giovedì 28 novembre 2013

La spada e il frammento di corna di cervide della tomba di Orroli

"Grazie al fatto che abbiamo rinvenuto dei frammenti di bronzetti figurati, che finora erano datati al massimo al IX sec. a.C, possiamo ridatare i bronzetti figurati, cioè i bronzetti che noi tutti conosciamo, fine XIII inizi XII sec. a.C.". Con queste parole l'Archeologo Mauro Perra nel 2012 annunciava su Videolina il ritrovamento di alcuni frammenti di bronzetti figurati nella "Tomba della Spada" di Arrubiu di Orroli.
"Tomba della Spada" di Arrubiu 
Se gli scavi del 2012 sono stati fruttuosi, quelli di quest'anno si può dire lo siano stati altrettanto. Sono stati infatti recuperati reperti straordinari tra i quali le ceramiche nuragiche con tracce di acido tartarico e tannini (sostanze presenti nelle uve bianche e nere) che confermano la conoscenza della vinificazione da parte dei nuragici fin dal Bronzo Recente (prove più antiche fino ad oggi ritrovate nel Mediterraneo Occidentale), quindi l'utilizzo sistematico del vino nella tomba come offerta ai morti, nonchè uno stocco o spada votiva bronzea intera, anche se spezzata in due.
Stocco votivo dagli scavi 2013
E' lo stesso Mauro Perra che l'annuncia nel servizio del TG di Videolina, dopo la conferenza stampa indetta il 22 novembre 2013 a Orroli: "E' la prima spada votiva rinvenuta in scavo. Noi abbiamo sempre detto che si tratta di tombe collettive dove non ci sono corredi funerari all'interno, invece c'era un rituale che si svolgeva collettivamente all'esterno della tomba e altri rituali all'interno..." 

Frammenti bronzei di spada votiva e corna di cervo dagli scavi 2012
Come ha detto M. Perra, le tracce di rituali funerari entro la Tomba dei Giganti si svolgevano eccome (almeno in quella di Arrubiu), e durante la conferenza l'Archeologa F. Lo Schiavo ha provato a spiegarcene i motivi:

Oltre al riscontro dell'uso sistematico del vino nella tomba abbiamo la presenza della spada costruita in "bronzo povero", ossia quella lega di rame e stagno con basso contenuto di quest'ultimo che quindi la rendeva non adatta come arma da fendente o da stoccata, ben conosciuta grazie alla sua rappresentazione in svariati manufatti bronzei nuragici: la si può vedere impugnata e poggiata sulle spalle, utilizzata per tenere sospeso tramite cordicella o altro lo scudo dietro la schiena, in tante figurine di guerrieri. La vediamo "infilzare a morte" un cervo nel bronzetto di Uta oppure sorreggere doppie protomi cervine da Abini, Teti, o ancora, in numero di tre, disposte a ventaglio, fare da supporto all' "insegna" di Padria (SS).



Tutti questi reperti associati a stocchi/spade è risaputo essere provenienti da contesti votivi, santuariali. Un esempio più specifico è quello riguardante Su Mulinu di Villanovafranca nel quale furono rinvenute parti in marna dell'altare votivo decorate da elsa scolpite che sostenevano lunghe lame con punte rivolte verso l'alto, alcune di queste else contengono ancora residui di spade.

Le spade in contesti votivi, quindi, venivano infisse nella pietra, esattamente come la spada di Arrubiu ritrovata anch'essa con una parte ancora infissa nella pietra, con la lama rivolta verso l'alto, e nella maggior parte dei casi risultano associate alla figura di cervide, non a caso nella tomba è stato ritrovato anche un frammento di corna di figurina di questo animale. 
Il ritrovamento in frammenti di oggetti in bronzo potrebbe essere ricollegato alla pratica della frantumazione rituale al termine delle cerimonie. 
Riproduzione del blocco in marna dell'altare di Su Mulinu con else scolpite. Foto dal Museo Civico "Su Mulinu" di Villanovafranca.
Sono quindi questi i motivi, mi sembra di aver capito, che fanno ritenere che nella tomba si svolgessero rituali funerari: il ritrovamento delle ceramiche con tracce di vino, quindi della sua offerta; il ritrovamento di frammenti di bronzetti (frantumazione rituale?) tra i quali quello di cervide associato alle spade votive; il ritrovamento della spada votiva intera ancora infissa nella pietra, esattamente come tante altre ritrovate in svariati santuari e templi nuragici .

E questo è quanto ricordo dell'interessante spiegazione dell'Archeologa. Spero di aver soddisfatto la curiosità degli amici Roberto e Danilo, che mi hanno chiesto il resoconto della conferenza.