mercoledì 20 novembre 2013

Quel mostro d' una statuetta da Florinas

di Atropa Belladonna

"It can be proposed that the cultural environment connected with this production is that of the local culture, in other words the populations of mixed Punic and indigenous extraction who, in this area of Sardinia in the second century BC, are mainly related to working the land. There are no known comparisons with this statue in Sardinia and elsewhere, so that this find seems to be an unique one." (1)

Figura 1a: statuetta in bronzo alta 14 cm, con mascherina d'argento saldata nella parte anteriore del viso. Dalla rotonda del santuario nuragico di Giorrè, Florinas. La statuetta viene paragonata alle sculture dell' artista greco Prassitele (400/395 a.C. – 326 a.C) e datata al II sec. a.C., sulla base di considerazioni stilistiche (1,2). Immagine da questo sito. 
Figura 1b: fronte e fianco della statuetta in bronzo. Immagine da questo sito. 

Non ho dubbi sulla fonte di queste informazioni, tra gli autori di questo articolo del 2013-capitatomi sott' occhio mentre scorrevo Applied Physics A (1): Rubens D' Oriano, che sostanzialmente riprende un' opinione espressa nel lontano 1997 (2). Opinione riportata anche nel 2006, sulla guida ad un villaggio nuragico adiacente al santuario nuragico di Giorrè (Florinas, SS), dove fu rinvenuta la statuetta in bronzo con mascheina d'argento (figura 1): "A proposito della statuetta con mascherina d’argento, oggetto di studi di Rubens D’Oriano (D’ORIANO 1997; 2005) appare interessante l’identificazione con Hermes, figura divina per la quale sono attestate molteplici connessioni con la venerazione dell’acqua. Si tratterebbe in questo caso della sopravvivenza di un culto più antico nel santuario in età storica quando il culto dell’acqua in funzione salutifera è attestata in aree territoriali non lontane da Florinas (Thiesi- Monte Ruju; Romana-Santu Giolzi) in luoghi ed ex voto inquadrabili nello stesso contesto cronologico" (3).

Nel nuovo articolo del 2013, nell' introduzione si rimarca che: 
1. la maschera doveva far parte, in origine,  di un "altro oggetto", come elemento decorativo; 
2. la statuetta sarebbe stata prodotta con l' intento di applicarvi sopra la maschera, perchè sotto, la statuina non ha i lineamenti facciali;
3. La presenza di ali fra i capelli è elemento che suggerisce che ci troviamo di fronte a Hermes o a Medusa o a Perseus o al dio dei Venti. Ma la preferenza di D' Oriano va a Hermes che "sicuramente era meglio noto di Medusa o Perseus o il dio dei Venti in questa zona interna della Sardegna durante il II sec. a.C." (1) .

Tutte queste considerazioni sono ipotesi dell'archeologo, rispettabili per carità, ma con un background così debole da renderle poco più di nulle. L' unica realtà è che la statuetta è di bronzo, con una mascherina d'argento saldata sopra un viso i cui lineamenti potrebbero anche essere stati cancellati. 
L' analisi chimico -fisica in realtà ha stabilito che la mascherina ha diversi strati:
a. una placcatura d'oro dello spessore di qualche micrometro, in media 1.7 (il micrometro è la milionesima parte del metro, ovvero 0.001 mm);
b. argento, in alcuni punti non rivestito da oro: occhi, naso e bocca;
c. lega di piombo e stagno (50%-50%) per la saldatura della mascherina alla "faccia della statua"
d. bronzo ricco in piombo e stagno per la testa ed il resto della statuina.

In pratica, vista la sofisticatezza dei "metallari" che hanno forgiato questo oggetto, così particolare, siamo di fronte a due alternative: o i contadini dell' area, forse aiutati dai pastori poco più che bruti, erano meno rozzi di quello che pensa D'Oriano; oppure di quell' oggetto, definito  "romano" ma con "sopravvivenza di un culto più antico nel santuario in età storica", non si è capito molto e può tranquillamente fare il paio con quella serie di cippi (di cui anche non si è capito molto), che abbiamo presentato poco tempo fa sul blog (4). 

Guardiamola meglio quella statuina. Io in storia dell'arte andavo malissimo, in disegno e arti plastiche peggio, ma qualche osservazione la posso fare:
a. La statua ha le gambe corte (intendo dal ginocchio in giù, per lo meno la destra), in contrasto con il resto della figura; in comune con le statue di Monte Prama ed i bronzetti sardi (5); 
b. il signore raffigurato ha il sesso maschile ben evidenziato: nulla a che fare con i minidotati delle statue greche o romane, molto a che fare con diversi bronzetti sardi che si premurano di far vedere o far intuire la loro dotazione (5);
c. che piaccia a D' Oriano o meno quella statua ha un seno, uno solo: come si vede bene dalla figura 2a. Ed a chiunque conosca anche solo un minimo la scultura sarda, non può non venire in mente quello straordinario e unico oggetto che è la "Venere" neolitica di Macomer (figura 2b). 

Figura 2. a. parte superiore della statua di Giorrè (dal rif. 1); b. la "Venere" di Macomer, neolitico sardo, con un solo seno (immagine da questo sito)

d.  la testa dietro è anormalmente appiattita vista di fianco, sembra un disco;  ricorda un pò il profilo del bronzetto cosiddetto del musico, che Gigi Sanna ha definito un successore di Aaronne (5, 6) (figura 3). 
Figura 3. a. la statuina di Giorrè vista di profilo; b. il bronzetto che Lilliu definì "musico" (5). Vd. anche il rif. 6
In altre parole, quella statuina è, sotto molti aspetti, "mostruosa ed assurda", un' assurdità resa ancora più eclatante dall' applicazione di quella maschera, che sembra-all' apparenza- non avere nulla a che fare con il resto.

Da ultimo, si noti la gestualità: la statuina sta sicuramente "raccontando" qualcosa con i gesti, ma cosa?

(1) Roberto Cesareo, Antonio Brunetti, Rubens D’Oriano, Alba Canu, Gonaria Mattia Demontis, Angela Celauro, A Roman bronze statuette with gilded silver mask from Sardinia: an EDXRF study, Applied Physics A, 2013, 113: 905-910
(2) R. D’Oriano, Boll. Archeol. 46–48, 1 (1997)
(3) Pina Maria Derudas,  IL VILLAGGIO SANTUARIO DI PUNTA UNOSSI, 2006,  Carlo Delfino editore
(4) S. del Mattino e della Sera, monteprama.blogspot.it, Mostra di Arte Recentissima ad Oristano, 14.08.2013
(5) Lilliu, G., Sculture della Sardegna nuragica, Illisso ed. 1966
(6) Sanna G., 2011, Yhwh e la scrittura nuragica. Un successore di Aaronne con il diadema della santità; in Gianfrancopintore blogspot. com  (17 dicembre); idem, Yhwh e la scrittura nuragica Il log e il recipiente biblico per il rito dei Leviti della purificazione; in gianfrancopintore blogspot.com (25 novembre).