domenica 24 novembre 2013

S'amori chi teneus s'unu po s'atru

Caro Gianfranco

Immagine da questo sito
Così ha scritto un nostro lettore, Vàturu Sayli, in occasione del violento evento atmosferico cha ha colpito la tua terra pochi giorni fa:
".. seus totu a ogus obertus castiendi is lagrimas chi bessint de su coru de onnia sardu, custa disgratzia nci at arregordai s'amori chi teneus s'unu po s'atru 

.. e Fortza nci bolit po bandai ainnantis totus impari po ndi essiri de custu cordoliu mannu, sa sperantzia no perdeus, ca crasi eus a biri at torrai su soli e s'arrisu in totu is bucas noshtas...". 

L' evento è stato di una violenza eccezionale, accompagnato dai soliti aspetti che accompagnano eventi catastrofici di questo genere: dalla scarsa considerazione del territorio, fino alla sottostima dell'immediato pericolo, passando dalle solite considerazioni a posteriori che nella migliore delle ipotesi riescono ad avere una qualche influenza sulle conseguenze di eventi catastrofici futuri (purtroppo non sempre).

Anche accompagnato però dalla solita e quasi incredibile volontà di fare bene dei soccorritori, che senza tante parole si sono messi subito al lavoro: un grazie immenso a queste persone, che ci sono sempre - in misura maggiore o minore. Così come ci saranno, come sempre accade, i soliti che diverranno ricchi con i finanziamenti dedicati alle catastrofi, alle malattie, alla fame: anche questi ci sono sempre e non c'è disinfestante che tenga.
Carissimo, questa volta almeno 16 fratelli della tua terra ti hanno raggiunto, ovunque tu sia: non so esprimere meglio di quanto abbia fatto Vàturu il dolore, la speranza e l' amore che si accompagnano a questa disgrazia, credo che li abbia sintetizzati meglio di qualsiasi giornalista.

Ci segnalano nel frattempo questa bella iniziativa, una delle tante: partecipate!