forros (5). 

Che significato ha appendere dei pendenti ad un altro oggetto a sua volta appendibile, come una fibula? Sono forse oggetti "parlanti", sorta di ideogrammi che formano una sintassi? Sono anche essi elementi della famosa scrittura "con" di Gigi Sanna? 

Un' idea forse ce la possono dare i "pendagli a geroglifico" dipinti in una tomba egizia (figura 4), quella di Senneref, "sindaco" di Tebe Est all' epoca di Amenhotep II (1439-1413 a.C.); di recente ricostruita, in tutti i dettagli, per il museo di Hildesheim (Germania). 

Figura 4. Particolare della tomba  ricostruita di Senneref (XV sec. a.C.), "sindaco" di Tebe Est: 
si notino i pendagli-geroglifici. Roemer- und Pelizaeus-Museum Hildesheim  (GER). 

1.A. Babbi, Appliques e pendenti nuragici dalla raccolta comunale di Tarquinia, in Etruria e Sardegna centro-settentrionale tra l’età del bronzo finale e l’arcaismo, in Atti del XXI convegno di studi etruschi e italici (Sassari-Alghero-Oristano-Torralba, 13-17 ottobre 1998), ISTITUTI POLIGRAFICI INTERNAZIONALI, Pisa-Roma 2002, 433-452
2. E. Usai, R. Zucca, 2011,  Nuovi bronzi nuragici dell’Antiquarium Arborense di Oristano: contributo alle rotte mediterranee della Sardegna. In: Mastino, Attilio; Spanu, Pier Giorgio; Usai, Alessandro; Zucca, Raimondo (a cura di). Tharros Felix 4. Roma, Carocci editore. pp. 323-350;
3. Sara Cappellini, I tempietti a megaron della Sardegna nuragica nell' ambito del Mediterraneo, tesi di Laurea, Università degli Studi di Sassari, aa 2010/2011
4. A. Belladonna, La "fiasca del pellegrino" per i Nuragici, monteprama.blogspot.it, 03.06.2013
5. M. A. Fadda, Villagrande Strisaili. Il villaggio santuario di S'Arcu 'e is Forros, 2012, Carlo Delfino ed.