domenica 8 dicembre 2013

Pugnale nuragico di Bithia

Figura da: L. Napoli, E. Pompianu, L’incontro tra i Fenici e gli indigeni nel golfo di Oristano (Sardegna), in M. DALLA RIVA, H. DI GIUSEPPE (a cura di), Meetings between Cultures in the Ancient Mediterranean (17th International Congress of Classical Archaeology), Bollettino di Archeologia on line I, 2011

[..]Per dimostrare come la situazione fin qui delineata risulti peculiare nel più ampio scenario delle
testimonianze isolane, il confronto con altri contesti sardi si può rivelare molto utile. Tralasciando l’ormai noto caso del villaggio nuragico di Sant’Imbenia  o altri contesti isolati che pongono ulteriori problematiche, la regione in cui attualmente è possibile osservare con particolare chiarezza l’evolversi dei rapporti tra la popolazione autoctona e i coloni fenici ivi giunti appare essere quella sulcitana. Proprio in questa zona infatti si percepiscono, in maniera sempre più organica, i segnali di un incontro particolarmente proficuo e maturo tra le due culture, verosimilmente messo in atto attraverso una programmata e strutturata politica territoriale realizzata dalla componente coloniale sin dalle prime fasi del suo stanziamento sull’isola. 
Le scelte insediative attuate dai Fenici nella regione appaiono fortemente influenzate dall’acquisizione delle risorse metallifere che con tutta probabilità dovevano essere imbarcate per l’esportazione nell’importante colonia di Sulky. I dati acquisiti ormai da tempo dall’area del tofet sull’inurbamento di elementi indigeni nella colonia fenicia, vengono oggi confermati dalle indagini condotte invari settori dell’abitato. In effetti, la presenza di materiale nuragico nelle stratigrafie più arcaiche dell’area del Cronicario  e del Forte Sabaudo costituisce una testimonianza inequivocabile sulla residenza di elementi indigeni in seno alla colonia fenicia. Nella stessa direzione conducono i dati emersi dai contesti funerari indagati nella regione: le anse a gomito rovescio rinvenute nella necropoli fenicia di Portoscuso, le armi nuragiche che accompagnavano diversi defunti di Bithia (fig. 9)  e alcune forme ceramiche di tradizione nuragica recentemente venute alla luce nell’impianto funebre di Monte Sirai costituiscono un’ulteriore conferma all’ipotesi della formazione di vere e proprie comunità miste.[..]
 Da: L. Napoli, E. Pompianu, L’incontro tra i Fenici e gli indigeni nel golfo di Oristano (Sardegna), in M. DALLA RIVA, H. DI GIUSEPPE (a cura di), Meetings between Cultures in the Ancient Mediterranean (17th International Congress of Classical Archaeology), Bollettino di Archeologia on line I, 2011